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    I lavori istituzionali sull’Agenda di Sviluppo Post 2015

    Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) hanno costituito, a partire dal 2000, la base delle politiche di sviluppo a livello nazionale, europeo e internazionale. Giunti al 2015, anno di scadenza per il conseguimento degli OSM, è il momento di trarre un bilancio riguardo ai risultati ottenuti: sebbene si siano registrati sviluppi degni di nota nel raggiungimento degli OSM (tre degli otto obiettivi sono stati raggiunti prima della scadenza finale), il progresso è stato ineguale all’interno e tra i Paesi. La Comunità internazionale è chiamata ora a promuovere una nuova agenda di sviluppo del 2015: il meccanismo di consultazioni e negoziazioni avviato in seno alle Nazioni Unite e all’Unione Europea rappresenta un’importante opportunità per porre le basi del nuovo quadro di riferimento che dovrà guidare l’azione della comunità internazionale fino al 2030.

    FOCSIV riporta di seguito alcuni documenti istituzionali essenziali per comprendere il dibattito relativo alla formulazione dell’Agenda di Sviluppo Post 2015:

    la Comunicazione della Commissione Europea A decent life for all: Ending poverty and giving the world a sustainable future (2013) , la quale propone i principi di un quadro generale per l’agenda post-2015 in modo da fornire una risposta coerente e globale alle sfide universali dell’eliminazione della povertà e della promozione dello sviluppo sostenibile;

    la Comunicazione della Commissione Europea A decent life for all: from vision to collective action  (2014)che concorre ad illustrare dettagliatamente l’orientamento dell’UE verso i negoziati internazionali sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, per realizzare un nuovo quadro internazionale che dovrà sostituire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ;

    la Comunicazione della Commissione Europea A Global Partnership for Poverty Eradication and Sustainable Development after 2015 (2015) la quale individua una serie di iniziative globali da portare avanti per sradicare la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile in vista dell’adozione dell’Agenda post-2015;

    il rapporto del 2013 del Segretario Generale delle Nazioni Unite, secondo cui l’era post 2015 richiede nuove strategie e una nuova agenda universale in cui lo sviluppo sostenibile non sarà solo un principio guida ma un vero e proprio standard operativo;

    il rapporto del 2013 compilato dalla Commissione sull’Agenda Post 2015, il quale, basandosi su quanto già affermato nel rapporto del Segretario generale ONU, stabilisce dei principi universali che saranno introdotti con lo spirito della partnership e a cui dovranno attenersi tutti i Paesi del Nord e Sud del mondo senza distinzioni;

    il rapporto di sintesi elaborato dallo United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR) il quale fornisce una panoramica delle questioni emergenti da tenere in considerazione nel quadro di sviluppo post – 2015 per la riduzione del rischio di catastrofi.