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    Un “Sì” all’accoglienza ed un appello per una politica europea sull’ immigrazione dagli adulti scout del Masci e da Focsiv

    Lo scorso 3 maggio, Focsiv e Masci hanno firmato un appello congiunto al fine di riconsiderare le politiche migratorie nazionali ed europee e chiedendo che esse siano sempre ispirate ai valori dell’accoglienza e della solidarietà umana.

    Le migrazioni rappresentano una questione calda nella politica e nelle società europee. Fonte di confronti aspri e di tensione sociali. Passa invece sotto silenzio la grande opera di centinaia di migliaia di volontari e persone di buona volontà che offrono accoglienza e accompagnamento all’integrazione sociale, difesa dei diritti umani e opportunità di emancipazione per tutti.

    Masci e Focsiv sono impegnati da tempo per una visione positiva delle migrazioni, pur non trascurando le difficoltà esistenti. In una Europa sempre più vecchia e chiusa su sé stessa, le migrazioni possono rappresentare un contributo umano significativo per lo sviluppo del continente così come dei paesi di transito e di origine, se ben governata e valorizzata.

    Per superare le divisioni sociali e tra paesi membri occorre promuovere una nuova cultura e una nuova politica europea basata sul rafforzamento dell’accoglienza e della protezione umanitaria, sulla tutela dei diritti umani dei migranti, che si faccia carico del grande problema dei minori non accompagnati, con misure per l’integrazione diffusa nell’ambito di una più forte collaborazione tra istituzioni e volontariato, in una visione comune di sviluppo sostenibile.

    E’ questa la visione del global compact sulle migrazioni in corso di negoziazione presso le Nazioni Unite a cui l’Unione europea sta partecipando, per una migrazione regolata e sicura per il bene comune. Questa visione per concretizzarsi ha bisogno però di alcune scelte politiche a cui facciamo appello:

    • addivenire al più presto alla riforma del regolamento di Dublino e alla creazione di un vero sistema di asilo europeo condiviso e solidale tra i paesi membri;
    • riconsiderare i cosiddetti migration compact o “Patto sulla Migrazione” in modo da condividere di più la solidarietà verso i rifugiati e le persone che soffrono di insicurezza umana, evitando di creare delle zone di cuscinetto ove contenere i migranti, vere forme di nuovo apartheid
    • sostenere di più i salvataggi, i corridoi umanitari, i programmi della società civile di sponsorhip e le operazioni di reinsediamento in tutta Europa
    • evitare la militarizzazione delle frontiere e agire invece con migliori operazioni transnazionali di intelligence sui trafficanti di essere umani
    • prevedere migliori canali regolari per le diverse forme di migrazione, da quelle per motivi di lavoro a quelle per ricongiungimenti familiari
    • moltiplicare le attenzioni e le risorse per i diritti dei minori non accompagnati valorizzando il ruolo della famiglia, non solo in Europa, ma anche nei paesi di transito: la cooperazione ha un ruolo essenziale per tutelare i minori lungo le vie di mobilità, per assicurarne l’accoglienza assolutamente fuori dai centri di detenzione
    • facilitare e sostenere chi offre rifugio in collaborazione stretta tra stati e organizzazioni della società civile
    • investire sui giovani, europei e migranti, per promuovere l’interculturale, l’inclusione sociale ed economica, la loro emancipazione per lo sviluppo sostenibile
    • Tutelare i diritti delle minoranze migranti contro la xenofobia e il razzismo