• Modulo formazione per operatori e per immigrati sul diritto alla salute e l’accesso ai servizi socio-sanitari

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sancisce all’interno della propria Costituzione adottata dalla Conferenza Internazionale della Sanità tenutasi a New York, nel 1946, la definizione della correlazione tra diritti e salute: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solamente assenza di malattia o infermità. Il possesso del livello di salute più elevato possibile è uno dei fondamentali diritti di ogni essere umano senza distinzione di razza, religione, credo politico, economico o condizione sociale. La salute di ogni persona è fondamentale per il raggiungimento della pace e della sicurezza e dipende dalla completa cooperazione tra individui e Governi…”

    Il diritto alla salute, riconosciuto senza riserve quale diritto umano, a cui è dedicato l’ art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ampiamente sancito e proclamato da altre Convenzioni e Trattati internazionali e a livello di legislazioni nazionali (art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana del 1948), per molti ancora oggi rimane solo un diritto di carta. Complice da una lato la scarsa consapevolezza di questo diritto individuale da parte di alcuni popoli e minoranze, dall’altro le grandi difficoltà che non poche persone – perlopiù quelle rientranti nelle cosiddette fasce deboli, tra cui le persone migranti, incontrano nell’effettivo esercizio del diritto stesso. Tante sono le barriere capaci di limitare loro il godimento di questo diritto: barriere giuridico-legali, barriere economiche, barriere burocratico-amministrative, barriere organizzative, barriere linguistiche, barriere comunicative, barriere interpretative.

    Un chiaro appello, affinché vengano promosse politiche sanitarie sensibili verso i migranti e sia garantito un accesso equo alla promozione della salute, alla prevenzione e alla cura senza discriminazioni di sesso, età, religione, nazionalità o razza è contenuto nella risoluzione “Salute dei Migranti” approvata nella 61ma Assemblea Mondiale della Sanità all’OMS (Ginevra, 2008).

    Tale risoluzione (n. WHA 61.17) riconosce il ruolo che la salute ha per un effettivo processo di integrazione e inclusione dei migranti e in essa viene sottolineata la necessità di una formazione adeguata e specifica del personale sanitario affinché sia in grado di rispondere ai nuovi bisogni correlati alla mobilità umana. Non sono mancate indicazioni specifiche anche a livello europeo emerse nell’ambito della Conferenza internazionale “Health and Migration in the EU: better health for all in an inclusive society” promossa a Lisbona nel settembre 2007 dal Consiglio dell’Unione Europea e a Bratislava nel novembre 2007 nel corso dell’Ottava Conferenza dei Ministri Europei della Salute nella cui Dichiarazione finale troviamo le seguenti parole “….le misure sanitarie per i migranti che siano ben gestite, incluse la salute pubblica, promuovono il benessere di tutti e possono facilitare l’integrazione e la partecipazione dei migranti all’interno dei Paesi ospitanti promuovendo l’inclusione e la comprensione, contribuendo alla coesione, aumentando lo sviluppo”. Ma ancora due recenti risoluzioni del Parlamento Europeo (2010/2089 (INI) del 8 marzo 2011 e 2010/2276 (INI) del 9 marzo 2011) sottolineano come i migranti e i rom siano tra i gruppi a rischio di disuguaglianze sanitarie, disuguaglianze che troverebbero la loro origine dalle differenze tra i gruppi di popolazione rispetto a un’ampia gamma di fattori che influenzano la salute, nello specifico: le condizioni di vita, l’istruzione, la professione e il reddito, i servizi di assistenza sanitaria, di prevenzione delle malattie e promozione della salute nonché le politiche pubbliche che influiscono sulla quantità, sulla qualità e sulla distribuzione di questi fattori.

    Continua troppo spesso – a livello di politiche locali, nazionali ed europee – ad essere debole la certezza del diritto e la consapevolezza del legame positivo salute/inclusione.

    In tale contesto la presente pubblicazione si pone quale semplice e snello strumento finalizzato a fornire da un lato delle informazioni e delle conoscenze ai cittadini stranieri rispetto ai loro diritti e ai servizi di salute, dall’altro un breve percorso di conoscenza e di verifica dedicato agli operatori sul tema della “competenza culturale” nell’ambito del lavoro di assistenza e di cura.

    Per questa collana strumenti è stato creato un modulo di formazione per operatori e un modulo di formazione per immigrati, quest’ultimo disponibile in italiano, inglese e francese.

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