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    IL NUOVO FONDO UE PER LA PACE POTREBBE INCLUDERE LA FORNITURA DI ARMI AI PAESI PARTNER DEL SAHEL

    L’Alto rappresentante dell’Unione europea (Ue) Federica Mogherini ha proposto un nuovo fondo europeo per la pace (EPF) di 10,5 miliardi di euro, strumento al di fuori del bilancio , che contribuirà a migliorare la capacità dell’Unione europea per prevenire i conflitti, costruire la pace e garantire la sicurezza internazionale.

    Tra le possibili iniziative da finanziare attraverso il fondo ci sarebbe anche la fornitura di attrezzature militari, comprese armi letali, per i paesi partner in zone di crisi come la regione africana del Sahel.Il nuovo EPF verrebbe tenuto separato dal bilancio principale dell’UE per aggirare le regole del blocco contro il finanziamento di progetti militari.

    La Mogherini, ha dichiarato che l’EPF – che necessita dell’approvazione di tutti i paesi membri dell’Unione– renderebbe più semplice contribuire alla stabilizzazione di paesi come Mali, Somalia e Repubblica Centrafricana.”Il mondo vive in tempi difficili e ciò richiede una responsabilità e un ruolo dell’Unione Europea sulla scena globale”, ha detto la Mogherini, “Sia gli Europei che i nostri partner nel mondo si aspettano che l’Unione garantisca condizioni di sicurezza all’interno dei suoi confini e oltre”.

     

    Le decisioni riguardo alle destinazioni del fondo EPF saranno prese dagli stessi paesi membri, attraverso il Consiglio d’Europa. Un rappresentante dell’Unione ha riportato che qualsiasi decisione di finanziamento delle armi sarebbe fatta tenendo conto dei valori umani su cui si fonda l’Unione ed esclusivamente in “casi molto limitati e dopo attenti controlli”.

    La Commissione spera di ottenere l’approvazione per l’EPF dai governi nazionali dell’UE nella prima metà del prossimo anno, in modo che si possa iniziare a realizzare le azioni del Fondo  il 1 ° gennaio 2021.

    Ma fonti diplomatiche riportano che la questione della fornitura di armi da parte dell’UE non è stata discussa formalmente dai ministri europei, e da parte di alcuni paesi, in particolare quelli con una storia di neutralità, potrebbero esserci molte riluttanze.

    Il fondo spera di migliorare inoltre l’efficacia delle missioni di addestramento dell’UE in Africa. L’anno scorso, il Burkina Faso, il Ciad, il Mali, la Mauritania e il Niger hanno deciso di istituire una forza congiunta nota come G5 con 5.000 soldati, con il mandato di combattere i jihadisti nella vulnerabile cintura del Sahel.

    La FOCSIV vede con preoccupazione la crescente tendenza dell’Unione a costituirsi come fortezza e la palese contraddizione tra sostegno armato e promozione della pace. Dopo duemila anni continua a vigere la massima “se vuoi la pace prepara la guerra”. Dopo duemila anni non abbiamo ancora capito nulla.