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    WELCOMING EUROPE. FIRMIAMO E PARTECIPIAMO PER UN’EUROPA CHE ACCOGLIE

    E’ stata presentata il 19 aprile a Roma, presso Palazzo Madama, l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per chiedere una nuova normativa europea sulla gestione dei flussi migratori e sull’accoglienza.

    L’iniziativa “Welcoming Europe. Per un’ Europa che accoglie” si pone tre obiettivi principali: decriminalizzare la solidarietà dei cittadini europei che assistono i migranti, aumentare i corridoi umanitari per  i rifugiati, proteggere le vittime di abusi. La proposta è stata approvata dalla Commissione europea a febbraio 2018 ed entro un anno dovranno essere raccolte un milione di firme in almeno 7 paesi membri.

    In un contesto europeo e nazionale in cui sono numerosi i fallimenti delle istituzioni e dei governi nella gestione dei flussi migratori, la società civile chiede alla Commissione un maggiore impegno attraverso la revisione delle attuali normative, promuovendo la cultura di un’Europa che accoglie e non respinge.

    Nello specifico, #WelcomingEuropesi propone di:

    • Decriminalizzare il reato di solidarietà, riformando la direttiva c.d. “facilitazioni” 2002/90/CE al fine di impedire che gli atti umanitari da parte di volontari e attivisti verso i migranti che sbarcano sulle nostre coste vengano criminalizzati.
    • Creare corridoi umanitari e canali sicuri per il transito e l’accoglienza di migranti e rifugiati, aumentando i programmi di sponsorship privati rivolti a rifugiati, seguendo il modello canadese. Questo obiettivo sarebbe raggiunto attraverso una modifica del regolamento europeo n.516/2014, incrementando i fondi e modificando il sistema di finanziamento, dando la possibilità ad attori privati della società civile di fare da sponsor per l’ingresso in Europa di rifugiati.
    • Proteggere le vittime di abusi e di tratta, rafforzando i meccanismi di tutela e denuncia, in particolare lungo le frontiere esterne. La campagna mira inoltre ad introdurre canali di accesso al mondo del lavoro anche non qualificato, a livello europeo.

    La campagna #WelcomingEurope sarà lanciata in Italia nelle prossime settimane e si potrà aderire direttamente dal sito. Tra le organizzazioni che hanno deciso di promuovere la campagna: Radicali Italiani, Legambiente, FCEI,Cnca, Fondazione Casa della Carità, Oxfam, ActionAid, AOI,Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione e lo Svilippo, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, A Buon Diritto, Acli, Arci, Baobab Experience, CILD.

    Focsiv ha aderito all’iniziativa e invita tutti i suoi soci membri a fare altrettanto attivandosi per coinvolgere i cittadini italiani nella firma dell’Iniziativa.

    Alla conferenza stampa sono intervenuti, tra gli altri, Emma Bonino, senatrice di + Europa, Chiara Favilli, università di Firenze, Giorgina Sayegh, rifugiata siriana arrivata in Italia tramite i corridoi umanitari creati dalla Comunità Sant’Egidio, dalla CEI e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche d’Italia.

    Occorre fermare la deriva verso l’istituzione del reato di solidarietà, in un momento storico in cui le politiche volte al respingimento dei flussi migratori si stanno consolidando sempre di più nel vecchio continente. Accoglienza e solidarietà tra popoli sono i valori che da sempre orientano il lavoro della Focsiv, impegnata alla costruzione di società giuste e integrate.

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    I LEADER INDIGENI ECUADORIANI UNITI PER AFFRONTARE NUOVAMENTE IL GIGANTE CHEVRON NELLA CORTE DELL’ONTARIO

    Ottawa, Toronto – Il 17 e 18 aprile la Corte d’appello dell’Ontario sarà la sede in cui i querelanti ecuadoriani dimostreranno che la Chevron Canada è interamente di proprietà della Chevron Corporation. Ciò consentirebbe alle popolazioni indigene e contadine dell’Ecuador di far valere la sentenza di pagamento di oltre 9,5 miliardi di dollari, emessa dalle Corti di Giustizia dell’ Ecuador. Continua a leggere

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    Bando per l’assegnazione di 3 finanziamenti all’interno del progetto “Make Europe Sustainable for All”

    Il progetto triennale “Make Europe Sustainable for All”, finanziato dalla Commissione Europea e che vede coinvolti 15 Paesi europei tra cui l’Italia, ha lo scopo di promuovere un’attuazione ambiziosa dell’Agenda 2030 all’interno dell’UE e di aumentare sensibilmente la consapevolezza tra i/le cittadini/e dell’Unione e i decisori politici sui loro ruoli e responsabilità per la costruzione di un futuro sostenibile.

