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    ASSICURARE IL PRIMATO DEI DIRITTI UMANI NELLE POLITICHE DI COMMERCIO E DI INVESTIMENTO

     

    Se è vero che il campo dei diritti umani non necessariamente confligge con quello degli obblighi e degli accordi commerciali, è altrettanto vero, come notano molti commentatori e osservatori politici, che gli accordi commerciali e di investimento possono portare a misure politiche e di governo con un impatto negativo sul pieno godimento dei diritti umani e la capacità di rispettare, proteggere ed attuare questi diritti.

     

    La risoluzione 26/9, adottata nel 2014 dal Consiglio sui Diritti Umani, ha stabilito un gruppo di lavoro intergovernativo il cui mandato è quello di “elaborare uno strumento legalmente vincolante per regolare, nel rispetto delle leggi internazionali sui diritti umani, le attività delle multinazionali e delle altre imprese”. 

    Mentre le effettive negoziazioni sullo strumento legalmente vincolante stanno per iniziare nel 2017, il gruppo di lavoro ha tenuto già due sessioni di lavoro nel 2015 e 2016 su questioni particolarmente rilevanti per la struttura e lo scopo del Trattato.  Durante la seconda sessione del gruppo di lavoro, un numero rilevante di relatori e partecipanti ha sollevato la questione su come un trattato su diritti umani e impresa potrebbe risolvere il potenziale conflitto tra politiche commerciali e diritti umani, e hanno richiesto alcuni elementi del trattato che assicurerebbero la superiorità dei diritti umani.

    Un tema cruciale, quello della primazia del rispetto dei diritti umani, che gradualmente sta entrando nell’agenda politica domestica dei Paesi europei. Il caso più recente è quello della Francia, che ha da poco approvato una legge che incarica 5 mila lavoratori di istituire un piano di vigilanza del rispetto dei diritti umani; piano che, una volta sottoposto alle aziende in questione, dovrà essere implementato da una mappatura dei casi a rischio e dalla pianificazione delle relative misure di prevenzione. La norma prevede anche,in caso di violazioni, salate sanzioni pecuniarie.

    Lo studio di CIDSE, di cui qui sotto proponiamo l’executive summary italiano, vuole contribuire a questo dibattito nel contesto del processo verso il Trattato: richiamando le principali aree del potenziale conflitto tra politiche commerciali – in particolare gli accordi commerciali -, spiegando come alcuni di questi problemi potrebbero essere affrontati in accordi commerciali e di investimento riformulati, analizzando, infine, alcuni modelli di clausole riguardo politiche di investimento e commercio che potrebbero essere incluse in un trattato su diritti umani e impresa.

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