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    Le migrazioni per città e comunità sostenibili

    Le migrazioni sono uno dei temi più importanti per lo sviluppo sostenibile del nostro pianeta, delle nazioni e in particolare delle città. Perché la grande maggioranza dei migranti si concentrano nelle città, partecipano al loro sviluppo lavorando, e al contempo richiedono politiche di integrazione, per rendere le stesse città sostenibili socialmente ed ambientalmente. E’ questo il tema del caso studio condotto da Action Aid Hellas, partner del progetto Volti delle Migrazioni, qui commentato e scaricabile.

    Sono diversi gli obiettivi dello sviluppo sostenibile che riguardano le migrazioni e le città, come: l’accesso ad una istruzione di qualità (obiettivo 4); l’eguaglianza tra i generi e quindi la partecipazione delle donne migranti alla vita delle città, contrastando fenomeni di degrado sociale come lo sfruttamento sessuale (ob.5); l’accesso al lavoro e la protezione dei diritti delle donne migranti (ob.8); la creazione di canali regolari e sicuri per le migrazioni riducendo le disuguaglianze e quindi promuovendo le pari opportunità (ob.10); la creazione di città sostenibili dove anche i migranti abbiano accesso a condizioni di vita dignitose, a una casa, a servizi sociali fondamentali (ob.11); la promozione della giustizia sociale combattendo tutte le forme di discriminazione, anche verso i migranti, riconoscendo loro una identità legale (ob.16); infine sostenere un partenariato globale per la realizzazione di tutti gli obiettivi, in particolare nei paesi più poveri.

    Particolarmente importante è oggi sostenere il ruolo delle città nell’accogliere rifugiati e migranti con politiche di resilienza soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ciò richiede un impegno di pianificazione e realizzazione di infrastrutture, insediamenti abitativi, reti di servizi capaci di rispondere ai bisogni di una popolazione che si concentra sempre di più nelle città e che è sempre più mobile.  Ci vogliono politiche olistiche che valorizzino il ruolo e il contributo delle organizzazioni della società civile.

    Una questione particolare è l’integrazione delle donne migranti nelle città. Nel caso greco, il 23% dei rifugiati consiste di donne. Molte delle quali hanno subito discriminazioni e violenze. Sono senza il sostegno della famiglia e abbandonate a sé stesse. Le donne sono poi vittima di pregiudizi culturali e ostacoli burocratici che le marginalizzano in ruoli subalterni, minando la loro partecipazione alla vita attiva, alle relazioni sociali e al mondo del lavoro.

    Le Regioni e le Città hanno ruolo speciale da giocare nel favorire l’integrazione sociale ed economica nelle comunità locali. Uguale attenzione deve essere rivolta sia alle comunità ospitanti che ai migranti. I migranti devono essere messi nelle condizioni di contribuire attivamente allo sviluppo locale a beneficio di tutti, e quindi anche delle comunità ospitanti. Le Municipalità e le organizzazioni della società civile devono lavorare assieme. Una esperienza interessante in questo senso è il Centro di Coordinamento di Atene per i rifugiati e i migranti.

    Per saperne di più leggi il documento scaricabile qui