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    La pesante impronta climatica delle diete a grande consumo di carne e latticini

    Le più grandi aziende del settore lattiero-caseario e di carne in tutto il mondo stanno guidando il pianeta verso una catastrofe climatica. Nuovi dati presentati oggi a Bonn da GRAIN, IATP e dalla Fondazione Heinrich Böll durante gli incontri a margine della COP 23 mostrano che le principali aziende di carne e casearie stanno contribuendo in modo massiccio ai cambiamenti climatici. Continua a leggere

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    La Repubblica Democratica del Congo: il Gigante in Ginocchio

    Il 19 dicembre 2016 è scaduto il secondo ed ultimo mandato costituzionale di Joseph Kabila, presidente della Repubblica Democratica del Congo, che si ostina a non lasciare il potere nonostante le tante richieste di rispetto della costituzione da parte della popolazione congolese, in particolare dei giovani, che puntualmente vengono arrestati o uccisi dalla polizia durante le manifestazioni. Da alcuni anni le fosse comuni non si contano nella RD Congo e la svendita del paese al miglior offerente (le diverse imprese multinazionali che fanno affari sfruttando le risorse naturali di cui il paese è ricco, con costanti e diffuse violazioni dei diritti  umani), va avanti nel silenzio della comunità internazionale.

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    FOCSIV con CIDSE alla COP23 di Bonn

    FOSIV con CIDSE continua a sostenere la giustizia climatica e chiede maggiori sforzi per affrontare il cambiamento climatico nel quadro dell’accordo di Parigi, basato sui valori di equità, partecipazione e solidarietà. Sotto la presidenza delle Figi, COP23 darà la possibilità di valutare il progresso collettivo nel raggiungimento degli obiettivi fissati dall’accordo, in particolare nel mantenere temperature al di sotto della soglia di 1,5 gradi e passare rapidamente verso economie basate su fonti rinnovabili a basse emissioni di carbonio.

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    Due anni dopo la rottura della diga di Mariana: necessaria un’azione globale di prevenzione

    La scorsa settimana (23-27 ottobre 2017), i primi negoziati verso un Trattato ONU sulle imprese e sui diritti umani si sono svolti a Ginevra. L’attenzione sta crescendo, ma sono necessari ulteriori sforzi per mettere in atto il quadro necessario per fermare l’impunità aziendale e fornire accesso alla giustizia per le vittime degli abusi dei diritti umani.

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    Quale futuro per il fondo italiano per l’Africa? Policy Brief FOCSIV

    La creazione del Fondo italiano straordinario per l’Africa nasce dalla consapevolezza che la grande sfida e opportunità dei prossimi anni è lo sviluppo di rapporti politici, economici e sociali con questo grande continente, in modo anche da governare meglio le migrazioni.  Sono stati stanziati per questo fondo 200 milioni di euro da impegnare nel 2017 ed il decreto di indirizzo ha stabilito che fossero destinati per “interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie”. La gestione è stata affidata al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e si inserisce nel nuovo quadro di partenariato dell’Unione Europea con i paesi di origine e di transito delle rotte migratorie. Sono indicati i paesi prioritari: “l’eccezionale rilevanza di Libia, Niger e Tunisia”, le principali origini dei flussi da Costa D’Avorio, Eritrea, Guinea, Somalia e Sudan; l’importanza nelle rotte di Egitto, Etiopia, Ghana, Nigeria e Senegal.

    A settembre scorso, si è potuto sapere, grazie ad una interrogazione parlamentare dell’Onorevole Quartapelle, che risultavano impegnati 140 milioni di euro sui 200 disponibili. Questi finanziamenti sono andati in gran parte a iniziative per la governance dei flussi migratori, lotta al traffico, controllo alle frontiere secondo un approccio più di sicurezza sul flusso delle migrazioni irregolari e poco sulle cause profonde delle migrazioni.

