• Caesar

    Nome in codice: Caesar. Dopo Torino la mostra continua a Milano e Bologna

    Dopo l’appuntamento torinese, “Nome in codice: Caesar – Detenuti siriani vittime di tortura” torna per la seconda volta a Milano, dove sarà ospitata dal 23 al 27 ottobre presso la sede centrale dell’Università degli Studi di Milano. La mostra sarà esposta in contemporanea a Bologna, presso il Centro Amilcar Cabral dal 23 al 28 ottobre per continuare a raccontare, attraverso 30 terribili scatti, la tragedia della violazione dei diritti umani in Siria.

    Caesar è lo pseudonimo attribuito ad un ex ufficiale della Polizia militare siriana, il cui incarico era quello di fotografare i corpi delle persone morte nei centri di tortura di Damasco, una procedura che serviva a documentare le scene di crimini o incidenti in cui erano coinvolti dei militari. Con l’inizio della guerra civile nel 2011, i servizi segreti hanno semplicemente proseguito con questa macabra routine di classificazione, continuando a documentare la morte e le torture. Nel gennaio 2014, Caesar è riuscito a disertare e a lasciare la Siria, portando con sé una testimonianza visiva cruda e scioccante costituita dalle oltre 50 mila fotografie che documentano le atrocità subite dai detenuti nelle carceri del Paese. Attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, l’ex ufficiale ha catturato immagini che raccontano storie di diritti violati, trattamenti inumani e torture di fronte alle quali non si può rimanere indifferenti.

    La mostra è stata inaugurata per la prima volta in Italia nel 2016 al MAXXI di Roma, dopo il suo esordio al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York, ed è stata visitata da migliaia di persone in molte città europee ed italiane. E’ stata ospitata al Polo del ‘900 a Torino fino a martedì scorso e da lunedì 23 ottobre sarà a Milano e Bologna.

    Di seguito potete trovare i dettagli relativi alle due prossime esposizioni e alle iniziative correlate.

    Attenzione: per la natura stessa delle foto esposte, la visione della mostra è sconsigliata alle persone facilmente impressionabili.

    Milano 23-27 ottobre

    La mostra sarà esposta nel Cortile Farmacia presso la sede centrale dell’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono 7 con orario continuato dalle 9.30 alle 19.30.

    L’ingresso alla mostra è libero e gratuito.

    Eventi

    Sabato 21 ottobre

    La mostra verrà preceduta da un evento di lancio ospitato dall’Officina Creativa Italiana ArtKademy, in via Dionigi Bussola 4, Milano. A partire dalle ore 20.00 sarà possibile assistere ad un live painting realizzato dagli artisti di ArtKademy e alla lettura di alcuni estratti dell’ultimo libro di Mohsin Hamid, “Exit West”, a cura del collettivo poetico Tempi diVersi, con un accompagnamento musicale dal vivo.

    Nel corso della serata, sarà inoltre proiettato il documentario “La forza delle donne” di Laura Aprati e Marco Bova. Realizzato tra il Kurdistan iracheno e il Libano, il documentario è un viaggio nel mondo femminile, che affronta i problemi di conflitti e migrazioni e lo fa con gli occhi delle protagoniste, con la loro diversità di genere. Donne di tutti gli strati sociali, di religioni diverse, di etnie diverse accomunate dalle difficoltà quotidiane, dalla gestione delle famiglie, da responsabilità sempre più gravose. Il documentario è una coproduzione di di Laura Aprati, FOCSIV e Cinzia Cococcia. Guarda il trailer

    Lunedì 23 ottobre

    In contemporanea con l’apertura ufficiale della mostra, dalle 16.00 alle 18.30 si terrà un evento inaugurale ospitato dalla Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano, in via S. Antonio 12, nel corso del quale sarà presentata la campagna “Humanity – Essere umani con gli esseri umani” con un focus sui progetti di CELIM in Libano e Turchia.

    All’evento parteciperanno la professoressa Cristina Cattaneo, medico legale e direttrice del Laboratorio LABANOF dell’Università degli Studi di Milano; Shady Hamadi, giornalista italo-siriano per Il Fatto Quotidiano; Amedeo Ricucci, giornalista Rai; Luca Geronico, giornalista per Avvenire; Lorenzo Cremonesi, giornalista per il Corriere della Sera. Modererà l’incontro il giornalista Riccardo Cristiano.

    L’esposizione di Milano è organizzata in collaborazione con CELIMUniversità degli Studi di MilanoMunicipio 1 del Comune di MilanoFondazione Cariplo Raptim.

    Scarica il volantino della mostra

    Bologna 23-28 ottobre

    La mostra sarà ospitata al Centro Amilcar Cabral, in via San Mamolo 24.

    L’ingresso alla mostra è libero e gratuito.

    Eventi

    Martedì 24 ottobre

    In concomitanza con l’apertura della mostra, alle ore 21.00 presso l’Auditorium Gamaliele, in Via Mascarella 46, a cura dell’Associazione Studentesca Centro Studi “G. Donati”, con il contributo di Alma Mater Studiorum -Università degli Studi di Bologna ed il Patrocinio della Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione, è organizzato “Siria riconciliazione e ricostruzione dopo la guerra”, un incontro al quale parteciperanno Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Fouad Roueiha, giornalista e attivista italo-siriano, Massimiliano Trentin, Università degli Studi di Bologna, Primo Di Blasio, FOCSIV.

    Durante la serata sarà proiettato il documentario “Run(d) from freedom” di Francesco Furiassi e Francesco Agostini che racconta la storia di Rand, ventunenne irachena costretta a fuggire con la sua famiglia dalla città di Qaraqosh, nella piana di Ninive, a causa dell’arrivo dell’Isis. La drammatica esperienza non spegne però i sogni di Rand, che nell’ottobre 2016 decide di partecipare alla maratona internazionale di Erbil, e il suo desiderio di un futuro di pace per il Kurdistan. Leggi la news e guarda il trailer

    La mostra è promossa  nel capoluogo emiliano dal Centro Missionario di Bologna, l’Associazione Centro Studi “G. Donati” e il Centro Amilcar Cabral.

    Scarica il volantino della mostra

    “Nome in codice: Caesar – Detenuti siriani vittime di tortura” è un’iniziativa promossa da FOCSIV in collaborazione con FNSIAmnesty International ItaliaUn Ponte PerUnimed Articolo21.