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    La logistica nell’aiuto umanitario, una semisconosciuta per molte organizzazioni internazionali

    Un approfondimento dallo scambio di volontari tra FOCSIV e Humanitarian Logistics Association nell’ambito del programma di aiuto umanitario EU Aid Volunteers.

    “La logistica riguarda tutto quello che serve per portare qualcosa dal punto A al punto B”. Una definizione data da molti esperti del settore, spesso seguita da un ampio gesto della mano, occhi spalancati e sguardo preoccupato. Ma parlando di logistica in aiuto umanitario, emerge qualcosa in più – “Logistica significa poter bere una birra fredda ovunque tu voglia.” Alla base di questa espressione amichevole, in realtà, stanno i presupposti basilari della logistica in aiuto umanitario.

    img-20160911-wa0010La logistica determina la capacità di saper trattare e conservare i beni inviati, pensiamo ad esempio al trasporto di medicinali. È la capacità di far arrivare i soccorsi nel minor tempo possibile, tenendo a mente che in situazioni di emergenza, gli aiuti sono in ritardo già nel momento in cui si decide di intervenire. Infine, vanno sottolineate le difficoltà di organizzare e gestire un trasporto “dal punto A al punto B”. Pensiamo al contesto di un’emergenza umanitaria. Organizzare e gestire l’invio dei soccorsi nel paese afflitto richiede grandissime doti organizzative e una solida struttura da mettere in campo. Ma i problemi maggiori sorgono all’arrivo nel paese colpito, è qui che inizia quella che nel gergo del settore viene chiamata “The Last Mile Challenge”. Spesso infatti, la maggior parte delle capacità, delle risorse e del tempo, sono necessari a trasportare gli aiuti umanitari dall’ultimo porto o aeroporto del paese colpito alla zona in stato di emergenza.
    Queste definizioni sono scaturite durante lo scambio di volontari tra FOCSIV e Humanitarian Logistics Association nell’ambito del programma EU Aid Volunteers, questo ha reso possibile una maggiore conoscenza reciproca ed ha gettato le basi per future collaborazioni. Nel confronto con i colleghi inglesi è stato sottolineato come delle solide competenze logistiche siano necessarie in tutti i progetti di aiuto umanitario. Alcune organizzazioni ramificate in tutto il mondo dispongono di veri e propri dipartimenti dedicati a gestire l’intera catena di fornitura dei soccorsi. In altri casi invece, la pianificazione e gestione di tutti gli aspetti organizzativi viene delegata ai project manager e ai responsabili presenti sul campo che, se necessario, si avvalgono di ulteriore supporto logistico esterno.

    Humanitarian Logistics Association, impegnata nello sviluppo, promozione e valorizzazione della logistica in tutto il mondo, sostiene che incrementare le competenze tecniche degli operatori internazionali impegnati sui progetti di aiuto umanitario, attraverso corsi specifici dedicati all’organizzazione dei trasporti, alla distribuzione degli aiuti e all’impiego efficace di nuove tecnologie, permetterebbe di ottimizzare l’utilizzo di risorse ed energie e velocizzare l’arrivo dei soccorsi, incrementando dunque l’impatto positivo dei progetti di aiuto umanitario in tutti i contesti operativi.

     

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