• WCENTER 0XMKBCPMJM                epa03430299 EU flags wave outside the EU Commission headquarters in Brussels, Belgium, 12 Ocotober 2012. The European Union was awarded the Nobel Peace Prize 2012 earlier the same day. The EU and its forerunners have for 'over six decades contributed to the advancement of peace and reconciliation, democracy and human rights in Europe,' the Norwegian Nobel Committee citation said 12 October. European Council  President Herman van Rompuy said that the Nobel Peace Prize was a recognition of the EU's work as a peacemaker in Europe.  EPA/OLIVIER HOSLET

    IL FUTURO SOSTENIBILE DELL’EUROPA: È TEMPO DI AGIRE

    A tre anni dall’adozione dell’Agenda 2030, la Commissione Europea ha pubblicato il Reflection Paper “Towards a Sustainable Future by 2030” al fine di mettere in atto anche sul nostro continente gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS o Sustainable Development Goasl – SDGs – in inglese)  delle Nazioni Unite. Il documento di riflessione individua gli strumenti chiave per favorire la transizione verso la sostenibilità. Delinea tre scenari sul modo migliore di conseguire gli OSS.

     

    • Primo scenario. Strategia globale dell’UE in materia di OSS per orientare tutte le azioni dell’UE e degli Stati membri: le istituzioni dell’UE e gli Stati membri, comprese le autorità regionali e locali, collaboreranno più strettamente per garantire un migliore coordinamento. Sarà istituito un processo di attuazione e di monitoraggio dei progressi compiuti e saranno definite le tappe fondamentali da realizzare entro il 2030.
    • Secondo scenario. La Commissione continuerà a integrare gli OSS in tutte le politiche dell’UE pertinenti, indipendentemente dall’azione degli Stati membri: gli OSS continueranno a ispirare il processo decisionale politico della Commissione e a guidare lo sviluppo della strategia di crescita post-EU2020, senza tuttavia escludere altre priorità politiche e senza imporre agli Stati membri misure per conseguire gli OSS collettivamente e a livello dell’UE. Questo approccio dovrebbe lasciare maggiore libertà agli Stati membri, comprese le autorità regionali e locali, per decidere se e in che modo adeguare le loro attività per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
    • Terzo scenario. Maggiore attenzione sull’azione esterna, consolidando al contempo gli attuali ambiziosi obiettivi di sostenibilità a livello dell’UE: da molti punti di vista l’UE è all’avanguardia in materia di OSS. Potrebbe basarsi su questa sua posizione per compiere ulteriori miglioramenti e aiutare altri paesi in tutto il mondo a compiere progressi. L’UE potrebbe decidere di promuovere le sue norme ambientali, sociali e di governance con maggiore incisività attraverso accordi commerciali e negoziati multilaterali. Inoltre potrebbe collaborare ancora più strettamente con le organizzazioni internazionali che perseguono i medesimi obiettivi.

    Se da un lato questo documento era atteso da molti come una vera e propria innovazione, dall’altro la sua pubblicazione è stata oggetto di critiche da parte dello European Environmental Bureau (EEB), la più grande rete europea di organizzazioni ambientaliste. Patrizia Heidegger, Direttrice dell’ufficio Politiche Globali e Sostenibilità afferma: “È deludente constatare che la Commissione ha impiegato tre anni per elaborare un documento di discussione sugli obiettivi di sviluppo sostenibile quando abbiamo urgente bisogno di un programma di lavoro concreto per raggiungerli. È giunto il momento di assumere impegni ambiziosi. Ci aspettiamo anche un bilancio più onesto: in media, l’UE ha una delle più elevate impronte ecologiche pro capite al mondo, con i nostri stili di vita insostenibili basati sullo sfruttamento delle risorse naturali e della manodopera in altre parti del mondo”.  Per quanto riguarda i tre scenari presentati nel documento, l’EEB ritiene che, sebbene il ruolo generale degli SDG per l’UE e i suoi Stati membri, come previsto nel primo scenario, sia di fondamentale importanza, anche l’integrazione della sostenibilità in tutte le politiche della Commissione europea in linea con il secondo scenario sia importante.

    Johannes Trimmel, Presidente di CONCORD confederazione di ONG europee per l’aiuto e lo sviluppo, commenta i risultati del documento di riflessione della Commissione: “Ci rallegriamo del fatto che la Commissione riconosca che c’è ancora molto da fare. Il documento contiene una serie di importanti spunti di riflessione che vanno nella giusta direzione: riconosce che l’Europa sta consumando più della sua giusta parte, che sta promuovendo la transizione verso un sistema alimentare sostenibile e riconosce che le politiche interne non devono avere un impatto negativo sullo sviluppo sostenibile al di là delle nostre frontiere. CONCORD attende con impazienza di sviluppare la strategia Europa sostenibile 2030, compresi i grandi cambiamenti ancora da proporre in alcuni settori chiave, come la responsabilità delle imprese, il commercio e gli investimenti incentrati sulle persone e il superamento dell’attuale ossessione per la crescita economica. Solo in questo modo potremo realizzare una transizione tanto necessaria per le persone e per il pianeta”.

    Infine, Eva Izquierdo di SDGWATCH Europe, alleanza di organizzazioni che si occupano di ambiente, diritti umani e sviluppo, denuncia la poca concretezza del documento e la mancanza di un piano di attuazione degli OSS. Su troppi obiettivi, l’UE e i suoi Stati membri  dimostrano solo un insufficiente successo o addirittura una regressione.“Se si considerano i nostri confini”, prosegue Eva Izquierdo, “l’UE non è sulla buona strada per raggiungere la sostenibilità ambientale. La perdita di biodiversità in Europa è allarmante.  Il 90% dei cittadini europei è esposto a un’aria inquinata che rappresenta un rischio per la loro salute, mentre l’Unione è lenta nel vietare la circolazione di sostanze chimiche pericolose nei prodotti. Troppi fiumi e laghi sono inquinati e l’agricoltura non sostenibile porta all’inquinamento delle acque sotterranee e al degrado del suolo in tutta l’UE. E guardando fuori dai nostri confini, abbiamo una delle peggiori impronte ecologiche del mondo: abbiamo edificato la nostra regione accumulando un debito storico, sociale e ambientale nei confronti dei popoli del Sud del mondo e delle generazioni future”.

    Gcap Italia e Engim/Focsiv, collaborano con EEB nel progetto Make Europe Sustainable for All, e sono parte delle reti CONCORD e SDGWATCH, condividendo con loro la preoccupazione per la lentezza con cui l’Unione Europa sta definendo una politica integrale e coerente per gli SDGs. Le prossime elezioni politiche saranno un passaggio importantissimo per scegliere rappresentanti che abbiano più coraggio e sapienza nell’accelerare in modo ambizioso impegni concreti per ridurre le disuguaglianze e salvaguardare il pianeta.

     

    Scarica il report della Commissione Europea “Towards a Sustainable Future by 2030”