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    L’esodo da Mosul è iniziato

    Comunicato stampa
    Roma, 28 ottobre 2016

    Humanity_Focsiv

    L’esodo da Mosul, per chi riesce a scappare, è iniziato in attesa dell’offensiva finale.

    “Ogni giorno il numero degli sfollati aumenta. Dall’inizio della nuova offensiva contro l’ISIS per la riconquista di Mosul ad oggi si contano 11.753 persone che hanno lasciato la propria casa per salvarsi dalla paura delle atrocità e dall’assedio, sono gli ultimi dati che ha fornito il Ministero preposto agli sfollati ed alla migrazione. Solo ieri sono scappate più di 3000 persone, ma il numero aumenta con l’avvicinarsi delle forze dei peshmerga e dell’esercito iracheno alla città. – ha raccontato Mustafa Jabbar coordinatore di FOCSIV Kurdistan da Erbil – Nei prossimi giorni, si prevede l’offensiva finale su Mosul e il conseguente esodo di centinaia di migliaia di persone.

    La gente fugge verso Erbil, Duhok, nel Kurdistan, e Salahaddin, cittadina del centro Iraq, dipende dalla direzione che prendono uscendo da Mosul.”

     

    FOCSIV da due anni è a fianco agli sfollati nei campi di Erbil, nel villaggio di Dibaga ed a Kirkuk. Il lavoro dei volontari italiani e locali è stato rivolto, dopo aver provveduto alle prime necessità nell’emergenza, ai minori preoccupandosi di allestire un asilo per i più piccoli, in modo che le madri potessero lavorare o frequentare dei corsi di cucito, avviare attività sportive per i più grandi in modo da essere occupati anche nel dopo scuola e di poter avere una vita il più possibile adatta a dei bambini e degli adolescenti e, infine, organizzare corsi di formazione e di lingua inglese e curda. Ci si occupa, soprattutto, dei più vulnerabili: donne con neonati, alle quali spesso, a causa della mancanza del latte materno provocato dalla paura e dallo stress, viene fornito latte in polvere; un’attenzione particolare viene rivolta ai disabili, con cure specifiche e medicinali. A questo si aggiunge la distribuzione di cibo, suppellettili e indumenti, soprattutto quelli invernali, l’inverno in questa area è molto rigido e lungo.

     

    La campagna “Humanity. Essere umani con gli esseri umani.” per il Medio Oriente si fa portatrice del messaggio di pace per la Siria lanciato da Papa Francesco a luglio 2016 in occasione della campagna di Caritas Internationalis “Syria: Peace is possible” e si unisce agli sforzi già presenti nell’area mediorientale per promuovere attivamente la risoluzione del conflitto armato, per instaurare un dialogo inclusivo e basato sul rispetto della dignità umana e per sostenere i Paesi e le persone colpite dal dramma della guerra, in particolare gli sfollati, i rifugiati, le minoranze e le comunità ospitanti dei paesi limitrofi.

     

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