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    Attivisti vestiti da lupi invadono Davos per protestare contro i “tribunali aziendali” dell’ISDS

    Davos, Switzerland | Stop ISDS Coalition

     L’evento fa parte della campagna STOP ISDS lanciata il 22 gennaio da un’alleanza di oltre un centinaio di ONG, tra cui Friends of the Earth, Global Justice Now e Public Services International, CIDSE, CCFD, Commission Justice et Paix, DKA, FOCSIV e Trócaire per far sì che l’UE e i governi europei pongano fine ai privilegi aziendali.

    Già oggi la petizione conta oltre 130.000 partecipanti!

    Di seguito il comunicato stampa:

    *L’azione avrà luogo il 23 gennaio alle 13h, davanti alla Davos Library*.

    I promotori della campagna vestiti da lupi aziendali invaderanno le strade di Davos, a margine del World Economic Forum (WEF), per protestare contro il diritto delle società di citare in giudizio i governi in base alle controverse disposizioni della “Investor State Dispute Settlement” (ISDS) ovvero della regolazione sulle dispute tra stati e investitori (le grandi multinazionali).

    Più di quaranta delle società elencate come “Industry Partners” del WEF sono state coinvolte in casi ISDS, spesso con l’intento di minare o scoraggiare una politica progressista, incluse le protezioni ambientali, gli aumenti dei minimi salariali e le misure di salute pubblica.

    Le clausole ISDS, contenute in una serie di accordi commerciali e di investimento, tra cui il Trans Pacific Partnership (TPP) e il Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA), consentono alle società multinazionali di citare in giudizio gli stati attraverso tribunali internazionali segreti nel caso in cui i governi adottino misure che ostacolano i profitti.

    La “Stop ISDS coalition”, un’alleanza di oltre un centinaio di ONG, ha organizzato l’azione come lancio di una petizione, invitando l’UE a smettere di promuovere l’ISDS e a sostenere un trattato vincolante delle Nazioni Unite sulle società transnazionali per dare ai cittadini e ai governi la possibilità di chiedere conto al settore privato.

    Alcuni esempi dell’uso dell’ISDS da parte delle grandi imprese che partecipano al WEF includono:

    • Nel 2005 la Cargill ha citato in giudizio il Messico dopo che il governo aveva introdotto una tassa sullo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio per affrontare la crisi dell’obesità del paese. Cargill ha utilizzato l’ISDS nell’ambito del NAFTA per ottenere oltre 70 milioni di dollari di danni dal bilancio pubblico messicano. Cargill ha utilizzato il WEF nel 2018 per lanciare un progetto di Responsabilità Sociale d’Impresa, sostenendo di “affrontare le questioni sociali utilizzando il potere del cibo”.
    • Nel 2008, la Dow Chemical ha citato in giudizio il Canada dopo che la provincia del Quebec aveva vietato la produzione e la vendita di pesticidi nocivi. La Dow ha dichiarato che il successivo accordo è stato una vittoria per lei, e i commentatori hanno notato che il caso potrebbe scoraggiare altri governi dal procedere con i propri divieti di pesticidi.
    • Nel 2016, Novartis ha minacciato di usare l’ISDS per scoraggiare con successo il governo colombiano dal rendere più accessibile un farmaco salvavita per la leucemia. Il farmaco, che ha portato oltre 40 miliardi di euro di entrate per Novartis, è stato venduto per oltre 15.000 dollari per paziente all’anno; il doppio del reddito medio di un cittadino colombiano.

    Il 94,5% dei successi noti ottenuti attraverso l’uso del ISDS, va ad aziende con almeno 1 miliardo di dollari di fatturato annuo e a privati con oltre 100 milioni di dollari di ricchezza netta.

    ll portavoce della coalizione Alex Scrivener ha dichiarato: 

    “Mentre i CEO qui a Davos cercano di presentarsi come una forza per il bene di tutti di fronte ai politici, molti di loro fanno causa ai governi per minare le politiche progressiste di cui abbiamo bisogno.  Questa non è altro che pura ipocrisia. L’ISDS è una minaccia enorme per la democrazia, i diritti umani e l’ambiente. Abbiamo bisogno che i leader dell’UE utilizzino Davos per impegnarsi a porre fine all’arbitrato investitore-Stato e concentrarsi invece sulla garanzia di ricorso a tribunali giusti per i milioni di persone in tutto il mondo che sono vittime di violazioni dei diritti umani da parte delle imprese”.

    Rosa Pavanelli, segretario generale di Public Services International (membro della coalizione) ha detto:

    “In un mondo che si trova ad affrontare sfide critiche come il cambiamento climatico e la crescente disuguaglianza, le imprese non dovrebbero essere in grado di vincere sulla sovranità nazionale. Nessuno dovrebbe avere il diritto di citare in giudizio i governi per i propri profitti futuri”. 

    Gianfranco Cattai, presidente di Focsiv afferma: “Le ISDS proteggono i più forti a danno dei più deboli. ISDS è parte di quelle strutture di peccato denunciate da Papa Francesco che producono scarti. Se vogliamo cambiare un sistema ingiusto dobbiamo pretendere che si affermino tribunali fondati sul rispetto della vita umana e del nostro pianeta. Abbiamo bisogno di una nuova giurisdizione che orienti i trattati commerciali e di investimento verso il bene comune”

     

    Press Contact

    In Davos: Nelly Grotefendt – Stop ISDS Coalition| +49 176 800 35462 Grotefendt@forumue.de

    Alex Scrivener – Stop ISDS Coalition Spokesperson | +31 6 25 58 29 03 |  alex@S2Bnetwork.org

    Leo Hyde – Public Services International | +33770059557 | leo.hyde@world-psi.org

     

     Scarica qui il testo completo del comunicato

     Firma la petizione sul sito di CIDSE o sul sito della campagna