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    Diritti umani e ambientali violati: il grido dalla comunità Shuar in Ecuador

    Negli ultimi mesi, la società mineraria cinese Ecuacorrientes S.A. ha sferzato un attacco alla comunità indigena Shuar in Ecuador: senza alcuna consultazione, ha cacciato la popolazione locale dalle terre in cui viveva al fine di ampliare le proprie attività economiche, calpestando i diritti umani delle persone che vi abitavano. FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) si unisce all’appello della rete Iglesias y Minería (Rete Chiese e Settore Minerario), che vuole denunciare questa situazione di profonda ingiustizia sociale e ambientale.

    La rete Iglesias y Minería, un’associazione ecumenica di oltre 70 organizzazioni ed entità, ha denunciato lo sfratto della comunità Nankints del popolo Shuar nell’agosto del 2016, violazione che si è sommata alle precedenti persecuzioni già subite da questo popolo, incluse le uccisioni dei leader José Tendentza e Freddy Taish. Inoltre, l’ONG per la difesa dei diritti ambientali Acción Ecológica (Azione Ecologica), che si è interessata al caso, ha ricevuto una lettera dal Ministero dell’Ambiente ecuadoriano con la notifica di un processo amministrativo dovuto al teorico “deviamento dagli scopi e obiettivi” dell’organizzazione. In altre parole, il governo ecuadoriano, alleato al consorzio cinese, non fa che avallare le violazioni subite dal suo popolo, anziché difenderne i diritti. Contro tale decisione si è levata la voce dell’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani (OHCHR), che ha condannato la censura delle organizzazioni della società civile la cui azione va contro gli interessi del governo.

    “Questa strategia di asfissiare la società civile è attuata attraverso due decreti (16 e 739), che danno alle autorità il potere di dissolvere unilateralmente qualunque tipo di organizzazione. La diretta conseguenza è la progressiva riduzione al silenzio di qualsiasi gruppo che sfidi o proponga idee alternative a quelle del governo e quindi la riduzione di visibilità delle persone vulnerabili e marginalizzate”, affermano gli esperti dell’OHCHR (Maina Kiai, relatore speciale per la libertà di riunione pacifica, David Kaye, relatore speciale per la protezione della libertà di espressione, Michel Forst, relatore speciale per la situazione dei difensori dei diritti umani, John H. Knox, relatore speciale per i diritti a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile, e Victoria Lucia Tauli-Corpuz, relatrice speciale per i diritti delle popolazioni indigene).

    L’Ecuador è da anni teatro di conflitti ambientali, in cui multinazionali dalle pratiche estrattive rovinano habitat naturali e minano i diritti delle comunità locali. Vista l’importanza delle esportazioni petrolifere, il governo ecuadoriano spesso sostiene questo tipo di attività, approvando e rinnovando concessioni petrolifere o per lo sfruttamento di miniere. Un esempio di rilevanza attuale è quello della Texacon/Chevron, che ha ampiamente sfruttato i territori e gli ecosistemi ecuadoriani e raggirato il sistema giuridico per evitare il risarcimento alle popolazioni autoctone (vedere il link o firmare la campagna). Per ulteriori informazioni sui diversi casi ambientali in Ecuador, visitare il sito dell’Atlante per la Giustizia Ambientale (Environmental Justice Atlas).

    Per opporsi a una pratica violenta, illegale e di grande ingiustizia, FOCSIV condivide il grido di aiuto delle organizzazioni che vogliono difendere i diritti degli Shuar, richiamando l’attenzione sulla loro drammatica situazione e sugli abusi che la società Ecuacorrientes S.A. compie in complicità con il governo ecuadoriano. Per questo motivo pubblichiamo e invitiamo a diffondere la lettera scritta dalla rete Iglesias y Minería a sostegno della vita e della dignità di questi nostri fratelli, disponibile al seguente link.