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    FORUM SVILUPPO SOSTENIBILE: UN LANCIO SOTTOTONO

    Finalmente è stato lanciato il Forum per lo Sviluppo Sostenibile. Il Ministero dell’Ambiente dopo la scrittura della strategia per lo sviluppo sostenibile, che indica il percorso italiano per l’attuazione dell’Agenda 2030, ha organizzato il 17 e 18 Dicembre, a Napoli presso il Maschio Angioino,due eventi tra di loro collegati: Fortune Green 2018, un momento incentrato sul ruolo del settore privato nello sviluppo sostenibile; e, il giorno successivo, la prima Conferenza Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile, nel corso della quale si è discusso di come nel corso del prossimo anno verrà costituito il Forum per lo Sviluppo Sostenibile, promosso dal Ministero dell’Ambiente in un contesto normativo (come ha evidenziato il dibattito) forse non ancora perfettamente stabilizzato.

    La prima giornata si è articolata su gruppi di lavoro (del cambiamento climatico, dell’economia circolare, del reporting non finanziario,del benessere sociale, della produzione e consumo sostenibile, della finanza sostenibile) in cui sono state formulate alcune richieste nei confronti del governo, per avanzare nella definizione di politiche e norme volte a promuovere la responsabilità ambientale come strumento per migliorare la competitività internazionale delle imprese italiane. Il dibattito dei sei gruppi di lavoro è stato vario e interessante, anche se in qualche misura preindirizzato dai testi di riferimento giunti solo qualche giorno prima in una forma sostanzialmente ‘chiusa’.

    La seconda giornata, la prima Conferenza Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile, si è avviata recependo gli input della prima giornata e ponendoli in discussione nella sessione cui ha partecipato il Ministro dell’Ambiente Costa: una scelta che evidenzia un’impostazione dove il settore privato viene legittimato nel definire in qualche modo il punto di partenza della discussione. La sessione finale è stata dedicata al lancio del Forum per lo Sviluppo Sostenibile, ovvero di un percorso di consultazione delle istituzioni con gli attori sociali. In gennaio il Ministero dell’Ambiente pubblicherà la richiesta di una manifestazione d’interesse a partecipare al Forum. Le organizzazioni e reti della società civile dovrebbero quindi inviare una richiesta di interesse. Il Ministero dovrebbe selezionare le richieste secondo criteri di rappresentanza e di dimostrazione di competenze. E a marzo dovrebbe partire la prima riunione del Forum.

    Lo svolgimento della due giorni evidenzia una impostazione ben chiara, nell’affermare la centralità del ruolo delle imprese, valorizzando soprattutto quelle più grandi in grado di agire con economie di scala nel fare della sostenibilità un fattore di competitività internazionale: la convergenza dell’interesse di impresa con l’interesse pubblico viene considerata un assunto talmente ovvio da non meritare spiegazione (significativi a questo riguardo i papers usati come base della discussione redatti sotto la supervisione della Ernst&Young che ha contribuito a organizzare i due eventi). Si tratta di una dimensione di ambiguità decisamente evidente, a cui si aggiunge la scelta di privilegiare in modo sostanziale la dimensione della sostenibilità ambientale, colta senza connessione strutturale con le dimensioni di carattere sociale e politico/istituzionale che ad essa sono legate. In questa prospettiva, lo sviluppo sostenibile appare come un percorso automaticamente consensuale che non produce tensioni se non (come si legge nella letteratura posta a supporto dei papers sopra menzionati) quando il settore pubblico non pretende di ritagliarsi un ruolo troppo intrusivo! Si tratta di tendenze che suscitano qualche interrogativo soprattutto se considerate come premessa del costituendo Forum sullo Sviluppo sostenibile. La visione della due giorni è stata dunque molto imprenditoriale, con poco dibattito su tensioni e conflitti che legano la transizione economica con le questioni socio-ambientali.

    Le contraddizioni sopra ricordate destano preoccupazione, così come il lancio sottotono del Forum per lo Sviluppo Sostenibile, che pure rappresenterà lo spazio istituzionale riconosciuto per il monitoraggio dell’ancora assente Piano Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Il ruolo centrale è assunto dal Ministero dell’Ambiente, ma senza il supporto di altri ministeri rilevanti per un reale approccio integrativo. La Presidenza del Consiglio che dovrebbe coordinare la strategia per lo sviluppo sostenibile non era presente; così come il ministero affari esteri che, nella rappresentazione offerta della costruzione istituzionale presentata, manterrebbe una competenza esclusiva sulla cosiddetta ‘agenda esterna’, ma senza una incisiva capacità di mantenere il vitale collegamento tra la dimensione interna con quella esterna. Poco presente la società civile, eccetto la presenza di poche rappresentanze tra cui Gcap Italia. Nel clima freddo del Maschio Angioino si è spenta in modo altrettanto freddo la promozione del Forum.

    Di Massimo Pallottino (co-portavoce GCAP Italia), Gemma Arpaia (ISCOS/AOI) e Andrea Stocchiero (Focsiv) (membri rete GCAP)