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    Una nuova vita al di fuori della miniera: il lavoro di Fondazione Buon Pastore nella Repubblica Democratica del Congo

    “Maisha: A New Life Outside the Mines è un video che racconta la classica giornata dei minatori artigianali che estraggono rame e cobalto nella Repubblica Democratica del Congo e propone un’alternativa concreta alla schiavitù delle miniere.

    Rame, cobalto e tantalio provenienti dalla Repubblica del Congo (RDC) costituiscono il motore dell’era digitale in cui viviamo:  queste materie prime, difatti, permettono il funzionamento di computer portatili, telefoni cellulari e ogni altro tipo di dispositivo elettronico. Il settore minerario è la più grande fonte di esportazioni dell’economia della Repubblica Democratica del Congo e negli ultimi 15 anni il governo ha spinto soprattutto sulla promozione dell’attività mineraria artigianale, con la speranza di mantenere almeno una parte dell’enorme ricchezza mineraria nelle mani della popolazione congolese e dell’economia locale.

    Questa politica, mal condotta, assieme alla crescente domanda globale di “minerali digitali”, ha delle ricadute fortemente negative sulle condizioni di vita della popolazione congolese. Il documentario è stato girato a Kolwezi, nella regione meridionale del Katanga, luogo simbolo del gradino più basso della filiera digitale. A Kolwezi non ci sono né signori della guerra né bambini soldato, ma solo multinazionali e minatori stanchi, sfruttati e spaventati, uomini, donne e bambini. Le condizioni di lavoro dei minatori artigianali sono deplorevoli:  ogni giorno c’è almeno una vittima nelle miniere e la diffusione di malattie legate al contatto con minerali pesanti è elevatissima, il lavoro minorile è una pratica diffusa (stime UNICEF fanno riferimento a più di 40.000 bambini che lavorano nelle miniere di Kolwezi e dintorni), così come abusi e violenze sessuali.

      

    Nel documentario, oltre la denuncia viene presentata anche l’alternativa. Le camere filmano la storia di alcuni minatori artigianali locali che hanno trovato il coraggio di cambiare vita e lasciare le miniere: con l’aiuto della ONG Fondazione Internazionale Buon Pastore ONLUS, Socio FOCSIV, sono state costruite una scuola, una piccola impresa tessile ed una fattoria, strutture rispettivamente destinate a bambini, donne e uomini che precedentemente erano schiavi nelle miniere.

    I risultati positivi sono tangibili, soprattutto in termini di consapevolezza: i bambini vengono a conoscenza dei propri diritti, le donne parlano di un futuro migliore, gli uomini mirano ad ampliare la fattoria con un lavoro dignitoso. Tutto ciò è un piccolo passo per iniziare a garantire sicurezza alimentare, formazione, educazione ed un nuovo progetto di vita al di fuori delle miniere.

    L’iniziativa di Fondazione Internazionale Buon Pastore riflette l’impegno di FOCSIV e dei suoi Soci nella campagna europea sui minerali dei conflitti che chiede all’Unione Europea di impegnarsi in modo responsabile ed ambizioso nel fermare le violazioni di diritti umani che si trovano alla base dell’attività estrattiva illegale praticata in molte regioni del Sud del mondo.

    Maggio informazioni sulla campagna disponibili al seguente link