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    Un approccio etico è necessario per limitare il consumo di suolo e promuoverne il riuso

    Nel Maggio 2016 la Camera ha approvato il disegno di legge “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato” che è ora in oggetto di discussione in Senato. La Rete nazionale dei Centri per l’Etica Ambientale (CepEA), di cui FOCSIV è parte, ha presentato un documento che risulta tra quelli acquisiti dalla Commissione Agricoltura: molti i punti ambiziosi della normativa ma vi sono ancora alcune lacune da colmare per garantire la piena applicazione di un approccio etico e sostenibile nel consumo e gestione del suolo

    Sulla base di un nuovo umanesimo ecologico proclamato nell’Enciclica Laudato Si, e fondato sulla stretta interconnessione tra uomo e natura, la rete CepEA riconosce il grande elemento positivo della normativa che sta nel riconoscimento del suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile, la cui gestione e proprietà non può essere relegata alla mera sfera privata  poiché porta con sé una più ancestrale appartenenza dell’umanità alla terra, a cui quindi tutti hanno diritto di accesso ed utilizzo in maniera sostenibile.

    Altri aspetti positivi riconosciuti dalla Rete  sono relativi alla promozione del riuso del suolo e della valorizzazione dell’agricoltura urbana. Nel primo caso, in maniera anche più ambiziosa delle linee guida dell’Unione europea che prevedono l’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050, la legge stabilisce che il riuso e la rigenerazione urbana debbano prevedere il “perseguimento di elevate prestazioni” secondo criteri tipici dell’approccio della sostenibilità, affermandosi dunque un modello di economia circolare che rompe la dicotomia tra sviluppo urbano e consumo del suolo. Ciò assume anche un valore etico per la valenza fortemente sociale dei piani di urbanizzazione che ci auguriamo possano favorire integrazione sociale, e non replicare la triste esperienza che viviamo nelle nostre grandi città in cui degrado urbano significa degrado sociale.  Nel settore dell’agricoltura, degno di nota è il riconoscimento della tutela, valorizzazione e promozione delle buone pratiche dal basso di agricoltura urbana che non solo permettono produzione locale di cibo  ma anche nuove forme di aggregazione sociale, recupero e rigenerazione di spazi verdi.

    Vi sono tuttavia alcune criticità che devono essere risolte per permettere la reale applicazione degli elementi di etica ambientale previsti nella normativa:

    • La lodevole novità della normativa è quella di censire edifici e aree dismesse, non utilizzate e abbandonate per permettere il loro riutilizzo. Il censimento tuttavia richiede un elaborato incastro di dati provenienti da diversi registri tributari relativi agli immobili, e ciò è impossibile con le attuali risorse umane e finanziarie attualmente a disposizione, non incrementabili secondo quanto previsto dalla legge.
    • Oltre a una definizione poco chiara dei “compendi agricoli neorurali”, che dovrebbero essere lo strumento per la riqualificazione degli insediamenti rurali locali, non ci sono indicazioni specifiche su come recuperare e valorizzare questi insediamenti col rischio di procedere ad una ulteriore urbanizzazione.
    • Altre criticità sono presenti nella previsione che i Comuni possano modulare i costi per favorire la ristrutturazione edilizia, e che l’entrata in vigore della legge non blocchi quei piani urbanistici che già vanno nella giusta direzione.

    FOCSIV inserisce tale iniziativa con la Rete CepEA in più ampio impegno a favore dell’ecologia integrale e di contrasto ai cambiamenti climatici. Il perseguimento degli ambizioni obiettivi dell’Accordo di Parigi non può prescindere da un diverso utilizzo del suolo, inestimabile deposito di carbonio e fonte di beni alimentari per tutti, e da una riduzione del suo consumo soprattutto nei Paesi più ricchi, come già previsto in maniera responsabile dall’UE che ne prevede un azzeramento nel 2050. Ciò implica anche cambiare le strategie di investimento a livello internazionale, frenare la continua rincorsa alle fonti fossili, combattere il land grabbing e promuovere l’investimento di capitali nella piccola agricoltura che possa valorizzare il suolo e la sua multifunzionalità in maniera sostenibile.

    Il documento CepEA disponibile al link.