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    Saluto Ministra delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, Sen. Teresa Bellanova alla presentazione del Rapporto I Padroni della Terra

     

     

    16 ottobre 2020

    Presentazione del terzo rapporto

    “I padroni della terra. L’accaparramento della terra:

    conseguenze su diritti umani, ambiente e migrazioni”

     

    Saluto Ministra delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, Sen. Teresa Bellanova

    Buongiorno a tutte e tutti voi,

    un caloroso saluto al Presidente del Focsiv Gianfranco Cattali, a Jean Leonard Touadi, senior advisor della Fao, a Cristina Duranti, direttore di Good Shepherd International Foundation, alla collega Loredana De Petris, a tutti gli ospiti e i partecipanti a questa giornata.

    Ringrazio per questo gradito invito alla presentazione del terzo rapporto “I padroni della Terra. L’accaparramento della terra: conseguenze sui diritti umani, ambiente e migrazioni” e in particolare per aver voluto condividere una riflessione così profonda e accurata su un fenomeno devastante come quello dell’accaparramento delle terre – il land grabbing – a danno delle comunità locali e dei popoli indigeni.

    Un rapporto lucido, puntuale, ad ampio raggio, che illustra la pervasività di questa pratica e di come continui a dilagare nei paesi più poveri del nostro pianeta. Con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: migrazioni forzate, il disastro socio-ambientale e territoriale, mancanza di cibo.

    Oggi, proprio in occasione del World Food Day, diciamo con forza che la dignità delle persone passa anche dal diritto al cibo. Ed è nostro compito prenderci cura di chi ha fame, di chi è privato della propria terra, di chi è costretto a fuggire alla ricerca di luoghi e comunità dove poter ripensare il proprio futuro.

    Fame zero, sicurezza alimentare, agricoltura e agroalimentare sostenibili, qualità, sicurezza, sostenibilità del cibo dal campo e dal mare alla tavola: sono gli obiettivi che ci siamo posti. La qualità e la sicurezza alimentare sono direttamente connesse con la tutela e la salvaguardia del territorio, del paesaggio e di risorse preziosissime come il suolo, l’acqua e l’aria.

    Sovranità territoriale, diritto all’autodeterminazione dei popoli e sfruttamento del suolo sono temi che l’Onu e la Fao affrontano da oltre cinquanta anni. Non possiamo ad esempio, non ricordare, la Risoluzione delle Nazioni Unite del 1962, proprio in tema di sovranità permanente dei popoli e delle Nazioni sulle risorse naturali, o la più recente Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni.  E ancora le Linee Guida su una responsabile gestione delle terre, della pesca e delle foreste per combattere l’accaparramento delle terre approvate nel 2012 da parte del Comitato di sicurezza alimentare mondiale della Fao, in cui vengono indicati i criteri che le autorità nazionali dovrebbero adottare per la salvaguardia del diritto dei popoli all’accesso alle proprie terre, acque e foreste.

    Perché l’accaparramento delle terre è un male che viene da lontano, e perché le sue vittime sono popoli, intere etnie, famiglie, uomini, donne, e bambini, cui spesso non è garantita neanche una soglia minima di accesso al cibo. La nuda terra e la nuda vita qui si mostrano, come sono, saldamente intrecciate.

    Nel libro vengono avanti i casi dell’Amazzonia e del Congo, la resistenza – nel primo caso – dei popoli indigeni contro le grandi società petrolifere e finanziarie che strappano ogni giorno metri e metri della loro terra, o la parabola di un territorio stravolto dall’estrazione del cobalto. Casi limite che chiamano fortemente in gioco il principio di sostenibilità.

    Come ho più volte ribadito anche nelle sedi internazionali, la sostenibilità deve rappresentare il nostro prioritario punto di caduta a condizione che riesca ad integrare il pilastro sociale, quello economico e quello ambientale.

    Non ci può essere buona vita e buon cibo senza la tutela del suolo, della terra, dell’aria, dell’acqua, del paesaggio e della biodiversità.

    Il futuro verde, quello che abbiamo in mente, passa necessariamente da qui, e deve vedere come centrale il ruolo dell’agricoltura, e della sostenibilità della produzione, trasformazione, distribuzione del cibo. Quando parliamo di diritto dei consumatori a conoscere l’origine del cibo parliamo di questo e parliamo di questo anche quando lavoriamo per impedire lo spreco alimentare.

    L’agricoltura del futuro deve essere capace di parlare sempre più e sempre meglio alle nuove generazioni, la più straordinaria leva per l’innovazione, insieme alle donne, su cui fare affidamento.

    Non a caso, nell’ investire risorse importanti – 300 milioni – nel Fondo per le emergenze alimentari, ho parlato di diritto al cibo, e cibo di qualità per tutti, proponendolo come valore da affermare in Costituzione, diritto inalienabile.

    La pandemia ha evidenziato a tutti noi la strategicità della filiera agroalimentare e al tempo stesso che l’accesso al cibo non è scontato.

    Per questo sostenibilità e resilienza del sistema agricolo sono obiettivi per noi indiscutibili. L’agricoltura, quella che noi abbiamo in mente, significa cura e tutela del suolo e del paesaggio, e al contempo cura di beni come aria e acqua.

    Un paradigma lontano anni luce dal landgrabbing.

     

    Auguro a tutte e tutti voi ottima discussione, nella certezza di occasioni future per proseguire il lavoro comune.