• No DAPL

    #DivestDAPL – Chiediamo a Intesa San Paolo di disinvestire dall’oleodotto che viola i diritti umani e le terre Sioux

    Campagna di PROTESTA ONLINE #DivestDAPL

    La banca italiana Intesa SanPaolo è un investitore diretto nell’oleodotto Dakota Access Pipeline (DAPL) che viola i diritti umani e le terre sacre degli Indiani d’American Sioux della tribu’ Standing Rock.

    A seguito di una prima protesta online il 30 marzo Resistance Events Italy, Women’s March Milan e AEPC Italy hanno organizzato, oggi giovedì 27 aprile 2017,  una seconda protesta online per mantenere alta l’attenzione sul tema DAPL. Chiederemo a Intesa SanPaolo di divestire da questo oleodotto. La nostra Lettera Aperta di Risposta porta alla luce le giustificazioni non fondate che la banca utilizza per continuare a finanziare questo riprovevole progetto.

    IN CHE COSA CONSISTE IL DAPL?
    Il Dakota Access Pipeline (DAPL) è un progetto di 3.780 milioni di dollari destinati alla costruzione di un oleodotto che parte dai giacimenti del North Dakota (nelle vicinanze del confine statunitense con il Canada), attraversa il South Dakota e l’Iowa, per arrivare nello stato dell’Illinois, dove si collega con gli oleodotti già esistenti al fine di trasportare fino a 570.000 barili di idrocarburi al giorno alle raffinerie e ai mercati del Golfo di Messico e della costa est degli USA.

    QUAL’E’ LA MINACCIA?
    L’oleodotto viene costruito nelle immediate vicinanze della riserva della tribù degli Indiani d’America Sioux di Standing Rock, in prossimità di Cannon Ball, North Dakota. La tribù sostiene che l’oleodotto stia profanando le sue terre sacre, che violi le promesse sottoscritte in trattati pregressi, nonché la sovranità della tribù stessa, e che rappresenti un pericolo significativo per le loro forniture di acqua dato che passa proprio sotto il fiume Missouri, la fonte principale di acqua per la riserva.

    COME FUNZIONA UNA PROTESTA “ONLINE”?
    Dedichiamo solo pochi minuti per inviare dei messaggi a Intesa SanPaolo via Twitter, Facebook e email. L’obiettivo è quello di inondare Intesa SanPaolo con messaggi sui social media, insistendo affinché  disinvesta dal progetto DAPL.

    Di seguito qualche esempio di post da inviare:

    • TWITTER:
      Il mondo sta guardano @intesasanpaolo e chiede di #DivestDAPL. Non investite in violazioni dei diritti umani! #WaterIsLife @resistanceitaly

    Per fare più impatto con il vostro messaggio ed avere i vostri messaggi rilanciati, potete taggare:

    @resistanceitaly , @womensmarchmilan , AEPC_Global , @corriere , @lastampa , @lifegate , @greenpeace_ITA , @ItalianClimate , @350europe , @PAGEofdemocracy , @pressenza_it

    • FACEBOOK POSTS & COMMENTS / EMAIL:
      Le vostre giustificazioni per i finanziamenti al progetto DAPL si sono rivelate completamente non fondate. State usando i soldi dei vostri clienti per investire in violazioni di diritti umani e combustibili fossili. Chiediamo risposte! Le banche @ING e @bnpparibas si sono recentemente ritirate dal progetto. E Intesa SanPaolo cosa aspetta? #DivestDAPL #NoDAPL #WaterIsLife

    SOCIAL MEDIA CONTACTS FOR INTESA SANPAOLO:
    • Twitter: twitter.com/intesasanpaolo
    • Facebook: facebook.com/IntesaSanpaolo
    • Website: intesasanpaolo.com

    Puoi scaricare tutte le info della Campagna #DivestDAPL al LINK

    VOLETE FARE ALTRO?
    Se siete clienti, potreste chiudere il conto Intesa SanPaolo. Se decideste di trasferire i vostri soldi altrove, potreste scattare una foto con un cartello con lo scritto #IDivested davanti alla filiale della banca, postandola con gli hastag #Idivested #DivestDAPL.

     

    (Credits