• lampedusa

    Decreto Sicurezza bis la disumanità è Legge dello Stato italiano.

    Nei giorni scorsi FOCSIV ha aderito all’appello di Don Luigi Ciotti che si rivolgeva ai Senatori affinché non votassero il Decreto Sicurezza bis, non consentendo di diventare legge dello Stato italiano la disumanità.

    Il Decreto approvato con 160 voti, in un Aula che si è espressa anche con 21 astenuti, contrasta l’immigrazione clandestina, gestisce l’ordine pubblico e promuove nuove normative per la sicurezza, ma soprattutto limita o vieta “il transito e la sosta di navi nel mare territoriale” per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, inerenti in particolare alle violazioni delle leggi in materia di immigrazione, ossia quando si presuppone che ci sia “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. In caso di violazione della normativa si prevede una sanzione fino a 1 milione di euro a carico del comandante che, nelle situazioni di “resistenza o violenza contro nave da guerra”, può essere arrestato.

    “Oggi facciamo nostro quanto indicato da Antonio Spadaro, Direttore di Civiltà Cattolica, dobbiamo tutti, in questo tempo, attuare una resistenza civile e religiosa. In ogni luogo, in ogni circostanza aggiungo. Come si può considerare un reato, da perseguire con durezza, il portare aiuto a chi è in pericolo di vita. Ciò è contro ogni legge umana, contro la nostra Costituzione, contro ogni noma del Diritto internazionale. Questo Decreto non ha nulla a che fare con la sicurezza degli italiani, si vuole solo criminalizzare il lavoro delle ONG e dei suoi volontari. Sono le ragioni dell’accoglienza, del soccorso, della fratellanza dettate dalla nostra coscienza di essere cristiani e cittadini italiani con le quali respingiamo con tutta la forza quanto il Decreto sancisce, opponendovi tutta la nostra resistenza.  – ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente FOCSIVNon può essere criminale l’agire solidale che è la cifra del lavoro costante di questi 47 anni delle ONG socie della Federazione. Un filo rosso che offre un senso univoco alle innumerevoli forme nelle quali l’aiuto allo sviluppo si è declinato da sempre. Il criminalizzarlo mina le basi etiche della cooperazione e del volontariato: oggi si punisce chi salva i migranti in mare, domani, con la stessa miope logica, potrebbero essere perseguiti quanti si dedicano a promuovere migliori condizioni di vita o ad avviare processi produttivi a vantaggio di chi è in difficoltà o è vulnerabile. Non è una buona giornata per quanti credono nella cooperazione e nel rispetto della vita di tutti, non è una buona giornata per il nostro Paese. Resistiamo.”