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    La Bayer serra il controllo sull’offerta alimentare mondiale

    Per molte persone la compagnia farmaceutica tedesca Bayer, rappresenta un noto marchio di medicinali (ha inventato l’Aspirina per esempio). È molto meno conosciuta come azienda che produce prodotti chimici per pesticidi, erbicidi ed insetticidi. La scorsa settimana la Bayer ha concluso con successo l’offerta di acquisto della Monsanto per 66 miliardi di dollari US – il più grosso affare di quest’anno. Secondo le indiscrezioni, si tratta di un’offerta offensiva a fronte di un calo dei profitti. La Monsanto è la più grande azienda produttrice di sementi a livello mondiale, e detiene il 23 percento del mercato mondiale in questo settore.

    Questa è soltanto l’ultima di una serie di fusioni e acquisizioni delle maggiori aziende produttrici di sementi, fertilizzanti e sostanze chimiche che stanno trasformando l’offerta alimentare mondiale. Sempre quest’anno, la ChemChina, una delle maggiori aziende chimiche statali cinesi, ha rilevato l’impresa agricola svizzera, Syngenta, per 43 miliardi di dollari US. Dupont e la Compagnia DowChemical si sono accordate per una fusione alla fine del 2015. E questo mese, due delle maggiori compagnie di fertilizzanti canadesi, Potash e Agrium, hanno siglato un’altra fusione.

    Questi accordi sono importanti per quattro motivi. Primo, sollevano una questione seria sulle pratiche anti-concorrenziali ed anti-trust. Poche compagnie al controllo di una fetta sempre crescente del mercato della produzione agricola minano la concorrenza e possono bloccare l’innovazione. Ad esempio, l’offerta di acquisto della Monsanto fatta dalla Bayer, fonde un gigante della produzione di sostanze chimiche con un gigante della produzione di sementi e concentra il controllo dell’offerta alimentare mondiale nelle mani di pochi. La fusione, inoltre, collega due settori fondamentali per la produzione agricola, riducendo la concorrenza all’interno della filiera agroalimentare. Si prevede che la Bayer ora controllerà il 29 percento del mercato mondiale di sementi ed il 24 percento del mercato mondiale di pesticidi. La fusione del produttore di fertilizzanti canadese permette alla nuova compagnia di controllare i due terzi della capacità produttiva di potassio del Nord America ed un terzo della capacità produttiva di nitrogeno e fosfato. Gli accordi sono all’attuale esame dei consigli anti-trust e delle autorità regolamentari in Europa e Nord America, che potrebbero decidere di respingerli.

    Secondo, ci sono serie preoccupazioni riguardo alla crescente dipendenza degli agricoltori da un piccolo numero di fornitori, e per i prezzi in aumento a causa della scarsa concorrenza. Jim Benham, il presidente dell’Indiana Farmers Union (Unione degli agricoltori dell’Indiana), ha dichiarato al New York Times “la fusione danneggerà gli agricoltori. Più si consolidano le nostre società fornitrici , più la situazione peggiorerà.” Il professore Neil Harl, ex docente presso l’università dell’Iowa ha dichiarato all’ABC, “se un fornitore di sementi vorrà aumentare i suoi prezzi, l’unica cosa che dovrà  fare sarà semplicemente aumentarli e se non ci sono altre valide alternative, probabilmente ci riuscirà.”

    Terzo, l’accordo accentra nelle mani di un piccolo gruppo di aziende il potere sulla proprietà intellettuale e sui brevetti, che già bloccano la maggior parte dell’offerta alimentare prodotta e in commercio a livello mondiale. I brevetti riducono la capacità degli agricoltori di utilizzare e riutilizzare le proprie sementi. Allo stesso modo, la diminuzione della diversità delle sementi minaccia la biodiversità, che è un fattore importante per permettere alle piante e alle coltivazioni di resistere a malattie, parassiti ed altre minacce, come il cambiamento climatico.

    In ultimo, ci sono questioni legate all’igiene e alla sicurezza alimentare connesse con le sementi e con le sostanze chimiche prodotte da queste compagnie. Accrescere la loro quota di mercato significa aumentare il loro controllo sul mercato, sui produttori e sui consumatori. Nel 2015, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha dichiarato che il glifosato, principio attivo presente nell’erbicida della Monsanto “Roundup”, è “probabilmente cancerogeno per gli esseri umani”, ed il suo utilizzo è attualmente in esame nell’UE. Un prodotto chimico della Bayer, il neonicotinoide, che viene utilizzato all’interno dei pesticidi, è stato scoperto nocivo per le colonie di api in Europa ed il suo uso è stato vietato. Nonostante non vi siano certezze che gli OGM risultino dannosi per la salute dell’essere umano, il loro uso resta ancora oggetto di dibattito in Europa, dove sono in vigore una serie di divieti. Probabilmente questo dibattito si infiammerà ora che una compagnia europea possiede il maggiore produttore di sementi OGM.

    Che cosa si guadagnerà dall’ultima ondata di fusioni oltre all’aumento potenziale dei profitti? Le persone vogliono prezzi competitivi, innovazione e diverse opportunità di scelta. Queste fusioni mettono un freno a tutte e tre le cose. È giunto il momento di aprire una discussione mondiale su come proteggere gli aspetti positivi della concorrenza punendo i comportamenti anti-concorrenziali. Questo comprende la possibilità di dare libero  accesso all’informazione, combattere la collusione tra aziende, e fornire ai gruppi privi di potere economico (inclusi gli agricoltori e i piccoli produttori) gli strumenti e l’informazione di cui hanno bisogno per porre rimedio a poteri di mercato sbilanciati.

    Articolo tratto dal Blog dell’IISD, scritto da Carin Smaller il 23 settembre 2016

    Link: http://www.iisd.org/blog/bayer-tightens-control-over-world-s-food-supply