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    KURDISTAN: A 2 SETTIMANE DAL VOTO SULL’INDIPENDENZA LA SITUAZIONE SI AGGRAVA, LA GENTE SCAPPA DI NUOVO

    La situazione è in continua evoluzione. Bagdad sta mettendo in pratica ciò che il Parlamento iracheno già nelle prime ore dopo il Referendum aveva stabilito: tolti gli stipendi a tutti i dipendenti pubblici che hanno partecipato al voto; fermati tutti i lavori di tutte le imprese e società che lavorano nell’area; destituzione del Presidente della Repubblica del Kurdistan ed insediamento Al Maliki al suo posto; chiusura dei confini tra l’Iraq e il Kurdistan; invio delle forze militari nell’area contesa.

    Dall’altro sia la Turchia che l’Iran non vedono di buon occhio la proclamazione dell’Indipendenza del Kurdistan, poiché temono recrudescenze indipendentiste dei curdi presenti sul loro territorio. – ha raccontato al telefono Mustafa Jabbar coordinatore di FOCSIV Kurdistan –  I veri problemi sono altri, sono il petrolio, il gas naturale, il commercio dei prodotti e la presenza militare. Si prospetta la possibilità che si ponga l’embargo economico se il Kurdistan non rinuncerà all’Indipendenza, come quello perpetrato da Saddam negli anni ’90; se ciò avvenisse la popolazione, già stremata da tre anni di guerra fratricida, morirebbe di fame. I curdi chiedono di aprire un tavolo per il dialogo con Bagdad, ma per il momento gli iracheni non sono disposti a parlare con le Autorità curde.

    Intanto noi come FOCSIV abbiamo distribuito 350 pacchi di generi alimentari ai nuovi sfollati di Hawija che sono scappati a causa dell’offensiva dell’esercito iracheno per la riconquista della cittadina. La gente è arrivata nella cittadina di Dibs a ovest di Kirkuk a una distanza circa 30km. Abbiamo chiuso quasi tutte le nostre attività ad Erbil. Gli sfollati ospiti dei campi in questa città stanno ritornando nelle loro case, nella Piana di Ninive, a Qaraqosh, Bartella, Caramles, Basciqa, ecc.  Il timore è che tra poco siano impossibili gli spostamenti. FOCSIV sta sostenendo questo rientro anche con progetti di ritorno alla normalità lavorativa e abitativa.”

    Anche tu puoi fare la tua parte per sostenere i nostri progetti in Kurdistan. Visita il sito Humanity – Essere Umani con gli esseri umani e scopri come aiutarci.