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    I Leader Cattolici chiedono un’effettiva e vincolante due diligence nella catena di approvvigionamento per la Regolamentazione dei minerali dei conflitti

    Considerando la proposta della Commissione Europea sui minerali dei conflitti del Marzo 2014, il voto del Parlamento Europeo rappresenta un grande passo in avanti per le comunità colpite da violazioni dei diritti umani alimentate dall’estrazione di risorse naturali. Il voto del Parlamento Europeo  prevede che tutte le imprese che trattano, importano ed utilizzano stagno, tantalio, tungsteno ed oro (3TG) agiscano responsabilmente e secondo dovuta diligenza. Questa indicazione va molto oltre quanto contenuto nella proposta originaria della Commissione Europea, che richiedeva solo a raffinerie e fonderie europee di controllare la propria catena di approvvigionamento, e solo su base volontaristica. Questa evoluzione è una chiara vittoria, benché rimangano ancora alcune lacune da colmare. Ad ogni modo il messaggio della Commissione Europea è chiaro: un sistema di adesione volontario per imprese importatrici di materie prime è inaccettabile.

    Le raccomandazioni della Dichiarazione dei Vescovi dell’ Ottobre 2014

    FOCSIV con CIDSE, l’alleanza internazionale delle agenzie cattoliche per lo sviluppo, ha coordinato una dichiarazione firmata da quasi 150 Vescovi da 38 paesi in 5 continenti. Nella dichiarazione, datata ottobre 2014, i Vescovi  affermano  che “la regolamentazione europea riuscirà a portare cambiamenti tangibili per le comunità che subiscono violazioni dei diritti umani solo se potrà esser ulteriormente rafforzata nei seguenti punti critici:

    – Coerenza nella gamma di risorse naturali incluse nella regolamentazione

    – Responsabilità condivisa dalle aziende lungo tutta la catena di fornitura, dalle imprese estrattive agli importatori, fornitori e utenti finali che commerciano prodotti contenenti  risorse naturali

    – Un sistema obbligatorio di due diligence che segua le migliori pratiche contenute nella relativa guida dell’OCSE (“OECD Due Diligence Guidance for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas”), su come intraprendere il processo di dovuta diligenza e come poi relazionare pubblicamente quello che si sta facendo per garantire un approvvigionamento responsabile.

    Nella nuova imminente fase del Trilogo (negoziazioni tra Il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Commissione), i diversi attori impegnati nella definizione ed approvazione della Regolamentazione hanno la storica opportunità di consolidare alcuni risultati chiave raggiunti, ma anche di migliorare ulteriormente il testo del Parlamento Europeo prevedendo:

    1. Sostegno ad un regime di regolamentazione che richieda a tutte le aziende che immettono per prime sul mercato europeo i minerali in oggetto – siano essi in forma di materia prima o contenuti in prodotti – di garantire una catena di fornitura responsabile e coerente con l’OECD Due Diligence Guidance
    2. Sostegno ad un regime di regolamentazione che rifletta la natura flessibile e progressiva della due diligence. Gli standard dovrebbero essere basati sul principio dello sforzo “ragionevole” e del miglioramento continuo, ed essere calibrati sulle circostanze in cui si trova la singola impresa – ad esempio, la sua posizione nella catena di fornitura, le sue dimensioni e la sua influenza sui fornitori
    3. Rafforzamento delle disposizioni della proposta del Parlamento che riguardano le imprese che si trovano “a monte” della catena del valore, ed invito alla Commissione, all’OCSE e ad altri organismi a sviluppare strumenti e linee guida per aiutare tali imprese a rispettare i loro obblighi
    4. Tradurre gli standard che riguardano le imprese che si trovano “a valle” della catena del valore contenuti nell’OECD Due Diligence Guidance in obblighi giuridici, e invitare la Commissione, l’OCSE e altri organismi a sviluppare strumenti e linee guida per aiutare tali imprese a rispettare i loro obblighi
    5. Estensione delle disposizioni che riguardano il monitoraggio ed il rispetto degli obblighi a tutte le imprese incluse nel campo di applicazione del regolamento, comprese le imprese a valle che immettono per prime sul mercato comunitario i minerali in oggetto, ed invito alla Commissione a fornire orientamenti per garantire un approccio armonizzato e praticabile
    6. Rafforzamento delle misure di accompagnamento in modo tale da affrontare in maniera più efficace i potenziali problemi di applicazione nei paesi in via di sviluppo, come ad esempio le difficoltà del settore minerario informale ed artigianale.
    7. Previsione di un meccanismo che consenta ad ulteriori minerali e risorse naturali di essere successivamente inclusi nel campo di applicazione del regolamento, come accade nel caso della legislazione statunitense su questo tema

     

    Estratto dall’Enciclica Laudato Si:

    “ In ogni discussione riguardante un’iniziativa imprenditoriale si dovrebbe porre una serie di domande, per poter discernere se porterà ad un vero sviluppo integrale: Per quale scopo? Per quale motivo? Dove? Quando? In che modo? A chi è diretto? Quali sono i rischi? A quale costo? Chi paga le spese e come lo farà? In questo esame ci sono questioni che devono avere la priorità. Per esempio, sappiamo che l’acqua è una risorsa scarsa e indispensabile, inoltre è un diritto fondamentale che condiziona l’esercizio di altri diritti umani. Questo è indubitabile e supera ogni analisi di impatto ambientale di una regione”  (para 185)

    Estratto  dal messaggio del Santo Padre al Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace in occasione dell’incontro “Una giornata di riflessione – uniti a dio ascoltiamo un grido”

    “ L’intero settore minerario è indubbiamente chiamato a compiere un radicale cambiamento di paradigma per migliorare la situazione in molti Paesi. A ciò possono dare il loro contributo i Governi nei Paesi di origine delle società multinazionali e di quelli in cui esse operano, gli imprenditori e gli investitori, le autorità locali che sorvegliano lo svolgimento delle operazioni minerarie, gli operai e i loro rappresentanti, le filiere di approvvigionamento internazionali con i vari intermediari e coloro che operano sui mercati di queste materie, i consumatori di merci per la realizzazione delle quali ci si è serviti di minerali. Tutte queste persone sono chiamate ad adottare un comportamento ispirato dal fatto che costituiamo un’unica famiglia umana, «che tutto è in relazione, e che la cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà nei confronti degli altri”  

     

    Per approfondimenti, leggi in allegato:

    The French and blood minerals, sondaggio realizzato  in Francia da Amnesty International France, CCFD-Terre Solidaire, Sherpa, Info Birmanie, AITEC and the Secours catholique, relativo comunicato stampa che ne commenta i risultati

    “Securing a strong and effective EU regulation for supply chain due diligence to stop complicity in funding conflicts”, documento CIDSE elaborato per il Trilogo

    Eu regulation on responsible mineral sourcing: Implementing the parliament’s proposed due diligence system, documento di posizionamento elaborato e sottoscritto da 25 NGOs e reti europee, tra le quali FOCSIV e CIDSE