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    In occasione dell’entrata in vigore dell’accordo di Parigi, FOCSIV con CIDSE esorta i leader mondiali ad aumentare le proprie ambizioni per rispondere alle esigenze delle comunità più vulnerabili

    CIDSE, alleanza di organizzazioni cattoliche per lo sviluppo di cui FOCSIV è parte,  accoglie con piacere l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi ed esorta i leader mondiali ad aumentare le proprie ambizioni per un’azione immediata e a lungo termine che ostacoli il cambiamento climatico.

    La rapida entrata in vigore dell’accordo di Parigi è un segno di speranza e un importante passo avanti per affrontare la crisi climatica. Lo slancio ambizioso portato avanti attraverso l’azione collettiva, la mobilitazione da parte di cittadini e movimenti di tutto il mondo deve continuare e deve servire come fonte di ispirazione per continuare a lavorare insieme per una giusta transizione e una profonda conversione ecologica.

    Nonostante l’Accordo di Parigi abbia definito obiettivi chiari di temperatura e sia finalizzato alla decarbonizzazione, i governi non stanno compiendo gli sforzi necessari per raggiungerli. Per la COP22 di Marrakech abbiamo bisogno di un aumento delle ambizioni nazionali da parte di tutti i Paesi nel trasformare i propri sistemi di energia, trasporti e agricoltura in sistemi low carbon, nel perseguire maggiori sforzi per mantenere le temperature al di sotto della soglia di 1,5°C per evitare le drammatiche conseguenze del cambiamento climatico sugli ecosistemi e preservare i mezzi di sussistenza e l’esistenza delle comunità vulnerabili di tutto il mondo.

    Aiutare i Paesi in via di sviluppo nel ridurre le emissioni e affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici è una questione cruciale. La roadmap lanciata recentemente che mostra come i Paesi sviluppati prevedono di rispettare i propri impegni per mobilitare  100 miliardi di dollari all’anno fino al 2020 è solo l’inizio di impegni più ambiziosi che devono essere presi al fine di garantire un aumento significativo nel campo delle risorse finanziare che possano contribuire in modo efficace alle esigenze di adattamento dei Paesi in via di sviluppo. Una maggiore trasparenza è la chiave per il monitoraggio dei flussi pubblici e privati, al fine di garantire che i finanziamenti per il clima non vadano a scapito degli aiuti allo sviluppo. Tuttavia, per garantire una transizione equa e sostenibile, tutta la azione climatica deve essere conforme agli obblighi dei diritti umani. Come FOCSIV e CIDSE chiediamo che le Parti forniscano indicazioni chiare su come i diritti umani debbano essere efficacemente promossi, integrati, garantiti e rispettati per l’attuazione dell’accordo di Parigi.

    COP22 dovrà avrà anche affrontare le questioni legate all’agricoltura, considerato che il nostro attuale sistema alimentare dominante contribuisce in maniera rilevante ai cambiamenti climatici. “Se le Parti intendono mantenere le promesse fatte a Parigi un anno fa, COP22 deve chiarire in che modo le azioni per il clima in agricoltura possano contribuire a mantenere le temperature al di sotto di 1,5°C, garantendo nel contempo la sicurezza alimentare e il diritto al cibo per tutti. Il pericolo però si trova in iniziative come la GACSA (Global Alliance for Climate-Smart Agriculture) che non affrontano l’urgenza ed il radicale cambiamento necessario e non forniscono alternative efficaci per salvaguardare le persone e il pianeta“, ha affermato Giulia Bondi, CIDSE Climate Justice Officer

    In quanto organizzazioni cattoliche impegnate nella giustizia sociale ispirate dall’ Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, FOCSIV e gli altri membri di CIDSe sono chiamati a proseguire gli sforzi per chiedere per una profonda transizione verso un sistema in cui le persone e il pianeta siano al primo posto, un sistema che sia in grado di garantire che tutti gli esseri umani vivano in dignità all’interno dei confini naturali del pianeta terra, in solidarietà e nel rispetto per la natura a livello locale, nazionale e internazionale. “Proteggere i più vulnerabili dal caos climatico richiede un’azione politica coraggiosa, così come una transizione dei cittadini verso stili di vita sostenibili. Come parte della società civile, CIDSE continuerà a spingere e ad agire per una rapida e ambiziosa azione per il clima a tutti i livelli“, ha affermato Bernd Nilles, segretario generale CIDSE.

    Note:

    Il lavoro di CIDSE e FOCSIV sulla giustizia climatica è in linea con il lavoro promosso per l’Enciclica Laudato Si’. In vista della COP21 dello scorso anno, CIDSE ha prodotto la pubblicazione “Parigi, per le persone e il pianeta!” contenete le richieste per  COP21 e oltre, e invitando i governi ad integrare le decisioni politiche all’interno di una dimensione morale che metta le comunità più povere e più vulnerabili al centro. La pubblicazione presenta anche le esigenze fondamentali della comunità internazionale sulle questioni legate al clima che continuano ad essere rilevanti nel contesto dei negoziati in corso.

    CIDSE sarà presente a Marrakech con una delegazione formata dal Segretariato Internazionale (Segretario generale e due funzionari ) e esperti sul clima di alcune organizzazioni membre (CAFOD, CCFD-Terre Solidaire, Cordaid, Development & Peace, DKA / KOO e Misereor).

    CIDSE presenzierà due side events:

    Understanding Agriculture in relation to Industrial Food Systems, Compensation and Food Security, co organizzato in collaborazione con CCFD-Terre Solidaire e Action Against Hunger (ACF), con la presenza di oratori di alto livello di IPES-FOOD, il capo della delegazione della Bolivia e il Carbon Market Watch. L’evento si svolgerà all’interno della Zona Blu, il 15 novembrenella Room Bering (15.00- 16.30)

    –  Solutions for sustainable food systems in a time of climate change, che si terrà il 17 novembre, all’interno della Green Zone (13.00 – 14.30)