• sovranità alimentare-i nostri temi

    Parigi, per le persone e il pianeta! L’Enciclica Laudato sì: cosa significa per i negoziati COP 21 e oltre

    Collana Strumenti/46 – In vista di COP 21 FOCSIV e CIDSE hanno presentato un Rapporto “Parigi, per le Persone e per il Pianeta”, nel quale sono esposte le raccomandazioni sull’accordo di Parigi ed esamina il significato dell’enciclica Laudato Sì in relazione ai negoziati sul clima. Il mondo ha bisogno accrescere la propria ambizione a livelli molto più alti per far fronte alla crisi climatica e proteggere le persone dagli effetti dei cambiamenti climatici.

    Continua a leggere

  • 100805-A-3996M-044

    Migrazioni e Cambiamento Climatico

    Dal 2008 al 2014, oltre 157 milioni di persone sono state costrette a spostarsi per eventi meteorologici estremi. Tra le cause che costringono famiglie e comunità ad abbandonare le proprie abitazioni ci sono soprattutto tempeste e alluvioni. Tra il 2008 e il 2014, secondo IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre), queste hanno rappresentato l’85% della cause, seguite dai terremoti. Sempre l’IDMC ha calcolato che oggi le persone hanno il 60% per cento in più di probabilità di dover abbandonare la propria casa di quanto non ne avessero nel 1975. I dati sono contenuti nel rapporto “Migrazioni e cambiamento climatico” a cura di CeSPI, FOCSIV e WWF Italia rilasciato alla vigilia della COP di Parigi.

    Scarica il report completo

  • Raccomandazioni FOCSIV in occasione della Conferenza di Durban (COP17)

    Come ampiamente dimostrato dalla ricerca scientifica negli ultimi anni il fenomeno dei cambiamenti climatici costituisce una minaccia alla vita di centinaia di milioni di persone nel mondo. Molto spesso sono le comunità più povere che dipendono principalmente dall’agricoltura ed allevamento, attività  che più risentono del clima, a subire i disastrosi effetti di fenomeni naturali estremi o di precipitazioni troppo spesso eccessive o scarse.

    I cambiamenti del clima, quindi, rappresentano oggi più che in passato una nuova causa generatrice di povertà perché attentano alla sicurezza alimentare, alla salute e alla vita quotidiana di comunità che troppo spesso non possiedono risposte efficaci a questi fenomeni, in quanto meno capaci di adattarsi alle nuove condizioni perché sprovvisti sia dei mezzi, che delle conoscenze per affrontarle.
    In occasione dello svolgimento della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) che si svolge quest’anno a Durban in Sudafrica, crediamo sia assolutamente necessario che i dibattiti che avranno luogo debbano tenere in piena considerazione la complessità della realtà appena descritta  al fine di implementare gli accordi definiti l’anno scorso alla Conferenza di  Cancun (COP15) in materia di cooperazione internazionale e di azione finanziaria per contrastare i mutamenti climatici. Al fine di raggiungere tale obiettivo è però necessario che gli Stati Parti si facciano promotori di azioni concrete verso una riduzione sensibile delle proprie emissioni inquinanti.

  • Strumenti 30/2011

    La Tassa sulle transazioni finanziarie (FTT) per le persone e il pianeta.

     

    Gestiti da: il Fondo verde per il clima delle Nazioni Unite

    Realizzati tramite: un’azione intersettoriale e coordinata

    Obiettivi: comunità vulnerabili, rispetto dei loro diritti sociali e ambientali

    Cosa significa per voi la Tassa sulle transazioni finanziarie (FTT)? Credete, forse, che sia solo un termine tecnico da esattori, una cosa teorica ed astratta? Magari temete che possa intaccare il vostro portafogli? Ebbene, questa tassa è diversa e probabilmente aiuterà a risolvere alcune delle sfide globali attuali. Una piccola tassa sulle speculazioni finanziarie potrebbe non solo indicare la via d’uscita dalla crisi economica, ma anche affrontare un problema che il nostro modello economico ad alto impatto ambientale ha contribuito a creare: i cambiamenti climatici.

     

    Si calcola che la FTT, se introdotta ad un tasso medio dello 0,05%, potrebbe raccogliere oltre 660 miliardi di dollari all’anno. Potrebbe contribuire anche a stabilizzare i mercati finanziari e a ridurre la speculazione. La FTT non presenta alcun costo aggiuntivo per i contribuenti, interessando soprattutto gli scambi a breve termine che non hanno alcun valore aggiunto per l’economia reale. Nonostante gli studi condotti nel 2010 dal Fondo monetario internazionale e dalla Commissione europea dimostrino con chiarezza che la FTT può essere attuata, molti politici ed industriali la ritengono ancora non fattibile.

     

    Gli oppositori che si preoccupano degli interessi e dei privilegi del settore finanziario non sono lungimiranti. Si rendono conto che, se il benessere delle persone e del pianeta è a rischio, lo sono anche il loro affari? In fondo, i cambiamenti climatici riguardano tutti. Sono i più poveri, però, a soffrire maggiormente. Quando le scorte di cibo e i mezzi di sussistenza sono minacciati da inondazioni e siccità, le famiglie più povere, incluse quelle con bambini e guidate da donne, non hanno ammortizzatori. È questo il prezzo che accettiamo di pagare per mantenere i privilegi dei pochi che beneficiano delle speculazioni?

