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    Il presidente Cattai “E’ fondamentale formare e accompagnare”

    La vicenda Oxfam e le accuse anche ad altre organizzazioni umanitarie interpella la FOCSIV e i suoi soci. Il presidente Gianfranco Cattai ha rilasciato il 13 febbraio una intervista sul quotidiano Avvenire e il 14 febbraio a Radio Anch’io in cui spiega i possibili “antidoti” a situazioni del genere a partire da un forte contenuto valoriale e dal dotarsi, come la Federazione ha fatto nel 2016, di un regolamento approvato all’unanimità dalle sue 82 organizzazioni sulla tutela di minori e adulti vulnerabili.

     

    “Mai lasciare solo chi è sul campo”

    Lucia Capuzzi, Avvenire, 13 febbraio 2018

    “E’ da sempre una delle nostre preoccupazioni fondamentali. Gli operatori umanitari dovranno agire in “condizioni limite”. Dobbiamo, dunque, formarli e accompagnarli affinché il loro comportamento sia all’altezza delle circostanze. Non si tratta di moralismo. Il fatto è che noi non ci limitiamo a realizzare degli interventi tecnici nel Sud del mondo. Costruiamo relazioni con tale parte del pianeta, al cui interno portiamo avanti dei valori. Un comportamento individuale improprio compromette, pertanto, il senso dell’intero progetto». Gianfranco Cattai è consapevole della “sfida” di fare cooperazione. «È una grande responsabilità», sottolinea il presidente della Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario (Focsiv), nata nel 1972 sull’onda dell’enciclica Populorum progressio. Per tale ragione, la Federazione – che ora include 82 organizzazioni – si è dotata, nel 2016, di un regolamento, approvato all’unanimità, sulla tutela di minori e adulti vulnerabili.

    Che cosa prevede tale normativa?

    Si fonda su quattro pilastri: sensibilizzazione, prevenzione, segnalazione e risposta. In primo luogo, ci impegniamo ad assicurare che il personale sia consapevole dei problemi legati all’abuso e allo sfruttamento sessuale di bimbi e adulti vulnerabili. Abbiamo, inoltre, predisposto dei meccanismi di prevenzione e segnalazione per garantire un intervento adeguato in risposta a un’eventuale segnalazione.

    Come si fa prevenire un comportamento “inappropriato” o addirittura un reato?

    La formazione è fondamentale. La durata del corso, previsto per volontari e operatori prima della partenza, varia in base all’organizzazione: in esso la gestione della sessualità e dell’affettività occupa una parte importante. In genere, si parla di due, tre mesi durante i quali gli aspiranti cooperanti si sottopongono a incontri periodici con gli psicologi. La preparazione è pesante, tanto che molti mollano. Un segnale di “efficacia” del corso: il lavoro sul campo è durissimo, è giusto che lo affronti solo chi se la sente. Oltre alla formazione, però, è necessario l’accompagnamento di operatori e volontari.

    In che modo si svolge?

    È importante non lasciare le persone sole. Non solo in senso letterale. Chi sta sul campo deve sapere di essere sostenuto da altri. Di avere qualcuno con cui sfogarsi, su cui poter contare. Il gruppo, inoltre, riduce il rischio di comportamenti scorretti.

    È previsto l’obbligo di segnalare chi sbaglia?

    Certo. Il nostro codice di condotta interna lo prevede da sempre e il regolamento del 2016 lo ribadisce, prevedendo quattro fasi: segnalazione, documentazione, investigazione e azioni da intraprendere se l’abuso è confermato. Non è solo una questione di credibilità. È in gioco il significato stesso del nostro lavoro.

     

    Il 14 febbraio, invece, Gianfranco Cattai è intervenuto nella puntata delle 9.10 di Radio Anch’io dichiatrando “la mia solidarietà a Roberto Barbieri e a Oxfam Italia”. Il presidente FOCSIV ha poi ribadito l’importanza dell’accompagnamento a chi è sul campo che non va lasciato solo, iniziando dalla selezione e dalla formazione perché “occuparsi di cooperazione è una grande responsabilità”.

    Scarica qui il pdf dell’articolo su Avvenire

    Ascolta qui l’intervista a Radio anch’io dal minuto 50 al minuto 65 circa