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    Nome in codice: Caesar. A Torino la mostra sulle torture nelle carceri siriane

    Prosegue il viaggio all’interno delle carceri siriane attraverso le immagini della mostra internazionale “Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura”, a Torino dal 5 al 17 ottobre.

    Sono immagini scioccanti e brutali che testimoniano quanto accaduto ai detenuti nelle carceri di Bashar al Assad tra il 2011 e il 2013. La mostra, promossa da FOCSIV insieme a FNSIAmnesty International ItaliaUn Ponte PerUnimed Articolo21, è una selezione di 30 fotografie delle oltre 50 mila realizzate da un ex ufficiale della polizia militare siriana, incaricato dal Governo di documentare quanto accadeva nelle carceri del regime.

    Caesar, è questo lo pseudonimo dell’ex ufficiale che ha disertato nel 2014, riuscendo a portare all’estero i suoi scatti che documentano con macabra precisione la morte e le torture avvenute nell’arco di tre anni. “Detenuti sotto custodia del Governo sono stati picchiati a morte o sono morti come conseguenza di ferite patite a causa di torture. Altri sono morti a causa di condizioni detentive inumane. – ha dichiarato l’ex ufficiale alla Commissione ONU per i diritti umani. – Il Governo ha commesso  crimini contro l’umanità di sterminio, assassinio, stupro e altre forme di violenza sessuale, tortura, sparizione forzata, o altri atti disumani. Per via della medesima condotta sono stati commessi anche crimini di guerra.”

    La mostra è stata vista da migliaia di persone negli Stati Uniti, al Palazzo di Vetro di New York, al Museo dell’Olocausto di Washington e in Europa dove è stata esposta al Parlamento Europeo e nella sede del Parlamento britannico. In Italia, l’esposizione è arrivata per la prima volta lo scorso autunno al MAXXI di Roma e successivamente è stata a Castel Dell’Ovo di Napoli, all’Università di Udine, a Milano, Padova e Firenze. Dal 5 al 17 ottobre sarà a Torino presso il Polo del ‘900, prima di approdare nuovamente a Milano e, in contemporanea, a Bologna.

    Nei giorni di esposizione della mostra si tenterà di far luce sugli aspetti meno noti della crisi siriana, con un fitto programma di incontri, dibattiti, proiezioni di film-documentari e presentazioni di libri sull’argomento.
    La situazione dei detenuti nelle carceri del Paese mediorientale è infatti ancora oggi drammatica. Ad inizio settembre 2017, la ONG “Lawyers and Doctors for Human Rights” ha pubblicato il rapporto “Voci dal Buio”, in cui denuncia le innumerevoli violenze subite dalle donne detenute in Siria. La storia di Zahira, violentata per due settimane di fila anche da 5 uomini per volta nelle celle del Mezzeh di Damasco è raccontata nel dossier insieme a quelle di altre 7 mila donne.

    “Caesar è una mostra che ci coinvolgerà in prima persona. L’immediatezza e la brutalità delle immagini raccontano storie che impongono di guardare indietro per capire ciò che accade ancora oggi, per costruire un domani che non trascuri mai più il rispetto dei diritti di ogni persona come di ogni gruppo etnico e religioso” ha dichiarato Mauro Laus, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte.

    Perché questi crimini non si ripetano non possiamo e non dobbiamo fare finta di niente.

    FOCSIV è presente in Siria e in altri Paesi del Medio Oriente da diversi anni. Insieme alle 7 ONG della campagna Humanity – Essere umani con gli esseri umani, siamo a fianco delle persone colpite dal dramma della guerra, con particolare attenzione ai più vulnerabili, e ci battiamo perché i diritti e la dignità umana non siano più calpestati.

    La mostra è promossa dalla Fondazione Vera Nocentini partner del Polo del ‘900 con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e della Città di Torino e con il contributo della Fondazione CRT.

    L’ingresso è gratuito.

    Per informazioni: fondazionenocentini@gmail.com

    Consulta le iniziative in programma sul sito della Fondazione.

    Per scaricare il volantino della mostra clicca qui.