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    L’indice di povertà multidimensionale 2019 punta l’attenzione sulle disuguaglianze

    Il primo obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG1) è quello di porre fine alla povertà in tutte le sue forme e dimensioni. Sebbene spesso definita secondo il criterio reddituale, la povertà può essere descritta anche in termini di privazioni che le persone affrontano nella loro vita quotidiana.


    Per fare ciò, la Oxford Poverty & Human Development Initiative  e lo United Nations Development Programme hanno sviluppato l’indice globale multidimensionale della povertà (MPI), per misurare i progressi rispetto al primo obiettivo dell’Agenda 2030 e mettere a confronto la povertà multidimensionale acuta per oltre 100 paesi e 5,7 miliardi di persone. Il MPI globale esamina le condizioni di deprivazione di una persona attraverso 10 indicatori relativi alla salute, all’istruzione e al tenore di vita e offre uno strumento per identificare chi è povero e in che misura lo è. L’aggiornamento del 2019 dell’MPI globale copre 101 paesi – 31 a basso reddito, 68 a medio reddito e 2 ad alto reddito e i dati si riferiscono al periodo 2007-2018.

    L’MPI globale è disaggregato per fasce di età e aree geografiche per mostrare la povertà all’interno dei paesi. E ‘anche suddiviso per indicatori per evidenziare quali privazioni caratterizzano la povertà e ne guidano la riduzione o l’aumento.

    Principali conclusioni del rapporto

    • In 101 paesi, 1,3 miliardi di persone (23,1%) sono multidimensionalmente povere.
    • Due terzi dei poveri multidimensionali vivono in paesi a medio reddito.
    • La povertà multidimensionale varia enormemente all’interno di un paese. Ad esempio, il tasso di povertà multidimensionale dell’Uganda (55,1 %) è vicino al valore medio dell’Africa sub sahariana (57,5%), ma l’incidenza della povertà multidimensionale nelle province dell’Uganda varia sensibilmente, passando dal 6% di alcune province al 96,3% di altre.
    • 663 milioni di poveri multidimensionali sono bambini al di sotto dei 18 anni e 428 milioni hanno meno di 10 anni.
    • Il focus di quest’anno sulla povertà infantile in Asia meridionale rivela una notevole diversità. In media, il 10,7% delle ragazze dell’Asia meridionale non frequenta la scuola e vive in una famiglia multidimensionalmente povera; in Afghanistan, quella percentuale sale al 44%.
    • Dei 10 paesi nei quali sono stati analizzati i cambiamenti nel tempo, l’India e la Cambogia hanno ridotto i loro valori MPI, includendo anche i più poveri.
    • Esistono ampie variazioni da un paese all’altro per quanto riguarda la disuguaglianza tra i poveri multidimensionali – cioè, nell’intensità della povertà vissuta. Ad esempio, Egitto e Paraguay hanno valori di MPI simili, ma la disuguaglianza tra le persone multidimensionalmente povere è notevolmente più alta in Paraguay.
    • C’è poca o nessuna relazione tra le disuguaglianze economiche (misurate attraverso il coefficiente di Gini ) e il valore MPI.
    • Nei 10 paesi selezionati per i quali sono stati analizzati i cambiamenti nel tempo, le privazioni sono diminuite più rapidamente tra i più poveri, il 40% della popolazione, che tra la popolazione totale.

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