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    COME LA CHIESA CATTOLICA E LE SUE COMUNITÀ POSSONO GUIDARE L’AZIONE PER IL CLIMA

    Nel mese di luglio, in occasione del terzo anniversario della Enciclica Laudato Si, Papa Francesco ha indetto una conferenza alla quale hanno partecipato scienziati, economisti, attivisti, diplomatici, giovani e rappresentanti di gruppi indigeni, tra cui la FOCSIV. FOCSIV è da sempre impegnata nell’azione per un clima più sostenibile e giusto, come nel 2015 organizza e promuove la tratta italiana del Pellegrinaggio che da Roma arriverà a Katowice (Polonia), città che dal 3 al 14 dicembre ospiterà la COP24, la ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima.Nell’Enciclica, Papa Francesco incoraggia il mondo a proteggere gli ecosistemi globali mirando contemporaneamente al miglioramento delle condizioni di vita dei poveri e dei vulnerabili. La sua è una chiamata globale  – in particolare ai 1,2 miliardi di Cattolici nel mondo – perché sostengano l’azione  globale per il clima.

    Alle parole devono seguire i fatti. Forte della guida morale di Papa Francesco e delle numerose comunità di  fedeli nel mondo, la Chiesa Cattolica può mettersi alla guida di un movimento globale per il clima. Di seguito, tre azioni che il Vaticano può intraprendere per essere fonte d’ispirazione e dimostrare la propria leadership sul tema.

    1) Far pressione per limitare il riscaldamento globale

    Per poter mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°, limitandolo a + 1.5 ° – l’obiettivo identificato dalla COP21 perché il cambiamento climatico non diventi catastrofico – le emissioni globali di gas serra devono diminuire già entro il 2020. Inoltre, in vista e a seguito di questa data, la comunità internazionale dovrà intraprendere azioni che portino sul sentiero della decarbonizzazione entro il 2050.

    I prossimi 1000 giorni saranno cruciali per dare concretezza ai propositi dell’Accordo di Parigi. Per diminuire le emissioni entro il 2020 sono necessarie azioni immediate. E per fare ciò non basta che ogni Paese riduca le emissioni secondo il suo obiettivo nazionale (Nationally Determined Contributions), bensì l’impegno globale deve essere rafforzato sostanzialmente in modo da metterci sulla giusta carreggiata verso il 2050. Ovviamente, questo sforzo sottintende una transizione energetica accelerata, un impiego maggiore di risorse finanziare e quindi una forte volontà politica e di cambiamento degli stili di vita.

    La nuova leadership, quindi, deve riuscire ad influenzare i diversi appuntamenti internazionali: il Global Climate Action Summit (San Francisco, 12-14 Settembre 2018), la COP24 (Katowice, Polonia, 3-14 Dicembre 2018) e il Summit sul Clima delle Nazioni unite (New York, Settembre 2019).

    “Per ridurre le emissioni di gas serra servono onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte di quei Paesi che sono più potenti e inquinano di più”, ha detto Papa Francesco, difendendo il diritto universale – includendo le future generazioni e le comunità vulnerabili di oggi – a vivere in un mondo che è più di “macerie, deserti e rifiuti”. Papa Francesco continuerà a parlare per quelli che non hanno voce mandando un messaggio forte ai leader mondiali affinché agiscano ambiziosamente.

    2) Canalizzare i flussi finanziari per una transizione “Low – Carbon”

    “I soldi fanno girare il mondo”, ma se non si indirizzeranno gli investimenti finanziari verso attività a bassa emissione di carbonio, e sempre di più verso energie rinnovabili, assisteremo alla distruzione del pianeta.  Durante un recente incontro con i dirigenti delle compagnie petrolifere, Papa Francesco ha dichiarato che non è possibile continuare ad usare e sfruttare le riserve di combustibili fossili e che si dovrebbe invece “tenerle nel sottosuolo”.

