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    I risultati della COP 22 ed i nuovi impegni di FOCSIV per il clima

    Il 18 Novembre si è conclusa la Conferenza ONU sul clima COP 22. In attesa di approfondire alcuni aspetti chiave discussi nel corso della Conferenza, riportiamo le decisioni chiave prese durante la Conferenza.

    La COP22 ha ribadito che i Paesi si sono impegnati a implementare tutti gli elementi dell’accordo di Parigi ponendo un forte accento sul periodo post-2020. Nonostante i risultati delle elezioni americane, le Parti hanno dichiarato chiaramente che il lavoro deve essere svolto da tutti in maniera collaborativa, conformemente agli impegni presi con il deposito degli strumenti di ratifica. La prossima conferenza COP 23 sarà organizzata dalle Isole Fiji, ma ospitata a Bonn per questioni logistiche, mentre la Polonia ospiterà la Cop 24 nel 2018. E’stata riconosciuta l’urgenza di iniziare ad implementare azioni concrete che conducano a risultati tangibili, sottolineando che devono essere incrementati con urgenza gli impegni per il 2020. L’UE ha ribadito più volte la propria leadership in tema di azione per il clima ma a queste dichiarazioni non sono seguite azioni efficaci.

    Il Forum sulla vulnerabilità climatica (CVF) presieduto dall’ Etiopia e composto da 48 Paesi ha annunciato la transizione verso la carbon neutrality (quindi situazione in cui il saldo di emissioni rilasciate nell’atmosfera è minore o uguale a zero) ed un impegno per il 100% di energie rinnovabili entro la metà del secolo. In questo senso, Il CVF terrà un vertice di monitoraggio per la decarbonizzazione nel 2018.

    Entro il 2018 deve esserci il completamento del Paris Rulebook che definisca i dettagli per l’implementazione dell’Accordo di Parigi, ribadendo che da ora fino al 2018 le Parti devono aumentare i propri impegni al fine di colmare il gap in termini di mitigazione.

    Confermato il Fondo verde per il Clima di 100 miliardi di dollari ma non vi è stata alcuna indicazione su come la finanza di lungo termine sarà ampliata, prevedendo solo dei workshop nel 2017 e 2018 a tal proposito. Molto spinosa la questione della Finanza per l’adattamento in quanto, nonostante sia stata riconosciuta l’operatività del fondo per l’adattamento come strumento di implementazione dell’Accordo di Parigi, nel corso delle due settimane c’è stato un ostinato rifiuto da parte dei ministri dei paesi sviluppati di colmare il gap nelle risorse necessarie per l’adattamento. Qualche annuncio in tal senso è stato fatto: Germania (50 milioni di euro), Svezia (100 milioni di corone svedesi), Italia (5 milioni di euro) e altri per un totale di impegni pari a circa 81 milioni di dollari.

    In sede SBSTA (organo sussidiario di consulenza scientifica e tecnica dell’UNFCCC) i negoziati sull’agricoltura sono stati praticamente fermi e le parti hanno deciso di posticipare il lavoro alla prossima intersessione nel maggio 2017. In particolare l’UE ha presentato una proposta sulle modalità per affrontare mitigazione e adattamento in agricoltura mentre il gruppo G77 ha presentato invece un progetto unico in materia di adattamento. Durante la plenaria di chiusura, molte parti hanno mostrato la propria delusione sulla mancata possibilità di trovare un terremo comune su cui negoziare in termini di agricoltura. Sono state lanciate tuttavia delle iniziative parallele (AAA e 4×1000) che vedono in prima linea attori economici (Syngenta, Danone e altri) con le proprie fondazioni.

    In termini di diritti umani c’è stato qualche progresso per l’integrazione della parità di genere, il riconoscimento del valore delle conoscenze tradizionali e indigene nella progettazione delle modalità di attuazione dell’accordo di Parigi e per aumentare l’importanza del capacity building dei paesi in via di sviluppo per affrontare le sfide climatiche.

    Ricordiamo i vari documenti promossi e prodotti da FOCSIV  in occasione di Cop 22 che aiutano a comprendere maggiormente e contestualizzare i punti sopra presentati: La Dichiarazione Interreligiosa per Cop 22, il documento La nostra terra vale più del carbonio, la lettera The Sky’s limit per la cessazione dei combustibili fossili, il paper Il percorso verso l’obiettivo 1.5 ed il documento della Coalizione Italiana Clima.

    Inoltre segnaliamo che in rete è possibile trovare il materiale presentato nel corso del side event “Live from COP22: Hot Climate News & What’s Next for Catholics”, organizzato da CIDSE e GCCM, partner europei ed internazionali con cui FOCSIV è sempre più impegnata nella promozione del movimento per il disinvestimento dai combustibili fossili e con cui sta organizzando un Simposio Internazionale sul disinvestimento per il mondo cattolico a Roma il 27 gennaio.

    L’evento sarà anche l’occasione anche per lanciare un impegno congiunto con One for All, una nuova campagna che riunisce soggetti del mondo cattolico, filantropico e della cooperazione internazionale per mobilitare nuove forme di capitale, nuove azioni di advocacy e supporto tecnico per porre fine alla povertà energetica con l’utilizzo di energia pulita entro il 2030.