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    COP24: l’impegno dei giovani cattolici per la giustizia climatica e i diritti umani

    Riportiamo alcuni estratti del comunicato stampa pubblicato da CIDSE in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sull’impegno dei giovani cattolici che hanno partecipato alla COP24 tenutasi a Katowice in Polonia. Eva Pastorelli, ufficio campagne FOCSIV, era presente con la delegazione CIDSE, di cui è membro, per parlare della tratta italiana del pellegrinaggio (#InCamminoxilClima) che da Roma è giunto a Katowice proprio per far sentire la propria voce sulla giustizia climatica.

    Le maggiori istituzioni cattoliche mondiali hanno convocato un incontro internazionale di attivisti cattolici in coincidenza con i colloqui ONU sul clima in Polonia.  Caritas Internationalis, la Confederazione delle agenzie cattoliche di assistenza sociale, umanitarie e di sviluppo, e l’Arcidiocesi di Katowice, dove si svolgono i colloqui, sono stati affiancati da CIDSE, Caritas Polonia, Franciscans International e Global Catholic Climate Movement nel convocare l’evento.

    Chiara Martinelli, consigliere esecutivo del CIDSE e organizzatrice dell’incontro, ha dichiarato: “Tanti giovani si sono riuniti oggi per alimentare la speranza per il movimento climatico. Il loro impegno dimostra che tutti noi possiamo essere agenti di cambiamento nella nostra vita e fare la differenza a partire dalle nostre comunità. I cattolici stanno facendo la distanza nella lotta per la giustizia climatica, traggono la loro forza dall’amore per questa Terra, gli uni dagli altri e dalla certezza che stanno facendo la cosa giusta“.

    La Santa Messa e l’incontro con l’Arcivescovo di Katowice, Mons. Wiktor Paweł Skworc, sono stati parte del programma e hanno motivato i volontari creando un collegamento con la chiesa locale. Dopo aver rinnovato il loro impegno di fede, i partecipanti hanno ascoltato le reciproche storie, condiviso le loro esperienze di “conversione ecologica” e preso impegni concreti per stili di vita sostenibili e giustizia climatica.

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    I messaggi di solidarietà dei partecipanti ai vulnerabili sono particolarmente rilevanti per la Giornata dei diritti umani, il 10 dicembre, che quest’anno coincide con il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Questa ricorrenza è molto significativa, ricordando a tutti – in particolare alle parti negoziali di questi colloqui sul clima – che il cambiamento climatico è una minaccia per i mezzi di sussistenza e per il godimento dei diritti umani, come il diritto ad un’alimentazione adeguata, acqua, salute, alloggio, ecc. D’altro canto, le misure adottate dai governi per affrontare il cambiamento climatico devono garantire il rispetto dei diritti umani. Ad esempio, una significativa partecipazione pubblica delle comunità colpite è essenziale in tutte le fasi (creazione, attuazione e valutazione) delle politiche e dei programmi climatici.

    A una sola settimana dalla fine della conferenza sul cambiamento climatico, i volontari sperano che la COP24 si concluda con un impegno sostanziale di solidarietà con le popolazioni più vulnerabili colpite dal cambiamento climatico e con un piano chiaro e ambizioso per l’attuazione dell’Accordo di Parigi.

    Leggi qui il comunicato stampa completo.