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    GESTORES DE CONVIVENCIA

    Francesco Esposito, volontario in  servizio civile FOCSIV a Quito, Ecuador.
    “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.” Mahatma Gandhi.
    Questa è una delle citazioni più conosciute di uno dei pionieri della nonviolenza. Essere il cambiamento che vogliamo nella società significa essere un attore attivo, essere colui o colei che lavora attivamente affinché si possa raggiungere quest’obiettivo.
    Con questa teoria sto partecipando ormai da mesi, all’interno del mio servizio civile, al progetto ” gestores de convivencia” (gestori di convivenza) promosso dalla Missione Scalabriniana, una fondazione religiosa che lavora principalmente con persone in mobilità umana, a Quito. Obiettivo del progetto è creare all’interno degli istituti educativi un gruppo di leader, scelti direttamente dai professori, tra le centinaia o migliaia di studenti, a seconda della grandezza dell’istituzione.

    Il progetto è suddiviso in due fasi: la prima è quella in cui si scelgono gli studenti a cui impartire otto seminari (uguali per tutti gli istituti educativi) mentre nella seconda si impartiscono i seminari selezionati secondo le esigenze dell’istituto educativo.

    Queste due fasi, che coinvolgono gli studenti, sono precedute da una fase preliminare in cui i facilitatori lavorano con i professori delle scuole, ai quali vengono impartiti tre seminari. Le scuole vengono scelte secondo i seguenti criteri: la disponibilità e l’interesse del direttore della scuola, a cui viene presentato il progetto e il relativo cronogramma e infine la presenza all’interno dell’istituto di studentesse e studenti provenienti da paesi stranieri. Quest’ultima è molto importante perché permette di sviluppare all’interno del progetto il tema di integrazione e mobilità umana, temi principali del lavoro della Missione Scalabriniana

    seminarioIl progetto è preceduto da una fase nella quale si lavora con i professori; a seconda della grandezza delle scuole, partecipano tutti i professori o solamente una parte di essi; questa discrezionalità è prerogativa delle autorità competenti.

    Con i professori selezionati si analizzano tre temi: giochi cooperativi, conflitti e risoluzione dei conflitti ed infine mobilità umana. I seminari non sono lezioni frontali ma momenti in cui il facilitatore interagisce con gli attori del processo attraverso discussioni del tema e dinamiche attraverso cui il tema viene ulteriormente analizzato.

    La prima fase termina infine con uscite di integrazione, coinvolgendo tutti i professori di tutte le scuole con cui si lavora: questo passaggio ha lo scopo di mettere in pratica i temi discussi.

    La seconda fase si esplica con gli alunni selezionati dai professori e dal direttore seguendo diversi elementi. Può essere, ad esempio la capacità degli studenti di essere leader, l’interesse nel partecipare al progetto e ai temi che si analizzano, il loro comportamento e infine la situazione personale di ogni studente. Questa fase, comprende otto seminari i cui temi sono: identità, costruire una nuova scuola, equità di genere, differenze etniche e culturali, accoglienza, i diritti della natura, i diritti umani, in particolare dei bambini e infine la differenza tra violenza e nonviolenza.

    I seminari con gli studenti prevedono lo stesso procedimento della prima fase. Questi sono momenti in cui si mette in pratica il tema in discussione. Anche la seconda fase prevede uscite d’integrazione. Essendo queste uscite svolte con gli studenti, generalmente si svolgono all’interno di musei, centri d’arte o parchi, nei quali, attraverso attività sportive o giochi di gruppo, si possono mettere in pratica valori quali l’uguaglianza, la collaborazione e il rispetto delle altre persone.

    Durante lo svolgimento della seconda fase, secondo la disponibilità dei professori delle scuole, gli studenti possono trasmettere i seminari ricevuti agli altri compagni.

    La terza ed ultima fase prevede una specifica continuità con gli studenti della seconda fase.

    Quest’anno, per esempio, con una delle scuole con cui collaboriamo, si è scelto di sviluppare i temi del riciclo, il micro-credito e la creazione di un gruppo di micro-credito tra gli studenti. Quest’ultimo si svolge in collaborazione con la mia collega, anche lei in Servizio Civile, dell’area di micro-credito. Obiettivo principale di questo progetto è coinvolgere studenti e professori, affinché possano partecipare in prima persona alla diffusione dei diversi valori che permettono un’integrazione e rispetto tra le diverse popolazioni che convivono qui a Quito, in maggior parte persone provenienti dalla Colombia. Non mancano tuttavia Spagnoli, Cubani, Peruviani, Haitiani e partecipanti provenienti da altri paesi, seppur con una minore presenza.

    In ultimo, credo sia importante sottolineare il cambiamento positivo che hanno avuto gli studenti partecipanti al progetto soprattutto a livello comportamentale e nel processo di relazione all’interno dell’ambiente scolastico e familiare.