    Passare dalle parole ai fatti implica far seguire a questa dichiarazione delle azioni concrete. Ad esempio, la Banca Vaticana (Istituto Opere Religiose – Ior) e altri fondi pensione cattolici potrebbero seguire l’esempio della Chiesa d’Inghilterra e prendere parte alla Climate Action 100+, iniziativa che mira a far sì che le compagnie ad alto impatto di emissioni cambino rotta. La minaccia implicita di questa iniziativa di investitori è che se queste compagnie non dimostreranno la serietà del loro impegno, i membri smetteranno collettivamente di investire. La Chiesa inglese ha recentemente aggiunto concretezza alla minaccia, annunciando che nel 2023 disinvestirà dalle compagnie di combustibili fossili se queste non avranno allineato il loro piano aziendale agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Lo Ior e gli altri fondi pensione Cattolici potrebbero seguirne l’esempio, come già numerose comunità cattoliche stanno facendo grazie alla campagna divest guidata dal Global Catholic Climate Movement a cui la Focsiv partecipa (https://catholicclimatemovement.global/divest-and-reinvest/ ).

    Mentre gran parte del dibattito pubblico sulla Laudato Si tende a concentrarsi sulla mitigazione del cambiamento climatico, è interessante notare come in realtà l’Enciclica tratti con la stessa importanza la dignità umana e la tutela dei poveri e delle fasce vulnerabili della popolazione mondiale, chiedendo che  questi  possano tutelarsi contro gli impatti irreversibili del clima con azioni per l’adattamento ai cambi climatici. Per poter raggiungere gli obiettivi dell’Enciclica, la Chiesa Cattolica, lo Ior e la comunità religiosa dovrebbero andare oltre il principio do no harm e incoraggiare gli investimenti “virtuosi” che alimentino un modello di sviluppo a basse emissioni.

    Inoltre il Vaticano potrebbe stipulare un accordo con uno dei fondi internazionali per il clima che investono nei paesi in via di sviluppo nell’implementazione delle azioni per il clima. Un contributo finanziario ad uno di questi fondi sarebbe un’azione concreta per supportare l’Accordo di Parigi e mettere in pratica lo spirito dell’Enciclica.

    3) Carbon Neutrality nelle sue operazioni e proprietà

    Se alle parole si vogliono far seguire i fatti, allora è necessario guardare anche al nostro impatto sull’ambiente.  Se consideriamo la grande quantità di proprietà di cui dispone (223.000 parrocchie, 140.000 scuole, 1.200 università, 1.000 strutture mediche, 180.000 acri di terra), la Chiesa Cattolica ha molte opportunità per poter ridurre la propria impronta ecologica. L’impegno a raggiungere un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra basato sulla scienza dimostrerebbe alla comunità internazionale che la Chiesa sta applicando la Laudato si e ciò potrebbe a sua volta ispirare le altre comunità religiose perché siano altrettanto ambiziose.

    Poter effettivamente misurare e mitigare le emissioni e rinforzare la neutralità carbonica relativa alle tantissime proprietà della Chiesa non è compito facile. Sarebbe necessario mappare le emissioni di gas serra, redigere una roadmap che guidi l’azione ed effettuare un costante monitoraggio. Ma se c’è un momento in cui mostrare cosa si può e si dovrebbe fare in pratica per realizzare le aspirazioni della Laudato Si, quel momento è adesso. Per farlo la Focsiv ha pubblicato, con il sostegno dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro della CEI e di Retinopera, la eco-guida per comunità e parrocchie ecologiche che mostra esempi concreti di azioni per il clima, traendo spunto da un modello sviluppato da GCCM. Copie di questa guida sono scaricabili da http://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2017/06/ecoguida_web.pdf o possono essere richieste in formato cartaceo a Focsiv.

    L’ingiustizia non è invincibile

    Papa Francesco si è rivolto ai movimenti di cittadini di tutto il mondo perché promuovano e pratichino l’ecologia integrale, assicurando loro che l’ingiustizia si può vincere. Come ha notato il World Resource Institute, per raggiungere il successo si devono creare delle collaborazioni tra politica, società e aziende; collaborazioni che siano motivate più dall’opportunità di un futuro migliore a livello sociale che dal circoscritto raggiungimento di obiettivi ambientali.

    Non abbiamo più tempo. Ma dobbiamo sperare che la pressione della società civile forzi i leader a far seguire i fatti alle parole.

    Liberamente tradotto da With 1.2 Billion Members, the Catholic Church Can Lead on Climate Action. Here Are 3 Ways How.”, Kitty van der Heidjen e Alberto Pallecchi, World Resource Institute,2018.

    Se anche tu vuoi essere parte attiva all’azione per il clima partecipa a #InCamminoxilClima il pellegrinaggio che da Roma arriverà a Katowice in Polonia dove si terrà la Cop24 Conferenza della Nazioni Unite sul clima.