     

    Oltre 30 anni fa (la prima conferenza sul clima si è tenuta nel 1979!) i governi hanno ammesso che si doveva fare qualcosa per fermare i cambiamenti climatici, ma hanno avuto sempre difficoltà ad organizzare un’azione concertata. Il denaro si è dimostrato uno degli ostacoli maggiori. Lo scorso dicembre, a Cancun, i governi hanno deciso di creare un Fondo verde per il clima all’interno delle Nazioni Unite, che è destinato a ricevere e distribuire fino a 100 miliardi l’anno a partire dal 2020. Nessuno sa ancora da dove verrà tanto denaro; i governi sono riluttanti nei confronti di un’azione per il clima che peserà sui loro bilanci. Le limitazioni poste dai bilanci, tuttavia, non sono una scusa poiché il flusso di denaro generato dalla FTT potrebbe essere usato per i finanziamenti per il clima e per affrontare le sfide globali che mettono in pericolo il benessere e la dignità umani.

     

    È chiaro, in ogni caso, che non basta il denaro. Dovrà essere amministrato bene e speso con la giusta attenzione per avere un impatto favorevole e duraturo. Il Fondo verde per il clima può apportare cambiamenti positivi solo nelle comunità che cercheranno attivamente tali miglioramenti, i cui diritti sociali e ambientali verranno difesi e in cui i soldi non saranno impiegati con una visione ristretta. È giunto il momento che il settore finanziario dimostri di poter lavorare a favore delle persone e del pianeta.

     

    FOCSIV da sempre si è impegnata in azioni volte alla ricerca e allo studio di fonti alternative di finanziamento, come la Campagna “Tobin Hood: una tassa per lo sviluppo”, basata sui principi enunciati dal premio nobel per l’economia nel 1981 James Tobin, che proponeva nello specifico il commercio cross border di valute, con effetti sui tassi di cambio (cd. Tobin Tax). Dal 2010, inoltre, abbiamo aderito alla Campagna Zerozerocinque che promuove in Italia la FTT e cha fa parte della più ampia coalizione internazionale alla quale aderiscono oltre 40 organizzazioni italiane.

     

    Convinti, come sempre, che una tassa come questa possa garantire maggiore giustizia sociale, re-distribuire le ricchezze e frenare le speculazioni, contemporaneamente portiamo avanti la campagna “Crea un clima di giustizia”, lanciata nel 2009, certi che promuovere la sostenibilità ambientale sia un dovere che va di pari passo con la lotta alla povertà. In concerto con le altre agenzie della CIDSE e ad alcune tra le maggiori Organizzazioni cattoliche italiane abbiamo formulato un appello sottoscritto da 26 parlamentari italiani e portato avanti una raccolta firme a cui 512.892 cittadini hanno risposto.

     

    Alla vigilia dei negoziati UNFCC di Bonn, presentiamo dunque questo documento che racchiude in sé una sorta di sintesi del lavoro parallelo, giustizia climatica e risorse per lo sviluppo, che con impegno e dedizione portiamo avanti da tempo sia in ambito nazionale che internazionale.

  • FOCSIV lobby letter to Heads of Government for the EU Spring Summit

    Roma,16 March 2009

  • Strumenti 27/2010

    Clima e Povertà: Un business inusuale


    È ormai ampiamente accettato che il finanziamento per l’azione contro i cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo sia un elemento essenziale per un accordo completo post-2012 sul clima. Il finanziamento per il clima è una delle poche aree in cui la Convenzione a Copenhagen ha fatto progressi. L’Accordo di Copenhagen, benché non sia stato riconosciuto legalmente dall’UNFCCC, promette 10 miliardi di dollari l’anno dal 2010 al 2012, per arrivare fino a 100 miliardi l’anno a partire dal 2020.

  • Strumenti 26/2009

    Nessun nuovo finanziamento… Nessun accordo!


    In questo documento la FOCSIV presenta le richieste e soprattutto le proposte per contribuire alla sigla di un accordo al vertice di Copenhagen ispirato ai principi di equità, secondo il criterio delle responsabilità comuni ma differenziate, in cui si fissassero obiettivi di mitigazione e di adattamento concreti e vincolanti.

  • Strumenti 24/2009

    Ridurre la vulnerabilità per aumentare la resistenza: l’importanza delle tecnologie di adattamento per un accordo vincolante sul clima post-2012

     

    Questo rapporto mira ad incrementare la consapevolezza dell’importanza delle tecnologie per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la riduzione della povertà. Vengono formulate raccomandazioni alle Parti nell’ambito del negoziato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) al fine di avere un sostegno efficace alle tecnologie per l’adattamento nell’accordo sul cambiamento climatico post-2012.

  • VTM 4/2009

    Clima e povertà: il punto dopo Copenaghen


    Un’intesa politica raggiunta venerdì notte tra Stati Uniti, Cina, India, Brasile e Sudafrica di cui sabato mattina le Parti dell’UNFCCC hanno preso nota, rappresenta il risultato di due anni di negoziazioni e di due settimane di Vertice con più di 40.000 delegati presenti a Copenaghen.

  • VTM 1-2/2009

    Cambiamenti climatici e povertà: promuovere la sostenibilità ambientale

     

     

    La crisi ambientale, come tale, racchiude rischi e opportunità; oggi siamo di fronte a chiari segnali che vanno analizzati per avviare la riflessione sul percorso da intraprendere, in primis dati oggettivi e reali che ci manifestano la dimensione della crisi che stiamo vivendo, e come questa abbia un impatto più drammatico nei Paesi del Sud del mondo.