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    COPE, Socio FOCSIV, presente nel presidio della rete catanese“Restiamo Umani” davanti il Duomo di Catania

    A poche miglia dalle nostre coste si sta consumando l’ennesima tragedia per la vita di esseri umani in lizza per un futuro migliore e per le anime di coloro che si voltano dall’altra parte. La vicenda della Sea-Watch3 emerge dall’inchiostro della stampa come l’ennesimo caso che intratterrà opinion leaders e avventori più attenti per qualche settimana, fino a scemare senza far più rumore.

    L’esistenza delle 42 vittime ancora a bordo, l’inferno che hanno dovuto attraversare prima ed il purgatorio in cui li teniamo imprigionati adesso sembrano non essere argomenti validi a fare breccia nell’umanità velata dei comodi aguzzini, che gongolano dietro le quinte per l’ennesimo dramma su cui speculare politicamente.

    Tutte le obiezioni che vengono ad oggi sollevate dal nostro governo in merito alle politiche migratorie europee sono state oggetto di discussione presso le sedi degli organismi democratici deputati a prendere delle decisioni, ma coloro che si scagliano con invidiabile vigore ed immutata veemenza contro donne, uomini e bambini indifesi non hanno saputo (o forse voluto) dire la loro, salvo poi additare l’Unione Europea nei talk show.

    Resta il fatto che, riconsegnare esseri umani alle condizioni di atrocità della Libia acuitesi, così come confermato dalle nostre autorità, già dal 3 aprile di quest’anno, vorrebbe dire documentare una schizofrenia politica che degenera presto in disumanità quando a pagare il dazio sono esseri umani incolpevoli e spesso inconsapevoli. Inoltre la supponenza del linguaggio e l’efferatezza degli atteggiamenti rendono ancora più incomprensibile un accanimento superfluo, ancor di più nel momento in cui anche la comunità religiosa si mobilità, soprassedendo sul pretestuoso Risiko politico internazionale, pur di offrire pace ad esseri umani ormai stremati da due settimane di traversata.

    Noi, però, non ci scoraggiamo.

    Nonostante ci occupiamo da decenni dei paesi in via di sviluppo riteniamo ormai da mesi non più prorogabile l’intervento immediato sulle questioni che vengono da lontano ma che ci coinvolgono molto da vicino. Proprio ieri sera, infatti, l’ONG Cope ha sostenuto il presidio della rete catanese“restiamo umani” davanti il duomo, per non perdere il filo e per gettare paglia sul fuoco della solidarietà.

    Nell’auspicio che il nostro sforzo diverrà presto inutile, i valori etici e morali su cui si fonda la nostra organizzazione ci impongono di riuscire a riconquistare un cuore alla volta finché sarà necessario.

    Non saranno leggi ingiuste a ostacolare l’opera di donne e uomini onesti e di buona volontà, per questo non possiamo che fare nostra l’accorata richiesta di liberare subito gli ostaggi di questa disumanità che ci lascia ancora increduli. Fateli scendere.