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    La conferenza episcopale austriaca disinveste dai combustibili fossili

    In Italia FOCSIV è diventata un punto di riferimento per la promozione della giustizia climatica e ha gettato le basi per un concreto impegno sulla sensibilizzazione al disinvestimento cattolico. La Federazione prosegue il proprio lavoro in questa direzione in quanto membro del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (GCCM), una coalizione di più di 400 organizzazioni cattoliche da tutti i continenti.


    Da anni FOCSIV e GCCM chiedono alle istituzioni cattoliche di disinvestire dalle compagnie di combustibili fossili iniziando un processo da concludere in 5 anni, decidendo di non impegnare risorse in proprietà dirette e ogni altro fondo indiretto che possa includere azioni quotate e obbligazioni di società di combustibili fossili.

    È per questo che accogliamo con entusiasmo la recente decisione della Conferenza Episcopale Austriaca. Il 22 marzo 2019, infatti, il Cardinale Christoph Schönborn, Presidente della Conferenza Episcopale Austriaca, ha annunciato che la Conferenza Episcopale disinvestirà da tutte le imprese che estraggono o producono combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale). Questa decisione include tutti gli investimenti finanziari della conferenza episcopale, tutte le diocesi austriache e tutte le altre istituzioni nella loro sfera.

    La comunità cattolica è ben rappresentata in Austria, dove circa il 50% della popolazione è cattolico. In tutto il mondo, istituzioni cattoliche stanno svolgendo un ruolo di leadership nel prendere azioni concrete per affrontare la crisi climatica. L’Austria è la terza conferenza episcopale che annuncia il disinvestimento dalle fonti fossili, seguendo quanto già intrapreso da Belgio ed Irlanda.

    Queste conferenze episcopali si uniscono ad altre circa 120 istituzioni cattoliche che si sono impegnate a disinvestire, tra cui grandi banche cattoliche tedesche. Tali istituzioni cattoliche rientrano in un totale globale di oltre 1000 istituzioni valutate in oltre 8,5 mila miliardi di dollari che hanno disinvestito.

    La decisione dei Vescovi Austriaci arriva dopo la conferenza in Vaticano sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che prevedono azioni urgenti sui cambiamenti climatici, e fa seguito ai chiari appelli che Papa Francesco ha lanciato sull’uso dell’energia, come la Sua dichiarazione ai dirigenti delle principali compagnie di combustibili fossili in cui il Santo Padre ha sottolineato che “la civiltà richiede energia, ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà!”

    La leadership delle istituzioni Cattoliche è in linea con un forte impegno anche nel mondo laico. A novembre, il Presidente dell’Austria ha incontrato pellegrini cattolici che hanno camminato per 1.500 km dal Vaticano alla sede dei negoziati sul clima delle Nazioni Unite ed ha guidato la Dichiarazione per la Climate Ambition che è stata firmata da 19 capi di Stato. A luglio, il parlamento d’Irlanda si è impegnato a disinvestire dai combustibili fossili tanto quanto la Conferenza Episcopale Irlandese.

    Il Cardinale Christoph Schönborn, Presidente della Conferenza Episcopale Austriaca, ha dichiarato: “I mezzi finanziari della Chiesa non devono esercitare un’influenza distruttiva sul clima del nostro pianeta”.  La dichiarazione completa del Cardinale Schönborn è qui.

    Tomás Insua, direttore esecutivo del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, ha dichiarato: “Il disinvestimento dai combustibili fossili della Conferenza Episcopale Austriaca è un passo profetico per la giustizia climatica. La comunità cattolica mondiale sta assumendo una leadership audace per proteggere le persone vulnerabili che urgentemente chiedono un cambiamento di rotta. Abbiamo solo pochi anni per piegare la curva delle emissioni di gas serra, e questa leadership visionaria da parte dei vescovi dell’Austria è un enorme passo nella giusta direzione”.

    Il Vescovo Werner Freistetter, responsabile per gli Affari Internazionali della Conferenza Episcopale Austriaca, accoglie favorevolmente l’annuncio e afferma: “Chiediamo alle altre istituzioni di unirsi al movimento di disinvestimento con i propri impegni, al fine di preservare la nostra casa comune per le generazioni attuali e future.”

    Anja Appel, direttrice dell’Ufficio di coordinamento della Conferenza episcopale austriaca (KOO), ha dichiarato: “Noi Cristiani e  le nostre istituzioni abbiamo la responsabilità di prenderci cura del Creato e lavorare per la giustizia globale. Rientriamo in quella parte della popolazione mondiale che produce la maggior parte delle emissioni di gas serra e quindi, naturalmente, dobbiamo combattere la sua causa principale – l’uso di combustibili fossili. Questo importante passo mostra lo sforzo coerente dei vescovi austriaci per uniformarsi alle richieste dell’Accordo sul clima di Parigi.”