    Per l’Italia Il soggetto attuatore del progetto è Engim Internazionale, per conto di GCAP ITALIA.

    Il progetto prevede, a livello nazionale, l’assegnazione a gruppi locali di organizzazioni della società civile di 3 finanziamenti (di massimo 1.000 euro ciascuno), attraverso lo schema del sub-granting, finalizzati alla realizzazione di efficaci azioni di sensibilizzazione a livello locale Continua a leggere

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    I PRINCIPI DELL’ AGROECOLOGIA: verso sistemi alimentari sostenibili, resilienti e giusti

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    L’appello di Pax Christi ai parlamentari per votare no alla missione in Niger

    Il quotidiano “Avvenire” dedica un approfondimento riguardante il voto che si terrà oggi, venerdì 19 gennaio, alla Camera per approvare il decreto missioni, che darebbe definitiva autorizzazione all’intervento italiano in Niger. Continua a leggere

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    Immigrazione e imprenditorialità: il grande potenziale inespresso

    All’interno di un quadro post crisi in cui si assiste a miti segnali di ripresa, il Rapporto immigrazione e imprenditorialità 2017 , curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, conferma la tendenza di crescita delle attività indipendenti degli immigrati, dato che aveva contrassegnato anche gli anni immediatamente successivi alla crisi del 2008. Mentre le imprese autonome gestite da italiani si trovano in una fase di sostanziale stagnazione, le realtà imprenditoriali a guida di stranieri seguono un trend opposto. A fine 2016 sono oltre 570.000 le attività indipendenti condotte da lavoratori immigrati, circa il 10% del totale nazionale. Continua a leggere

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    LA REPRESSIONE MILITARE PER FERMARE IL FORUM SUL LAND GRABBING

    Quello dell’accesso alla terra ed il suo accaparramento (land grabbing) restano temi ancora fortemente controversi all’interno del dibattito internazionale tra organizzazioni religiose, civili ed istituzioni, come testimoniato dai recenti eventi susseguitisi durante il Citizen Forum organizzato dal CGLTE (Global Convergence on Land and Water Struggles) tra il 26-28 novembre, che ha preceduto la conferenza di Abidjan (28-30 novembre).

    La crisi alimentare, energetica e finanziaria del 2008 hanno contribuito ad incrementare gli investimenti per l’accaparramento della terra nel continente africano. Solo in Congo, dal 2008 ad oggi circa 7 milioni di ettari di terra sono ceduti a multinazionali e Stati esteri con contratti di medio-lungo termine, dai 30 ai 99 anni.

    Il land grabbing viene spesso posto come condizione necessaria per favorire lo sviluppo, la crescita economica e la sicurezza alimentare dei Paesi africani. In realtà si configura come una via di accesso privilegiata alle multinazionali che, facendo affidamento su strutture militari, para-militari e politico-amministrative locali, perpetuano modelli economici che portano a privare le popolazioni locali delle risorse naturali di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza.

    I partecipanti al Forum hanno condiviso competenze e strategie per fermare l’espropriazione delle terre, in particolare nell’Africa francofona, puntando a rafforzare gli esistenti partenariati tra i movimenti nel Continente africano e quelli di altri continenti. Tutti i relatori hanno riconosciuto che l’accaparramento della terra è un problema crescente sul territorio africano, che richiede urgenti ed efficaci strategie di risposta. Tra questi, Claire Quenum, rappresentante dell’Alliance for Food Sovereignity in Africa, ha commentato “Le comunità hanno diritto a nutrirsi. Hanno diritto alla sovranità alimentare. Il mancato accesso alle risorse alimentari ed idriche rappresenta una minaccia alla sovranità alimentare, all’agro-ecologia, allo spazio per vivere e per il mantenimento degli animali”.

    Durante la mattina del terzo giorno del Forum, la polizia ha fatto irruzione, allontanando i partecipanti. Motivo apparente sembrerebbe essere stata la revoca dell’autorizzazione ad una marcia organizzata nella mattinata, con conseguente cancellazione di tutti gli eventi previsti per la stessa giornata. L’irruzione non ha causato feriti ed è stata gestita senza violenza o maltrattamenti. Essa rappresenta, tuttavia, un vero atto di repressione del diritto di associazione della società civile. Una mozione di condanna è stata quindi sottoscritta dai partecipanti e testimoni dell’invasione.

