• Diritti umani e imprese: a sessant’anni dalla Dichiarazione Universale

    Volontari e Terzo Mondo 3/2008

    Il 3 giugno 2008, nel corso dell’ottava sessione del Consiglio Diritti Umani dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), il Rappresentante Speciale del Segretario Generale per le imprese e i diritti umani John Ruggie, ha presentato il suo terzo rapporto intitolato “Protect, Respect and Remedy: a Framework for Business and Human Rights”.

     

    Poche settimane dopo, durante il Consiglio dei Diritti Umani del 18 giugno, con la Risoluzione 8/7 si è esteso per altri tre anni il mandato a Ruggie, attribuendogli anche una serie di importanti compiti, tra cui quello di fornire pareri e raccomandazioni concrete e attuabili a livello nazionale, regionale ed internazionale per garantire i doveri statali di protezione e l’accesso a rimedi effettivi per le vittime delle violazioni.

    Il processo in corso alle Nazioni Unite relativamente ad imprese e diritti umani è stato al centro delle nostre attività di quest’anno, da una parte per dare continuità al lavoro svolto nell’ambito della CIDSE, la rete delle agenzie di sviluppo della Chiesa cattolica di Europa e Nord America di cui FOCSIV è il membro italiano, con il gruppo di lavoro su imprese e diritti umani, dall’altra perché proprio questo lavoro meritava tutto il sostegno possibile nell’anno di ricorrenza del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. In questo contesto la FOCSIV ha lanciato ad aprile scorso l’azione di mobilitazione “2008 con le Nazioni Unite per un’IMPRESA UMANA”, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del rispetto dei diritti umani nel

    mondo e fare pressione sul nostro Governo affinché sostenesse il lavoro portato avanti dal relatore Speciale J. Ruggie accogliendone le raccomandazioni e l’invito ad adottare le misure necessarie per combattere le violazioni dei diritti umani da parte delle imprese.

    Gli Stati hanno infatti la responsabilità primaria di preservare la persona umana contro qualsiasi tipo di violazione e, pertanto, si devono impegnare a far adottare le misure necessarie per ridurre l’impatto delle attività delle imprese nei paesi dove si trovano ad operare.

    Le nostre raccomandazioni si sono rivolte anche al relatore stesso, dal momento che l’obiettivo della nostra azione era di portare anche alla sua attenzione le posizioni e le richieste delle vittime, di tutti coloro cioè i cui diritti vediamo costantemente violati quando andiamo ad operare nei Sud con i nostri progetti. All’azione di mobilitazione hanno aderito fin da subito gli Uffici Nazionali della CEI per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese e per i Problemi Sociali e il Lavoro e alcune organizzazioni nazionali rappresentative della società civile impegnandosi nella raccolta delle firme a sostegno del processo in corso alle Nazioni Unite. Le numerose Firme, raccolte su tutto il territorio nazionale, sono state consegnate al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini il 10 dicembre scorso, giorno in cui è celebrato in tutto il mondo il 60° Anniversario della

    Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. In quell’occasione abbiamo sottoposto all’attenzione del Governo italiano

    le questioni e gli approcci innovativi che, secondo il Rappresentante Speciale, meritano di essere presi seriamente in considerazione da parte degli Stati e ciò che, secondo noi, deve essere sostenuto sebbene non incluso da Ruggie nelle sue raccomandazioni.

    Dagli articoli presenti in questo numero, si evince come non tutti concordano appieno sull’efficacia del lavoro di Ruggie, né sulle sue conclusioni. Da parte nostra si condivide lo spirito e molte delle raccomandazioni adottate, ma anche l’invito ad avere più coraggio nel proporre soluzioni appropriate. Sicuramente ad un anno di distanza tiriamo le conclusioni di questa

    campagna con un moto di soddisfazione legato all’estensione del mandato di Ruggie, che conferma l’attenzione dedicata a questo tema, e tante speranze sulla futura evoluzione. Coscienti del fatto che tanto lavoro rimane ancora

    da fare per responsabilizzare le imprese e gli Stati sull’impatto che le attività private hanno nel Sud del mondo.

    La FOCSIV si ritiene soddisfatta di questo lungo cammino che, si spera, porterà ad un effettivo cambio di rotta nell’operato delle imprese e una sempre più accentuata attenzione al rispetto dell’essere umano e dell’ambiente in cui vive per lo sviluppo integrale dell’uomo e lo sviluppo solidale dell’umanità.

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