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    20 giugno 2018: #GiornataMondialedelRifugiato

    FOCSIV: signor Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e capi dei governi europei

    ricorderemo questa giornata per aver promosso gli hotspot africani?

     

    “La Giornata Mondiale dedicata ai rifugiati e, di conseguenza, ai principi di umanità ed accoglienza non poteva cadere in un clima politico peggiore. La polemica e lo scontro sui salvataggi in mare delle ONG che si sono sollevati in questi giorni compresa la decisione del Governo italiano di chiudere i porti non ha altro fine se non quello di ricattare gli altri governi europei a scapito dei migranti. – ha evidenziato Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIVTrovare un accordo tra i paesi dell’Unione Europea che porti ad una condivisione dell’accoglienza, con una riforma del Regolamento Dublino che superi la clausola del primo paese di approdo, rimane una soluzione al momento irraggiungibile. Si sceglie, quindi, di esternalizzare l’accesso al diritto di asilo. In questa direzione va letta la proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, condivisa da Emmanuel Macron e Angela Merkel, di aprire degli hotspot nei paesi africani dove i migranti vengano identificati e selezionati.”

    Apparentemente questa proposta può sembrare analoga all’iniziativa dei corridoi umanitari: l’accesso in Europa sarebbe aperto direttamente nei paesi di transito, così da evitare i viaggi della morte; se non fosse che l’evidente scopo dei Governi europei è quello di tenere lontani i migranti. Si potrebbe essere ragionevolmente soddisfatti se l’apertura degli hotspot nei campi profughi corrispondesse alla volontà di sostenere, con maggiore convinzione i reinsediamenti in Europa. Purtroppo, ciò non è così chiaro e, comunque, appare del tutto insufficiente.

    Alcuni governi europei, non certo quelli retti da esecutivi dichiaratamente xenofobi che calpestano i principi ed i valori fondamentali che sottendono l’Unione, hanno risposto alla richiesta della Commissione europea di impegnarsi ad accogliere 50 mila richiedenti asilo. Tuttavia, tale azione non è in grado di rispondere in tempi brevi alle richieste esistenti. Molto di più andrebbe fatto per i diritti dei rifugiati.

    In effetti – come sottolineato da Andrea Stocchiero, Responsabile policy FOCSIVla risposta non sono gli hotspot in Africa, poiché la risposta deve innanzitutto venire da qui a casa nostra: nella capacità di affrontare la crisi sociale e democratica, nel creare un vero sistema di accoglienza ed integrazione dei rifugiati, e non solo verso loro, connesso ad una politica capace di opporsi alle disuguaglianze sociali ed all’odiosa guerra tra poveri. Indubbiamente, è in Africa dove si deve far crescere la cooperazione per lo sviluppo sostenibile in modo coerente: non armando le guerre, non accaparrando le risorse locali, non sfruttando i lavoratori, non consentendo la fuga dei capitali nei paradisi fiscali e finanziari, non permettendo alle multinazionali di fissare i prezzi in modo da pagare meno tasse nei paesi dove producono, non speculando. Temi questi ultimi trattati nel 1° Rapporto GCAP Italia che sarà presentato a Roma il 4 Luglio presso lo Spazio Europa della sede della Delegazione Europea, realizzato nel quadro del progetto “Make Europe Sustainable for All”. È urgente contrastare e denunciare la deriva xenofoba e razzista, ad iniziare dai discorsi di uomini politici chiaramente irresponsabili, nonostante rappresentino istituzioni democratiche. Bisogna non cooperare con governi collusi e corrotti, non stringere accordi come quello stilato dal precedente Governo italiano con la Libia, che costringe i migranti presenti sul suo territorio in centri di detenzione e tortura.”

    Chiediamo che si aprano non gli hotspot ma, come più correttamente li ha definiti il nuovo Ministro degli Esteri Enzo Moavero, centri di assistenza, informazione e protezione, in campi profughi sicuri dove sia possibile assicurare condizioni di accoglienza dignitose e opportunità concrete di reinsediamento. Il Governo italiano, così come quelli degli altri Paesi europei, dovrebbe stabilire un programma sostanziale e pluriennale di sostegno al reinsediamento di richiedenti asilo.

    Infine, Cattai ha concluso “Le Organizzazioni umanitarie e di volontariato hanno un ruolo fondamentale nel salvare le vite umane, a prescindere dalle strumentalizzazioni politiche, nel sostenere i diritti dei rifugiati e delle comunità più vulnerabili, nell’accompagnarle per costruire una vita dignitosa là dove sia possibile e nel denunciare con forza il crollo dei valori umani e democratici. Per questo salutiamo la giornata del rifugiato può essere un inizio della riscossa democratica.”

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