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    Diritto al cibo: l’appello del Relatore Speciale delle Nazioni Unite per porre fine all’Accordo sull’Agricoltura e per creare un nuovo sistema di commercio internazionale incentrato sul diritto al cibo

    Di Alessia Colonnelli

    Micheal Fakhri, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo, nel suo primo rapporto tematico non ha remore, viste anche le ricadute emergenziali che la pandemia ha avuto sul settore dell’alimentazione, nell’affermare l’urgenza di un nuovo approccio mondiale per la realizzazione del secondo obiettivo dell’Agenda 2030: il diritto al cibo[1].

    Il diritto al cibo, che nel suo significato ampio non si limita al concetto di sicurezza alimentare (mera sussistenza) ma fa leva anche sull’aspetto dell’adeguatezza dell’alimentazione dai punti di vista culturale, nutrizionale, sociale ed ecologico, rientra nella sfera dei diritti umani e pertanto deve essere tutelato e promosso.

    Tuttavia, ad oggi si assiste alla pressocché totale assenza della tutela dei diritti umani nell’ambito del commercio internazionale, nonché a una reticenza delle politiche nell’affrontare le crisi ambientali che, da una parte sono causate da fallimentari modelli di produzione e consumo e dall’altra, continuano ad avere ripercussioni sugli ecosistemi e sui contadini, che sono alla base dei sistemi alimentari ma sempre più vulnerabili.

    Creare un’alternativa è possibile, ed è in questa direzione che va l’analisi del Relatore Michael Fakhri, il quale sottolinea la necessità che le politiche decise in ambito alimentare, a livello nazionale e internazionale – in particolare quelle che regolano ii commercio – considerino i diritti umani, e nella fattispecie il diritto al cibo, la ragione da cui prendere le mosse nonché l’obiettivo centrale da raggiungere.

    Tale prospettiva, che il Rapporto descrive in modo approfondito, trae ispirazione da alcuni principi cardine del diritto al cibo, quali la dignità umana, ovvero gli aspetti che regolano l’accesso al cibo, l’autosufficienza (o sovranità alimentare), che ha a che fare sia con la responsabilizzazione delle comunità locali che con la valorizzazione della diversità alimentare e la solidarietà, in armonia tra le persone e l’ecosistema nel suo complesso.

    Legare i valori umani alle politiche alimentari è fondamentale. Oltre a permettere di valutare quanto i diritti delle persone (e dell’ambiente) siano stati dimenticati dal sistema del commercio internazionale che attualmente regola il settore dell’alimentazione, un approccio incentrato sul diritto al cibo cambierebbe infatti la concezione del commercio stesso: da sistema di profitto a prezioso strumento per la realizzazione del diritto al cibo.

    Nel Rapporto[2], che invitiamo fortemente a leggere perché di grande interesse, le critiche del Relatore si scagliano in particolare sull’Accordo sull’Agricoltura raggiunto nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1995, che attualmente regola il commercio alimentare a livello internazionale. In completa controtendenza rispetto agli obiettivi del diritto al cibo, l’Accordo mostra oggi il suo carattere obsoleto e pertanto, stando al Rapporto, non solo dovrebbe essere revisionato, ma totalmente rimpiazzato dal sistema del GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), il quale presenta elementi di maggiore flessibilità per strutturare nuovi accordi commerciali internazionali sull’alimentazione, oggi più che mai urgenti e necessari per affrontare le sfide globali.

    Gli impegni futuri del Relatore, secondo quanto da lui dichiarato[3], vanno proprio in questa direzione, ovvero quella di sostenere a livello istituzionale un dialogo volto a un sistema di commercio più equo, sostenibile, attento ai diritti umani e rispettoso del principio della coerenza delle politiche, anche a fronte del Food System Summit dell’ONU, programmato per il 2021.

    Qui puoi scaricare il riassunto in italiano del Rapporto

    Qui il Rapporto completo in inglese

    [1] GCAP Italia (2019). Diritto al cibo Lo sviluppo sostenibile a partire dai sistemi alimentari.

    [2] Fakhri Michael (2020). The right to food in the context of international trade law and policy Report,

    scaricabile da https://undocs.org/A/75/219

    [3] Un’intervista a tal proposito rivolta al Relatore Speciale per il diritto al cibo del 21/09/2020 è disponibile sul sito della FAO al seguente link: http://www.fao.org/right-to-food/news/news-detail/en/c/1308401/