• BRASILE _ SCN FOCSIV

    LE CONTRADDIZIONI DEL BRASILE E UNA CAMINHADA PER LA GIUSTIZIA

    Giuseppe Gaglione, volontario in servizio civile FOCSIV a Parnaiba, Piauì, Brasile.


    Coppa del Mondo, Danze e Canti. Questi gli argomenti principali dei quali si parlava qua a Parnaìba fino ad oggi. La città sembra fermarsi per un evento che in altri Paesi probabilmente è visto solo come un rilancio del proprio Paese, e un’opportunità per attirare turisti e appasionati di calcio per accumulare quanto più denaro possibile. Qui invece sembra tutto diverso… forse perchè è la patria del calcio, forse perchè non c’è una forte conoscenza sul turismo qui nel nord-est del Brasile, ma l’idea che si percepisce è che invece di investire sulle possibilità di sfruttare questo evento, tutto resterà bloccato per un mese e mezzo, incluse le università e tutta l’istruzione in generale.

    test_pagani_caminada3Ma purtroppo c’è anche un altro lato negativo, e cioè quello delle tante manifestazioni, scioperi e altro che nei vari stati del Brasile stanno facendo per protestare contro il governo, per cercare di denunciare la corruzione che sembra essere ad un livello come mai avevo percepito prima d’oggi. Pensavo che in Italia la situazione fosse tragica, ma c’è anche chi sta molto peggio di noi riguardo la corruzione. Questo però non significa avere un’idea positiva e ottimistica sul futuro della nostra generazione. Tra i tantissimi scontri con la polizia, assalti ai centri commercali, scioperi di autobus e metropolitane che paralizzano tutte le grandi metropoli (San Paolo e Rio de Janeiro su tutte), sgombero delle favelas ubicate intorno agli stadi, come al solito, a rimetterci sono per la maggior parte gli innocenti e la parte più povera della popolazione. E tutto questo per dare un’immagine bella (ma falsa, o meglio parziale) del Brasile. Sembra davvero che questo sia l’unico messaggio da far passare del Paese. Il Brasile delle belle donne, dalle spiaggie meravigliose, dal clima perfetto, dal Carnevale più bello al mondo ect, ect.. Ma putroppo, come spesso accade, il messaggio trasmesso non è sempre quello veritiero della realtà locale. Basta guardare uno dei tanti video girati in questi mesi per avere una minima idea di quello che sta accadendo in molte favelas.
    Sul fatto che il Brasile abbia tantissime cose belle e positive, nessuno lo può mettere in discussione, a partire dall’accoglienza del popolo e l’attaccamento alla propria cultura e tradizione. Se penso all’esperienza vissuta a San Paolo e questa di Parnaìba mi vengono in mente solo bei ricordi rigardo alle comunità e a quell’accoglienza quasi commovente verso chi viene a visitarli. E su questo, forse, tantissimi Paesi avrebbero da imparare.

    Il mio impatto con la realtà è stato del tutto positivo, con la Caritas Brasileira, con Padre Vittorio, con Marcos, con Keila e tutto il resto con cui mi sto ritrovando a collaborare qui a Parnaìba. Resto affascinato da questa determinazione spietata che si percebisce nel voler denunciare tutto quello che di negativo sta portando questa Coppa del Mondo in Brasile.

    Per esempio, qui nel nord-est del Paese, è molto forte il problema della prostituzione giovanile, e su come risolvere la questione delle ragazze madri. Con estremo piacere ho partecipato alla “CAMINHADA” contro l’abuso di minori e contro il turismo sessuale, dove probabilmente Fortaleza può essere considerata il fulcro di questo fenomeno. E guarda caso, uno dei pochi stadi ad ospitare i mondiali di calcio nel nord-est è proprio Fortaleza. E questo (ma è solo un’opinione personale), non perchè manchino zone o stadi altrettanto belli per poter ospitare una partita di calcio.

    La costruzione di tanti ospedali, per esempio, ara stata promessa durante l’organizzazione, così come aumentare il numero delle scuole e migliorare le infrastrutture con i finanziamenti ricevuti, ma anche questo fa parte della male gestione di un evento così importante. Basta riportare una frase di uno dei più grandi calciatori brasiliani di tutti i tempi, Ronaldo, chiamato il “fenomeno” per le sue eccezionali doti che sapeva esprimere sul campo da gioco, ma sicuramente non al di fuori: “Un mondiale di calcio non si organizza costruendo scuole ed ospedali..”, questo quanto dichiarato in seguito ad un intervista giornalistica.

    Ma anche questo fa parte del Brasile, un Paese che come estensione territoriale ricopre 8.514.877 km² rispetto ai 10.832.312 km² di tutta l’Europa. Questo dato potrebbe servire per capire come sia difficile governare un Paese così grande e quindi dai paradossi inevitabili.

    E sicuramente il Servizio Civile servirà anche a questo: a prendere coscienza, ma soprattutto schierarsi dalla parte della giustizia. Mettersi dalla parte di chi la propria voce non ha la stessa importanza di altre più famose, ma non sempre più ammirabili. Apprendere come investire su determinati settori ed infrastrutture, e non a trascurare chi è costretto a lasciare la propria casa, ma a volte anche persone a loro care durante gli scontri, e costretti a ritrovare nella strada l’unica soluzione da cui ripartire. A rispettare la cultura di tutta la popolazione, dalla grande metropoli alla piccola periferia, perchè tutte le persone hanno il diritto ed il dovere di sentire quella dignità che nessuno ha il merito di calpestare.

    Vedremo come continueranno tutte queste problematiche finito il mondiale di calcio, dove andranno a finire tutti quei soldi accumulati fino alla fine di luglio, che fine faranno tutte le persone rimaste senza casa, la situazione degli ospedali, delle scuole, ect, ect. Il desiderio di tutti è che saranno investiti nei giusti settori, ma soprattutto distribuiti equamente all’interno dei vari stati brasiliani. Sarebbe davvero la cosa più ingiusta e crudele se gli sforzi, il sudore, e spesso addirittura la vita di tante persone che vogliono solo far valere i propri diritti, non venisse nemmeno presa in considerazione. Noi tutti ci auguriamo che possa esserci una sorpresa, ma questa volta che sia una bellissima sorpresa.