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    L’appello di Pax Christi ai parlamentari per votare no alla missione in Niger

    Il quotidiano “Avvenire” dedica un approfondimento riguardante il voto che si terrà oggi, venerdì 19 gennaio, alla Camera per approvare il decreto missioni, che darebbe definitiva autorizzazione all’intervento italiano in Niger. Continua a leggere

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    Immigrazione e imprenditorialità: il grande potenziale inespresso

    All’interno di un quadro post crisi in cui si assiste a miti segnali di ripresa, il Rapporto immigrazione e imprenditorialità 2017 , curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, conferma la tendenza di crescita delle attività indipendenti degli immigrati, dato che aveva contrassegnato anche gli anni immediatamente successivi alla crisi del 2008. Mentre le imprese autonome gestite da italiani si trovano in una fase di sostanziale stagnazione, le realtà imprenditoriali a guida di stranieri seguono un trend opposto. A fine 2016 sono oltre 570.000 le attività indipendenti condotte da lavoratori immigrati, circa il 10% del totale nazionale. Continua a leggere

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    LA REPRESSIONE MILITARE PER FERMARE IL FORUM SUL LAND GRABBING

    Quello dell’accesso alla terra ed il suo accaparramento (land grabbing) restano temi ancora fortemente controversi all’interno del dibattito internazionale tra organizzazioni religiose, civili ed istituzioni, come testimoniato dai recenti eventi susseguitisi durante il Citizen Forum organizzato dal CGLTE (Global Convergence on Land and Water Struggles) tra il 26-28 novembre, che ha preceduto la conferenza di Abidjan (28-30 novembre).

    La crisi alimentare, energetica e finanziaria del 2008 hanno contribuito ad incrementare gli investimenti per l’accaparramento della terra nel continente africano. Solo in Congo, dal 2008 ad oggi circa 7 milioni di ettari di terra sono ceduti a multinazionali e Stati esteri con contratti di medio-lungo termine, dai 30 ai 99 anni.

    Il land grabbing viene spesso posto come condizione necessaria per favorire lo sviluppo, la crescita economica e la sicurezza alimentare dei Paesi africani. In realtà si configura come una via di accesso privilegiata alle multinazionali che, facendo affidamento su strutture militari, para-militari e politico-amministrative locali, perpetuano modelli economici che portano a privare le popolazioni locali delle risorse naturali di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza.

    I partecipanti al Forum hanno condiviso competenze e strategie per fermare l’espropriazione delle terre, in particolare nell’Africa francofona, puntando a rafforzare gli esistenti partenariati tra i movimenti nel Continente africano e quelli di altri continenti. Tutti i relatori hanno riconosciuto che l’accaparramento della terra è un problema crescente sul territorio africano, che richiede urgenti ed efficaci strategie di risposta. Tra questi, Claire Quenum, rappresentante dell’Alliance for Food Sovereignity in Africa, ha commentato “Le comunità hanno diritto a nutrirsi. Hanno diritto alla sovranità alimentare. Il mancato accesso alle risorse alimentari ed idriche rappresenta una minaccia alla sovranità alimentare, all’agro-ecologia, allo spazio per vivere e per il mantenimento degli animali”.

    Durante la mattina del terzo giorno del Forum, la polizia ha fatto irruzione, allontanando i partecipanti. Motivo apparente sembrerebbe essere stata la revoca dell’autorizzazione ad una marcia organizzata nella mattinata, con conseguente cancellazione di tutti gli eventi previsti per la stessa giornata. L’irruzione non ha causato feriti ed è stata gestita senza violenza o maltrattamenti. Essa rappresenta, tuttavia, un vero atto di repressione del diritto di associazione della società civile. Una mozione di condanna è stata quindi sottoscritta dai partecipanti e testimoni dell’invasione.

    Durante la quinta conferenza regionale Europa – Unione Africana, tenutasi ad Abidjan tra il 28 – 30 novembre, più di 70 rappresentati delle istituzioni civili e religiose provenienti da Africa, Europa ed America hanno discusso il tema del land grabbing quale violazione dei diritti umani perpetuata nei confronti delle popolazioni dell’area dell’Africa francofona, lanciando lo slogan: “Land Grabbing nell’area dell’Africa francofona: identificare e rafforzare soluzioni endogene”. La conferenza si è conclusa con l’adozione di una dichiarazione firmata da circa 60 autorità civili e religiose con l’obiettivo di facilitare una migliore ed efficace collaborazione tra società civile e Chiesa nella difesa dei diritti umani contro il land grabbing.

