• foresta amazzonia

    BRASILE, IL PRESIDENTE BOLSONARO TOGLIE L’AMAZZONIA AGLI INDIGENI

    Impoverire la Foresta amazzonica facendo spazio ad allevamenti e coltivazioni intensive e sfruttamento minerario.

     Lo aveva annunciato a più riprese in campagna elettorale ed a pochi giorni dall’inizio del suo mandato il Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha già messo in atto un primo significativo passo in questa direzione. Infatti, in nome dello sviluppo economico del Paese  ha firmato un provvedimento che toglie i poteri di gestione dei confini delle terre amazzoniche alla Fondazione Nazionale per gli Indigeni (Funai), trasferendole direttamente al Ministero delle politiche agricole guidato da Tereza Cristina, tra i leader politici della ‘Bancada Ruralista’ gruppo vicino ai latifondisti da sempre in contrasto con gli indigeni.

    La decisione ha mandato su tutte le furie gli indigeni, circa un milione di persone che vivono nell’Amazzonia, in decine di riserve naturali, che con il provvedimento del Presidente Bolsonaro rischiano di finire tra le mani di grandi proprietari terrieri e delle multinazionali pronte ad “invadere” la Foresta.

    “Avete visto? Lo smantellamento è iniziato, il Funai non è più responsabile dell’identificazione, delimitazione e demarcazione delle terre indigene”, ha scritto su Twitter Sonia Guajajara, tra i leader degli indigeni.

    Il polmone verde del Brasile e del mondo rischia un incremento della deforestazione: le popolazioni indigene vedono in pericolo la loro autonomia senza contare le conseguenze per l’ambiente e per il clima.

    Di questo fenomeno, il land grabbing, l’accaparramento delle terre altrui, la Federazione FOCSIV se ne è occupata pubblicando il primo rapporto “I padroni della Terra” (in collaborazione con Coldiretti). Una indagine su chi siano, in generale, i  soggetti che stanno acquisendo sempre più terre coltivabili sul nostro Pianeta e chi ne abbia il controllo, diventando di fatto i veri padroni della Terra. Presupposto dell’intero Rapporto è la consapevolezza che la terra, soprattutto quella fertile e l’acqua salubre, sono risorse limitate che si stanno esaurendo, e che quindi rappresentano un bene comune da gestire per il beneficio di tutti, a partire dalle comunità locali indigene.

    La prima edizione è stata dedicata al fenomeno del land grabbing e alle sue ripercussioni in termini di conflitti, espulsioni, migrazioni, depauperamento dell’ambiente e la scomparsa delle biodiversità. A breve è prevista la pubblicazione del rapporto 2019, che riguarderà anche l’Amazzonia.

    Scopri di più sul land grabbing con il rapporto “I padroni della Terra”