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    Siria: sei anni di guerra

     

    Si è tenuta a Roma il 14 Marzo la Conferenza “Siria,sei anni di guerra:fiori tra le macerie”, alla presenza del Vescovo di Aleppo e Presidente Caritas Siria S.E. Mons. Antoine Audo e dei rappresentanti di tutte le Caritas diocesane italiane. A sei anni dall’inizio della guerra in Siria si analizza “ciò che resta” e qual è l’attuale situazione, tramite l’indagine riportata nel Dossier “Come fiori tra le macerie”.

    Il Dossier è opera del lavoro congiunto di Caritas Siria e Caritas Italiana, con la collaborazione di Avsi, Engim e Vis ed il Patriarcato armeno. Nel Dossier vengono riportate le testimonianze ed i dati risultanti dalle interviste condotte su un campione di 132 operatori impegnati con i giovani. Il futuro della Siria è identificabile nei giovani, quei giovani troppo spesso obbligati ad imbracciare il fucile, hanno ora la gravosa responsabilità di ricostruire una nazione devastata dalla guerra

    Il campione rappresentativo è di circa 3000 giovani appartenenti a diverse religioni e contesti.

    Dati OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) di Ottobre 2016 ci allertano con numeri atroci, oltre 470.000 morti e 1.880.000 feriti; aspettativa di vita media alla nascita per i maschi è del -31%; popolazione in povertà pari all’85% del totale; persone in bisogno di assistenza umanitaria 13.500.000 di cui 5.800.000 bambini, 800.000 anziani, 2.700.000 giovani, 5.000.000 adulti, 6.300.000 sfollati interni.

    L’intervento del Vescovo di Aleppo Mons. Antoine Audo testimonia la situazione particolarmente tragica della minoranza cristiana; il 2% della popolazione siriana appartiene ad un credo cristiano, ma l’estremismo e l’emigrazione per scampare all’eccidio rischiano di far scomparire. Il problema siriano si individua nelle discordie religiose tra sunniti e sciiti ma coinvolge anche interessi internazionali. Per le soluzioni al problema si è ipotizzata addirittura una scissione del territorio su base etnica-religiosa, ma non è questa la soluzione è più che altro una soluzione estera.

    La rappresentante di Caritas Internationalis afferma che molti sono i programmi in Siria, la maggior parte dei quali in ambito di assistenza umanitaria. “La situazione è drastica, le persone vivono tra le macerie, a cielo aperto, tutto quello che posseggono è un sacchetto di plastica con all’interno qualche coperta per coprirsi; per esempio abbiamo trovato una famiglia composta di sei bambini, il più grande è di 12 anni, il più piccolo di 9 mesi, e da due mesi in questa situazione di disperazione totale sono sopravvissuti da soli”.

    Il rischio enorme che corre oggi la Siria è quello di costruire una “pace” fondata sulla violenza , che non lasci spazio alla giustizia ed alla verità; una pace fittizia che non potrà essere altro che il prologo di un lungo futuro di conflittualità e terrorismo. Come scritto dallo stesso Papa Bergoglio nella lettera inviata ad Assad, è necessario senz’altro lavorare intensamente a livello di comunità internazionale e di Governo siriano, per:

    • La fine della violenza perpetrata dagli attori coinvolti nel conflitto
    • La soluzione pacifica delle ostilità
    • Il rispetto del diritto umanitario internazionale con particolare riguardo alla protezione dei civili e all’accesso degli aiuti umanitari
    • La promozione della cultura della non violenza

    FOCSIV è particolarmente impegnata in attività in Siria , con la campagna“Humanity. Essere umani con gli esseri umani” si fa portatrice del messaggio di pace per la Siria lanciato da Papa Francesco a luglio 2016 in occasione della campagna di Caritas Internationalis “Syria: Peace is possible” e si unisce agli sforzi già presenti nell’area mediorientale per promuovere attivamente la risoluzione del conflitto armato, per instaurare un dialogo inclusivo e basato sul rispetto della dignità umana e per sostenere i paesi e le persone colpite dal dramma della guerra, in particolare gli sfollati, i rifugiati, le minoranze e le comunità ospitanti dei paesi limitrofi.

    Scarica il Dossier integrale “Come fiori tra le macerie“.