    Quello dell’accaparramento dei terreni e delle risorse naturali è un tema su cui Focsiv è impegnata in prima linea, sia direttamente attraverso i suoi soci che operano in diversi Paesi africani con progetti di aiuto allo sviluppo, sia attraverso iniziative di policy e advocacy con reti internazionali. Come dice Papa Francesco nella Laudato Sì, la terra è di tutti gli uomini e perciò nessuno può essere privilegiato o escluso nel godimento dei suoi frutti. Questo è il pensiero che guida l’impegno di FOCSIV e dei suoi soci lavorando a fianco delle comunità locali nei paesi sud del mondo, che subiscono maggiormente la corsa alle risorse e all’accaparramento della terra. La terra non è un bene economico da accaparrarsi e sfruttare, ma un giardino da curare e preservare, un bene comune ricevuto in dono di cui tutti abbiamo diritto a godere, affinchè nessuno sia lasciato indietro. Una prospettiva, quella cristiana, che ricorda quella dei popoli indigeni che subiscono più di tutti il land grabbing.

    In allegato:
    la Dichiarazione della conferenza di Abidjan
    la Mozione di condanna per l’irruzione della polizia del 28 Novembre

     

     

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    IN SALVO I PRIMI 25 PROFUGHI GRAZIE AL NUOVO CORRIDOIO UMANITARIO DALL’ETIOPIA

    Nella mattinata del 30 novembre, sono arrivati regolarmente a Roma i primi 25 profughi che hanno vissuto gli ultimi anni nei campi rifugiati in Etiopia, in condizioni di estrema difficoltà.

    Il gruppo è giunto su territorio italiano attraverso i corridoi umanitari previsti dal protocollo di intesa con lo Stato Italiano ed organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio, insieme alla Comunità episcopale italiana (Cei), con la Caritas e la Fondazione Migrantes. Il protocollo, finanziato dall’ 8 x Mille, prevede il trasferimento di 500 profughi dall’Etiopia in due anni. Continua a leggere

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    “Partenariato o condizionalità dell’ aiuto?” Valutazioni sullo European Trust Fund

    Lo scorso 23 novembre presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio a Roma è stato presentato il documento  “Partenariato o condizionalità dell’aiuto?”, Rapporto di monitoraggio del Fondo Fiduciario d’Emergenza per l’ Africa e i Migration Compact dell’Unione Europea”, elaborato da CONCORD Italia e CINI, in collaborazione con FOCSIV e AMREF. Il Rapporto ha l’obiettivo di analizzare l’implementazione del Fondo Europeo di Emergenza per l’Africa (EUTF) e monitorare le modalità con cui sono stati allocati i fondi, attraverso l’analisi di tre casi studio: Libia, Niger, Etiopia. Dal Rapporto emergono una serie di raccomandazioni per la gestione dell’ EUTF e la strategia dei Migration Compact. Continua a leggere

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    Che fine fanno i finanziamenti europei ed italiani per fermare le migrazioni?

    Giovedì 23 novembre, dalle 9.30 alle 13.00, presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, 125 a Roma, si terrà la presentazione del rapporto “Partenariato o condizionalità dell’aiuto?”, un documento di monitoraggio sul Fondo Fiduciario dell’Unione Europea di Emergenza per l’Africa (EUTF), elaborato da CONCORD Italia e CINI, in collaborazione con AMREF e FOCSIV. Continua a leggere

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    Cosa ci aspettiamo dalla COP 23: le richieste di CIDSE

    COP 23 si apre a due anni dall’adozione dell’Accordo di Parigi firmato alla COP 21. La COP 21 è stata la promessa di un’azione collettiva che ha portato una vera speranza grazie agli obiettivi climatici di collaborazione, in particolare l’impegno a perseguire gli sforzi per limitare l’aumento globale della temperatura a  1,5 ° C . Tuttavia, le attuali promesse nazionali su come spostarsi verso economie a basse emissioni di carbonio non sono sufficienti per raggiungere l’obiettivo  soglia degli 1.5 ° C.

