• Untitled-design-16

    Il mondo FOCSIV per COVID-19 in Italia e nel mondo

    Di seguito le testimonianze raccolte da alcuni dei soci della Federazione impegnati in prima linea con i loro operatori e volontari nel contrasto dell’emergenza sanitaria del Coronavirus. Sul tema della necessità di un piano per la gestione del rimpatrio dei volontari internazionali leggi anche la lettera di Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, pubblicata su Avvenire.

     

    Gianfranco Cattai – presidente FOCSIV – su Avvenire:

    Questa situazione del coronavirus ci pone in uno scenario inedito. Ma una soluzione va trovata e cercata con ostinazione se non vogliamo abdicare di fronte ai princìpi della cooperazione e solidarietà internazionale. Soluzione che necessita di creatività, di unire le forze e di stretta collaborazione tra le nostre associazioni e lo Stato Italiano. Proprio dalle situazioni di crisi possono nascere modalità per nuove forme di collaborazione. Il nostro Paese, l’Italia, non può rinunciare e lasciare soli gli operatori che stanno in prima linea come ambasciatori della solidarietà di tanti cittadini italiani e le associazioni che con loro sono impegnate.”

     

    Massimo Chiappa – direttore Medicus Mundi Italia:

    La situazione a Brescia, in Lombardia, è ogni giorno più complessa e difficile da affrontare. Ma in tanti anni di cooperazione abbiamo imparato cosa conoscere il concetto di “resilienza”. Come aiutare le comunità che serviamo ad essere resilienti in situazioni e contesti particolarmente critici e di emergenza. Le nostre ONG lo hanno progettato, sperimentato, vissuto in prima persona…

    Ora tocca a noi, qui, direttamente nel Nord laborioso, organizzato, opulento, “servito e riverito” dal sistema sanitario italiano (malgrado le lamentele di tanti)! Che si dimostra una volta di più resistente, tenace, solidale economicamente e ricco di vecchio e nuovo volontariato (parola a te, a noi tanto cara!)

    Ma che fa fatica, si preoccupa, ha paura ogni giorno di più .. Lo sentiamo dai racconti a volte drammatici degli operatori sanitari, dei parenti dei malati e delle vittime (tante, anche vicine a noi, vicini di casa, parenti, ogni giorno…), dal suono continuo delle ambulanze. Eppure succede che… si diventa ancor più resilienti.”

    Qui la testimonianza completa

     

    Carlo Ruspantini – Direttore Cooperazione e Sviluppo:

    In Uganda i nostri collaboratori hanno partecipato all’incontro organizzato dall’Ambasciata e siamo in stretto contatto con loro. Noi abbiamo inviato una procedura ai nostri collaboratori (che ti allego) e abbiamo avviato da subito degli incontri di formazione per il personale locale e abbiamo inserito la informazione/formazione anche nei progetti che abbiamo in corso in modo da coinvolgere anche i beneficiari. Dato che in Uganda ancora non ci sono casi conclamati, agli espatriati abbiamo chiesto di dirci se vogliono rimanere o desiderano rientrare. In questo secondo caso vedremo come fare.

     

    Sara Fornasir – CVCS Centro Volontari Cooperazione allo sviluppo:

    In questi giorni siamo in contatto con la ns cooperante in Bolivia. Ci riferisce che ad oggi l’ambasciata non ha coinvolto gli espatriati in alcuna comunicazione sull’emergenza Covid 19 e che non hanno indicazioni specifiche. Voi avete altre segnalazoni analoghe da Ong Focsiv presenti nel paese?

    La nostra Sara penserebbe di fermarsi a La Paz ma onestamente siamo un pò preoccupati per le possibili evoluzioni in un paese non attrezzato dal punto di vista sanitario.