    Durante la quinta conferenza regionale Europa – Unione Africana, tenutasi ad Abidjan tra il 28 – 30 novembre, più di 70 rappresentati delle istituzioni civili e religiose provenienti da Africa, Europa ed America hanno discusso il tema del land grabbing quale violazione dei diritti umani perpetuata nei confronti delle popolazioni dell’area dell’Africa francofona, lanciando lo slogan: “Land Grabbing nell’area dell’Africa francofona: identificare e rafforzare soluzioni endogene”. La conferenza si è conclusa con l’adozione di una dichiarazione firmata da circa 60 autorità civili e religiose con l’obiettivo di facilitare una migliore ed efficace collaborazione tra società civile e Chiesa nella difesa dei diritti umani contro il land grabbing.

    Quello dell’accaparramento dei terreni e delle risorse naturali è un tema su cui Focsiv è impegnata in prima linea, sia direttamente attraverso i suoi soci che operano in diversi Paesi africani con progetti di aiuto allo sviluppo, sia attraverso iniziative di policy e advocacy con reti internazionali. Come dice Papa Francesco nella Laudato Sì, la terra è di tutti gli uomini e perciò nessuno può essere privilegiato o escluso nel godimento dei suoi frutti. Questo è il pensiero che guida l’impegno di FOCSIV e dei suoi soci lavorando a fianco delle comunità locali nei paesi sud del mondo, che subiscono maggiormente la corsa alle risorse e all’accaparramento della terra. La terra non è un bene economico da accaparrarsi e sfruttare, ma un giardino da curare e preservare, un bene comune ricevuto in dono di cui tutti abbiamo diritto a godere, affinchè nessuno sia lasciato indietro. Una prospettiva, quella cristiana, che ricorda quella dei popoli indigeni che subiscono più di tutti il land grabbing.

    In allegato:
    la Dichiarazione della conferenza di Abidjan
    la Mozione di condanna per l’irruzione della polizia del 28 Novembre

     

     

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    IN SALVO I PRIMI 25 PROFUGHI GRAZIE AL NUOVO CORRIDOIO UMANITARIO DALL’ETIOPIA

    Nella mattinata del 30 novembre, sono arrivati regolarmente a Roma i primi 25 profughi che hanno vissuto gli ultimi anni nei campi rifugiati in Etiopia, in condizioni di estrema difficoltà.

    Il gruppo è giunto su territorio italiano attraverso i corridoi umanitari previsti dal protocollo di intesa con lo Stato Italiano ed organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio, insieme alla Comunità episcopale italiana (Cei), con la Caritas e la Fondazione Migrantes. Il protocollo, finanziato dall’ 8 x Mille, prevede il trasferimento di 500 profughi dall’Etiopia in due anni. Continua a leggere

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    “Partenariato o condizionalità dell’ aiuto?” Valutazioni sullo European Trust Fund

    Lo scorso 23 novembre presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio a Roma è stato presentato il documento  “Partenariato o condizionalità dell’aiuto?”, Rapporto di monitoraggio del Fondo Fiduciario d’Emergenza per l’ Africa e i Migration Compact dell’Unione Europea”, elaborato da CONCORD Italia e CINI, in collaborazione con FOCSIV e AMREF. Il Rapporto ha l’obiettivo di analizzare l’implementazione del Fondo Europeo di Emergenza per l’Africa (EUTF) e monitorare le modalità con cui sono stati allocati i fondi, attraverso l’analisi di tre casi studio: Libia, Niger, Etiopia. Dal Rapporto emergono una serie di raccomandazioni per la gestione dell’ EUTF e la strategia dei Migration Compact. Continua a leggere

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    Che fine fanno i finanziamenti europei ed italiani per fermare le migrazioni?

    Giovedì 23 novembre, dalle 9.30 alle 13.00, presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, 125 a Roma, si terrà la presentazione del rapporto “Partenariato o condizionalità dell’aiuto?”, un documento di monitoraggio sul Fondo Fiduciario dell’Unione Europea di Emergenza per l’Africa (EUTF), elaborato da CONCORD Italia e CINI, in collaborazione con AMREF e FOCSIV. Continua a leggere