• Progetto senza titolo (18)

    Come riformare l’high level policy forum sull’Agenda 2030 per un’agenda più trasformativa e aperta al contributo della società civile

    Traduzione dal IISDRS Summary & Analysis of the 2018 High-Level Political Forum
    “… a prescindere dalle belle parole pronunciate durante questi ultimi decenni durante le conferenze internazionali o nelle aule delle Nazioni Unite, le strutture di privilegio e potere del passato,  diingiustizia e sfruttamento non sono mai state rimosse” -L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un discorso durante il Mandela Day, il 18 luglio 2018

    Una volta, la parlamentare britannica Caroline Lucas ha osservato che rischiamo di diventare la prima specie a monitorare la sua stessa scomparsa attraverso ampie banche dati, obiettivi e indicatori. “Perché gli uomini stanno monitorando la loro stessa estinzione piuttosto che fare qualcosa per fermarla?” Chiese la Lucas.

    L’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) rappresentano un tentativo di rispondere alla domanda della Lucas: far collaborare la comunità internazionale attraverso i 17 “obiettivi globali”, attentamente elaborati, per incentivare una riprogettazione radicale di istituzioni e politiche internazionali.

    Tuttavia, all’ High Level Political Forum 2018, tenutosi a Luglioin New York, alcuni relatori sono stati d’accordo nell’affermare che il mondo non è sulla buona strada per soddisfare le ambizioni dell’Agenda 2030, e in particolare il principio del “non lasciare nessuno indietro”. La frammentazione globale, non la collaborazione, è all’ordine del giorno, come ha riportato Andrew Gilmour,dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, e da un certo numero di altri osservatori. Gli stessi hanno riportato dati e statistiche che indicano una disuguaglianza ben radicata, un aumento del numero di persone che soffrono la fame e aiuti allo sviluppo stagnanti. La ricchezza globale rimane concentrata nelle mani dell’1% della popolazione mondiale e alle sfide storiche si sono aggiunte minacce nuove ed emergenti. I “Big Data” e le nuove tecnologie, che minacciano posti di lavoro ma che hanno anche il potenziale per affrontare molte delle sfide globali, sono stati citati più volte durante l’incontro.

    Mentre molte di queste sfide dovranno essere affrontate su più livelli, dal globale al regionale  elocale, questa breve analisi esamina il ruolo che l’HLPF può svolgere nell’ “orchestrare” i diversi livelli, in particolare nel contesto di una riforma istituzionale dell’ONU. Mentre le discussioni di diversi seminari tematici e sugli esami volontari nazionali (VNR) relativamente alla realizzazione degli OSS hanno avuto luogo nelle sale delle conferenze dell’ONU, le opportunità per mettere a punto l’HLPF e renderlo adatto allo scopo che il prossimo processo di revisione presenta,hanno rappresentato un argomento chiave di discussione nei corridoi e in alcuni dei molti eventi che hanno animato la sede dell’ONU.

    “L’ambizione espressa negli obiettivi e nei traguardi è palese”, ha dichiarato all’HLPF Ruben Zondervan, dell’ Earth System Governance Project. Resta ancora da vedere se un approccio di governanceper obiettivi sarà efficace nel risolvere le sfide urgenti di oggi. La domanda pressante in questo incontro è stato il ruolo che l’HLPF può svolgere nel guidare la società al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi dell’agenda 2030.

    L’HLPF è stato istituito prima dell’adozione dell’Agenda 2030. Non è stato, quindi, appositamente costruito per il follow-up e le revisioni. La sessione di settembre 2019 dell’HLPF, sotto la guida dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, esaminerà in modo retrospettivo e prospettico l’Agenda nella sua interezza per il successivo ciclo di quattro anni, supportato dalle informazioni del Global Sustainable Development Report. I capi di Stato e di governo analizzeranno gli ostacoli attuali, e cercheranno, per quanto possibile, di formulare raccomandazioni sulle questioni relative alle risorse e di produrre una dichiarazione politica. Alcuni ritengono che questa sia una preziosa opportunità per rendere l’HLPF più efficace nel suo compito di follow-up e revisione dell’Agenda 2030.

