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    IUS SOLI: L’APPELLO DI KHADIJA

    Khadija è nata in Marocco e vive in Italia da quando aveva 6 anni.

    La famiglia di Khadija è composta da 6 persone, oggi sono tutte italiane, ma per molti anni 3 sono state italiane e 3 marocchine: per sua madre e i suoi fratelli maggiori la cittadinanza è stata una difficile conquista eppure sono arrivati in Italia insieme.

    Non c’è qualcosa che non funziona?

    Khadija si sente italiana da sempre e anche i suoi fratelli.

    Khadija è volontaria da 6 anni di LVIA – Socio FOCSIV e nell’ultimo anno ha svolto il servizio civile.

    Khadija, da diversi anni, è un “libro vivente”, va nelle scuole a portare la sua testimonianza di ragazza che ha scelto spontaneamente di portare il velo, che difende la sua scelta e combatte i pregiudizi, rispondendo a domande e curiosità che le vengono poste dai ragazzi.

    Khadija è il volto che abbiamo scelto per aderire allo sciopero della fame e chiedere l’approvazione della legge che riconosca il diritto dello Ius Soli.

      

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    Oltre 800 mila giovani nati e cresciuti in Italia, che provengono da famiglie immigrate chiedono che sia riconosciuto loro il diritto di essere cittadini italiani. Giovani che frequentano la scuola e condividono l’amicizia, i problemi e le speranze di tutti i giovani autoctoni. Sono bambini e ragazzi che parlano i dialetti oltre all’italiano, che si sentono radicati in quanto bolognesi, romani, milanesi, veronesi, … e non capiscono la diversità nei diritti rispetto ai loro coetanei. Sono le nuove generazioni italiane.

    Il Parlamento italiano non può frustrare attese e speranze di chi si sente già profondamente italiano.

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