    Da un’attenta analisi degli investimenti realizzati si evince che solo il 5% dei 140 milioni di Euro finora impegnati è andato alla cooperazione allo sviluppo, il 17% alla protezione e altrettanto ai ritorni, ben il 61% al controllo delle frontiere e alla governance delle migrazioni. Il 77% dei finanziamenti si è concentrato su Niger e Libia, laddove è più forte l’interesse a fermare i flussi irregolari. In particolare, secondo un’analisi di ASGI, circa 15 milioni sono stati stanziati per spese di carattere militare.

    FOCSIV ha potuto analizzare, grazie anche alla recente disponibilità di informazioni, l’utilizzo delle risorse in dotazione di questo Fondo in un Policy Brief appena pubblicato, nel quale, dopo una dettagliata analisi, vengono presentate delle raccomandazioni sul futuro del rifinanziamento e orientamento del Fondo collegate, in un più ampio respiro, al futuro della politica italiana con l’Africa e alla politica europea sulla gestione dei flussi migratori.

    Nonostante quanto finora avvenuto auspichiamo che sia previsto un rifinanziamento del Fondo nella prossima Legge di Bilancio, in modo che si possa valorizzare nel quadro dell’impegno europeo e delle Nazioni Unite. È importante riprendere l’ambizione originaria riguardo una politica italiana con l’Africa più strutturale e comprensiva. D’altro canto, l’esperienza del Fondo mostra la rilevanza del peso italiano nelle Istituzioni europee e nei suoi strumenti. Carta da giocare per la riforma del regolamento di Dublino e la creazione di un vero sistema comunitario di asilo.  – ha dichiarato Andrea Stocchiero, responsabile policy FOCSIV – E’ necessario rafforzare un impegno che possa contribuire a migliorare il governo dei flussi con lo sviluppo delle comunità locali e, per la sua rilevanza, possa orientare la politica europea. È importante vi sia più trasparenza e possibilità di tracciare la spesa effettiva dei finanziamenti. Sicuramente bisogna passare ad un approccio più strutturale, come richiede il fenomeno migratorio, e investire di più nella protezione e per la cooperazione con le comunità locali e migranti. E’ necessaria infine una profonda revisione della politica migratoria e di cooperazione che non sia ridotta al mero controllo delle frontiere, ma che sia attenta al rispetto dei diritti umani ed alle esigenze locali e regionali di mobilità, puntando, piuttosto, su misure di gestione dei flussi che siano realmente alternative all’irregolarità e al traffico degli esseri umani, negoziando canali regolari secondo quanto previsto dal Global Compact su migrazioni e rifugiati delle Nazioni Unite.”

    Leggi qui il Policy Brief.

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    UN Treaty su diritti umani e impresa. Cosa emerge dalla chiusura dei negoziati di Ginevra.

    La scorsa settimana in occasione della terza sessione del gruppo di lavoro intergovernativo delle Nazioni Unite  su imprese transnazionali e diritti umani, che si è svolta a Ginevra lo scorso 23 – 27 ottobre, abbiamo assistito a un crescente impulso per il trattato delle Nazioni Unite su imprese e diritti  umani.  100 Stati hanno partecipato alla terza sessione, con un crescente riconoscimento del valore di creare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante per rafforzare la protezione globale dei diritti umani e la chiusura delle lacune di impunità nel contesto delle operazioni commerciali globali. Più di 250 parlamentari provenienti da 14 paesi europei e 9 paesi in altre regioni hanno firmato un appello a sostegno della creazione del Trattato, mentre nella sola Francia 245 parlamentari hanno scritto al presidente per chiedere l’impegno della Francia a favore del trattato.  Oltre 200 rappresentanti della società civile sono stati presenti a Ginevra da tutto il mondo, mentre hanno collaborato con molti altri nei loro paesi d’origine. Come affermato nelle nostre conversazioni bilaterali, riteniamo che questo trattato promuoverà la prevenzione, l’accesso alla giustizia e la protezione dei difensori dei diritti umani. Sottolineiamo altresì che è importante che l’UE faccia pendere l’ago della bilancia a favore della difesa di diritti umani e finisca di far prevalere in questo trattato l’aspetto degli  investimenti e dei trattai commerciali.