    FOCSIV con CIDSE chiede che la Nuova Conferenza delle Parti prenda decisioni coraggiose e nette per l’attuazione degli Accordi di Parigi. Continua a leggere

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    Nuovo Report UNEP sulle Emissioni di Gas

    L’UNEP (United Nation Environment Programme) ha presentato il nuovo Report sulle emissioni di gas, contenente una valutazione degli attuali sforzi nazionali per la mitigazione e delle ambizioni che gli Stati hanno presentato nelle rispettive Nationally Determined Contributions (NDCs). Ecco alcuni dei punti chiave del Rapporto. Continua a leggere

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    La pesante impronta climatica delle diete a grande consumo di carne e latticini

    Le più grandi aziende del settore lattiero-caseario e di carne in tutto il mondo stanno guidando il pianeta verso una catastrofe climatica. Nuovi dati presentati oggi a Bonn da GRAIN, IATP e dalla Fondazione Heinrich Böll durante gli incontri a margine della COP 23 mostrano che le principali aziende di carne e casearie stanno contribuendo in modo massiccio ai cambiamenti climatici. Continua a leggere

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    Quale futuro per il fondo italiano per l’Africa? Policy Brief FOCSIV

    La creazione del Fondo italiano straordinario per l’Africa nasce dalla consapevolezza che la grande sfida e opportunità dei prossimi anni è lo sviluppo di rapporti politici, economici e sociali con questo grande continente, in modo anche da governare meglio le migrazioni.  Sono stati stanziati per questo fondo 200 milioni di euro da impegnare nel 2017 ed il decreto di indirizzo ha stabilito che fossero destinati per “interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie”. La gestione è stata affidata al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e si inserisce nel nuovo quadro di partenariato dell’Unione Europea con i paesi di origine e di transito delle rotte migratorie. Sono indicati i paesi prioritari: “l’eccezionale rilevanza di Libia, Niger e Tunisia”, le principali origini dei flussi da Costa D’Avorio, Eritrea, Guinea, Somalia e Sudan; l’importanza nelle rotte di Egitto, Etiopia, Ghana, Nigeria e Senegal.

    A settembre scorso, si è potuto sapere, grazie ad una interrogazione parlamentare dell’Onorevole Quartapelle, che risultavano impegnati 140 milioni di euro sui 200 disponibili. Questi finanziamenti sono andati in gran parte a iniziative per la governance dei flussi migratori, lotta al traffico, controllo alle frontiere secondo un approccio più di sicurezza sul flusso delle migrazioni irregolari e poco sulle cause profonde delle migrazioni.

    Da un’attenta analisi degli investimenti realizzati si evince che solo il 5% dei 140 milioni di Euro finora impegnati è andato alla cooperazione allo sviluppo, il 17% alla protezione e altrettanto ai ritorni, ben il 61% al controllo delle frontiere e alla governance delle migrazioni. Il 77% dei finanziamenti si è concentrato su Niger e Libia, laddove è più forte l’interesse a fermare i flussi irregolari. In particolare, secondo un’analisi di ASGI, circa 15 milioni sono stati stanziati per spese di carattere militare.

    FOCSIV ha potuto analizzare, grazie anche alla recente disponibilità di informazioni, l’utilizzo delle risorse in dotazione di questo Fondo in un Policy Brief appena pubblicato, nel quale, dopo una dettagliata analisi, vengono presentate delle raccomandazioni sul futuro del rifinanziamento e orientamento del Fondo collegate, in un più ampio respiro, al futuro della politica italiana con l’Africa e alla politica europea sulla gestione dei flussi migratori.

    Nonostante quanto finora avvenuto auspichiamo che sia previsto un rifinanziamento del Fondo nella prossima Legge di Bilancio, in modo che si possa valorizzare nel quadro dell’impegno europeo e delle Nazioni Unite. È importante riprendere l’ambizione originaria riguardo una politica italiana con l’Africa più strutturale e comprensiva. D’altro canto, l’esperienza del Fondo mostra la rilevanza del peso italiano nelle Istituzioni europee e nei suoi strumenti. Carta da giocare per la riforma del regolamento di Dublino e la creazione di un vero sistema comunitario di asilo.  – ha dichiarato Andrea Stocchiero, responsabile policy FOCSIV – E’ necessario rafforzare un impegno che possa contribuire a migliorare il governo dei flussi con lo sviluppo delle comunità locali e, per la sua rilevanza, possa orientare la politica europea. È importante vi sia più trasparenza e possibilità di tracciare la spesa effettiva dei finanziamenti. Sicuramente bisogna passare ad un approccio più strutturale, come richiede il fenomeno migratorio, e investire di più nella protezione e per la cooperazione con le comunità locali e migranti. E’ necessaria infine una profonda revisione della politica migratoria e di cooperazione che non sia ridotta al mero controllo delle frontiere, ma che sia attenta al rispetto dei diritti umani ed alle esigenze locali e regionali di mobilità, puntando, piuttosto, su misure di gestione dei flussi che siano realmente alternative all’irregolarità e al traffico degli esseri umani, negoziando canali regolari secondo quanto previsto dal Global Compact su migrazioni e rifugiati delle Nazioni Unite.”

    Leggi qui il Policy Brief.