    Inoltre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe avviare una discussione sull’HLPF nella sua 74a sessione, a partire da settembre 2019 (come da risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite 70/299), per rivedere la sua composizione e gli aspetti organizzativi. Questo porterà a rivedere il mandato originario del HLPF descritto nella risoluzione 67/290 dell’UNGA e si valuterà gli aspetti che hanno funzionato e quelli che non hanno funzionato. La revisione potrebbe rappresentare anche un’opportunità per allineare meglio ECOSOC (Comitato Economico e Sociale dell’ONU) e HLPF.

    Visioni ed azioni

    Mentre il sistema delle Nazioni Unite è in grado di offrire una visione globale dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile, il suo ruolo rischia di essere poco significativo rispetto alla responsabilizzazione dei governi regionali, nazionali e locali e delle altre parti interessate.

    I 46 VNR presentati durante la sessione del 2018 hanno fornito una buona panoramica dell’azione sul campo, ma anche delle numerose sfide affrontate dagli attori nazionali e locali. Alcuni Paesi hanno fatto di tutto per allineare i loro piani nazionali all’Agenda 2030. Tuttavia, la debolezza delle capacità e la scarsezza delle risorse finanziarie, in particolare in un certo numero di paesi in via di sviluppo, ha rappresentato un problema ricorrente.

    Il contributo degli attori non statali alla preparazione dei VNR variava tra i paesi in termini qualitativi e quantitativi. Durante le presentazioni dei VNR, le organizzazioni della società civile hanno sollevato alcune  domande molto impegnative sul livello di approfondimento dei VNR e sulle questioni che sono state omesse.

    Alcuni attori hanno espresso frustrazione per la mancanza di follow-up e feedback sui VNR. “Forse dobbiamo andare oltre i VNR come attualmente organizzati. È tempo di coinvolgere gli organismi nazionali di controllo, utilizzando metodologie di comunicazione chiare e coerenti, riconoscendo un ruolo più formale per gli esperti della società civile ” Ha sottolineato un partecipante.

    Anche se i governi hanno sottolineato alcune sfide nei loro tentativi di integrare gli SDG in tutti i settori in modo da implementare un approccio “governativo d’insieme”, hanno anche evidenziato molte criticità nell’approccio “frammentato” dell’HLPF, che si concentra su un sottogruppo di SDG ad ogni sessione, piuttosto che sui collegamenti tra gli stessi. La regione latinoamericana e caraibica e alcune organizzazioni della società civile hanno chiesto un approccio più olistico agli SDG sulla base delle loro interconnessioni.

    Infine, sono state poste alcune domande sul livello di trasparenza e veridicità che ci si può aspettare dai relatori dei VNR durante l’HLPF. Durante la sessione sulle prospettive della società civile, i partecipanti hanno espresso preoccupazione riguardo la possibilità di creare “spazi sicuri” per interventi rigorosi, autonomi e impegnati della società civile. Nella sua presentazione, Luisa Emilia Reyes Zuñiga, del HLPF Coordination Mechanism, ha riferito come alcuni attori della società civile siano stati intimiditi nei corridoi.

    Lei e altri hanno evidenziato che il sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite potrebbe offrire forme di protezione alle ONG, come nel caso dell’adozione di un sistema formale di “shadow report”, una proposta però che è stata respinta dagli Stati membri nel 2015 quando è stata negoziata l’ Agenda 2030. Si spera, tuttavia, di persuadere gli Stati membri, nel contesto dell’imminente processo di revisione, a richiedere un processo più formale di riconoscimento del ruolo della società civile.

    La sfida per la revisione dell’HLPF nel 2019 sarà quella di allineare tutte queste opportunità e renderle coerenti. Alcuni sperano che l’HLPF possa diventare una piattaforma con un notevole potere di convocazione ponendosi al centro di una rete di reti. Ciò potrebbe consentire di dare più spazio alle reti di soggetti non governativi, alla società civile, alla comunità imprenditoriale, al mondo accademico e alle organizzazioni intergovernative, tra gli altri.

    A questo proposito la Focsiv accoglie con favore la richiesta avanzata da Savio Carvalho, responsabile campagne di WaterAid, per conto del major group delle ONG che ha partecipato al dibattito generale dell’ECOSOC il 19 luglio 2018. La richiesta stimola i governi ad utilizzare gli spazi dell’HLPF per implementare meccanismi e politiche che permettano di avanzare significativamente verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e fornire indicazioni concrete per realizzare lo sviluppo umano integrale e garantire il pieno rispetto dei diritti umani.