    Accogliamo favorevolmente l’adozione della relazione della sessione, con le conclusioni  concordate dal gruppo di lavoro intergovernativo aperto e le raccomandazioni del presidente, e auspichiamo la sua finalizzazione in due settimane senza ostacoli.

    FOCSIV, con CIDSE, chiede agli Stati di:

    – dare prova del loro impegno nei confronti delle vittime delle violazioni dei diritti umani, come proclamato durante la sessione, impegnandosi costruttivamente nell’intraprendere efficaci passi in avanti nell’adempimento del “mandato di elaborare uno strumento giuridicamente vincolante internazionale” istituito con la risoluzione 26/9. Tali passi dovrebbero portare a consultazioni sulle questioni sostanziali per un arrivare ad una bozza di testo per il Treaty  e alla prossima sessione di negoziato dell’OEIGWG che si terrà nel 2018. L’Unione Europea dovrebbe dedicare finanziamenti sia all’Ufficio dell’Alto Commissario, sia alla società civile per sostenere in modo più equo e adeguato il processo di consultazioni e i negoziati nell’ambito dell’OEIGWG

    – Come passo successivo già confermato, continuare il loro impegno costruttivo attraverso la preparazione dettagliata delle reazioni agli Elements per arrivare alla bozza dello strumento giuridicamente vincolante entro il mese di febbraio 2018. Capiamo che per i dipartimenti chiave occorre più tempo per impegnarsi pienamente sugli elementi sostanziali del Treaty e offriamo il nostro sostegno nell’aiutare l’UE a farlo quanto prima nei prossimi mesi. La società civile è disposta a investire tempo e competenze nelle consultazioni sui temi chiave sollevati questa settimana a Ginevra.

    Per approfondimenti:

    www.ohchr.org

     

     

  • ict for social good 2

    I vincitori del premio “ICT for Social Good”

    Henri Nyakarundi e Elizabeth Kperrun sono i vincitori della prima edizione del Premio “ICT for Social Good“, ideato e organizzato da Ong2.0 all’interno del programma Innovazione per lo Sviluppo, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Mission Bambini. I due vincitori saranno premiati ufficialmente durante gli “Open Days dell’Innovazione“, previsti a Milano il prossimo 6 e 7 Novembre.

  • Dossier Statistico Immigrazione

    Dossier IDOS 2017: quando i numeri raccontano una realtà diversa sull’immigrazione

    Non solo numeri alla presentazione del “Dossier Statistico Immigrazione 2017” che si è tenuta giovedì mattina al Teatro Orione a Roma e, in contemporanea, in diverse Regioni italiane.

    Non solo dati statistici, ma il racconto della realtà di un fenomeno complesso e dalle molteplici sfaccettature come quello migratorio, con la consapevolezza che dietro a questi dati ci sono sempre delle persone e non dei semplici numeri.

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  • Borse Spices

    BORSA DI STUDIO HUMAN FOUNDATION PER IL MASTER SPICeS 2018

    Si amplia il partenariato per la V edizione del Master in Nuovi orizzonti di cooperazione e diritto internazionale con la collaborazione ed il contributo di HUMAN FOUNDATION Giving and Innovating Onlus.

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  • khadija

    IUS SOLI: L’APPELLO DI KHADIJA

    Khadija è nata in Marocco e vive in Italia da quando aveva 6 anni.

    La famiglia di Khadija è composta da 6 persone, oggi sono tutte italiane, ma per molti anni 3 sono state italiane e 3 marocchine: per sua madre e i suoi fratelli maggiori la cittadinanza è stata una difficile conquista eppure sono arrivati in Italia insieme.

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