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    GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIA: SERVE PIU’ IMPEGNO DA PARTE DEGLI STATI

    Il 17 maggio è  la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (o Idahobit, acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia), una ricorrenza promossa dall’Unione Europea che si celebra dal 2004, dopo 14 anni dalla decisione (17 maggio 1990) di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    La giornata è stata istituita per promuovere e coordinare eventi di sensibilizzazione a livello internazionale e per contrastare qualsiasi forma di discriminazione e violenza. Nel 2007, in seguito alle dichiarazioni di alcune autorità polacche contro la comunità LGBT, l’Unione europea ha istituito ufficialmente la giornata contro l’omofobia sul suo territorio.

    Il 2017 sarà ricordato come un anno molto duro per la comunità lgbt in Europa: notizie scioccanti di persecuzioni mirate da parte delle forze dell’ordine sulla base dell’orientamento sessuale (reale o percepito) delle persone e dell’identità di genere. Ad esempio, in Cecenia, oltre 100 omosessuali (o uomini percepiti come gay) sono stati arrestati, detenuti o rapiti tra febbraio e aprile 2017. Secondo quanto riferito, erano trattenuti in luoghi di detenzione non ufficiali e sottoposti a gravi maltrattamenti e umiliazioni. In Azerbaijan, omosessuali e persone transgender sono stati arrestati, picchiati e sottoposti a visite mediche forzate.

    Questi sono solo due esempi delle conseguenze estreme a cui possono arrivare l’omofobia e la transfobia.

    Si tratta ancora oggi di un problema tristemente diffuso: le discriminazioni, le violenze quotidiane  e i radicati pregiudizi verso il loro orientamento sessuale e identità di genere continuano ad impedire alle persone lgbt di vivere liberamente e in sicurezza.

    Queste discriminazioni devono finire e devono finire ora: le autorità nazionali ed internazionali hanno il dovere morale di garantire parità di diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender e intersessuali.

    Nessuno di noi può vivere e godere dei nostri diritti e libertà se questo diritto non è garantito a tutti.

    Focsiv condivide l’appello del Commissario per i diritti umani dell’Unione Europea, Dunja Mijatović , che invita le autorità nazionali di tutti gli stati membri del Consiglio d’Europa a inviare un messaggio inequivocabile affinché non venga più tollerata alcuna forma di discriminazione o attacco contro le persone LGBTI, indagando su eventuali casi di violenza e perseguendo i responsabili. Le autorità devono iniziare fin da subito ad investire maggiori sforzi nella lotta all’omofobia e alla transfobia nelle nostre società.

    Come ogni anno, il 17 maggio Arcigay diffonde il report degli episodi di omotransfobia avvenuti e raccontati nel corso degli ultimi 12 mesi in Italia, testimoniando attraverso una serie di immagini le forme e le modalità con cui le persone lgbt subiscono discriminazioni. Rispetto al 2016, anno in cui vi era stato un acceso dibattito sulle unioni civili che aveva dato visibilità alla comunità lgbt, i casi di violenza censiti sono scesi a 119.

    Nonostante la tensione mediatica si sia notevolmente ridotta rispetto al 2016, l’omotransfobia ha ancora connotati molto allarmanti. Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, ha commentato “Osservando le storie che compongono il nostro rapporto, sono diversi gli elementi che meritano di essere sottolineati: innanzitutto tra le 119 storie ci sono ben 4 omicidi, tre di ragazzi molto giovani, tutti riconducibili a un movente omotransfobico”.

    Focsiv e i suoi soci lavorano con grande impegno alla costruzione di società giuste, inclusive e solidali e per questo condanna fermamente  qualsiasi forma di discriminazione o violenza.  Come riportato da Dunja Mijatović, “tutti gli esseri umani sono nati con gli stessi diritti e pari dignità. Le persone LGBT non chiedono diritti aggiuntivi o nuovi. Hanno il diritto di godere della stessa libertà e protezione di cui godono tutti gli altri. Sono accanto alla comunità e a tutti gli attivisti che combattono ogni giorno per difendere i propri diritti, per una vita senza violenza e discriminazione. Nonostante alcuni passi indietro, ci sono state delle straordinarie conquiste e grandi progressi nell’arco di pochi anni. Come commissario per i diritti umani, continuerò sempre a difendere e promuovere uguaglianza di diritti per le persone LGBTI, supportata dalla collaborazione dei Paesi membri.
    L’Agenda 2030 richiede il raggiungimento universale degli obiettivi di sviluppo sostenibile che porteranno alla realizzazione del benessere per tutti. In particolare, l’agenda sottolinea il principio del “non lasciare nessuno dietro“, concentrandosi così sui più emarginati ed esclusi. Ciò richiede politiche per affrontare le disuguaglianze nell’Unione europea e a livello globale, comprese le forme di discriminazione e le barriere basate sull’orientamento sessuale. L’organizzazione Stonewall ha recentemente pubblicato un interessante report dal titolo “The sustainable development goals and lgbt inclusion” in cui la difesa dei diritti lgbt diventa un tema trasversale per lo sviluppo sostenibile. In particolare il riferimento è all’obiettivo 10 “Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni”.

    Solo lavorando insieme, possiamo creare delle società aperte, giuste ed orgogliose della diversità umana.

     

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    Un “Sì” all’accoglienza ed un appello per una politica europea sull’ immigrazione dagli adulti scout del Masci e da Focsiv

    Lo scorso 3 maggio, Focsiv e Masci hanno firmato un appello congiunto al fine di riconsiderare le politiche migratorie nazionali ed europee e chiedendo che esse siano sempre ispirate ai valori dell’accoglienza e della solidarietà umana.

    Le migrazioni rappresentano una questione calda nella politica e nelle società europee. Fonte di confronti aspri e di tensione sociali. Passa invece sotto silenzio la grande opera di centinaia di migliaia di volontari e persone di buona volontà che offrono accoglienza e accompagnamento all’integrazione sociale, difesa dei diritti umani e opportunità di emancipazione per tutti.

    Masci e Focsiv sono impegnati da tempo per una visione positiva delle migrazioni, pur non trascurando le difficoltà esistenti. In una Europa sempre più vecchia e chiusa su sé stessa, le migrazioni possono rappresentare un contributo umano significativo per lo sviluppo del continente così come dei paesi di transito e di origine, se ben governata e valorizzata.

    Per superare le divisioni sociali e tra paesi membri occorre promuovere una nuova cultura e una nuova politica europea basata sul rafforzamento dell’accoglienza e della protezione umanitaria, sulla tutela dei diritti umani dei migranti, che si faccia carico del grande problema dei minori non accompagnati, con misure per l’integrazione diffusa nell’ambito di una più forte collaborazione tra istituzioni e volontariato, in una visione comune di sviluppo sostenibile.

    E’ questa la visione del global compact sulle migrazioni in corso di negoziazione presso le Nazioni Unite a cui l’Unione europea sta partecipando, per una migrazione regolata e sicura per il bene comune. Questa visione per concretizzarsi ha bisogno però di alcune scelte politiche a cui facciamo appello:

    • addivenire al più presto alla riforma del regolamento di Dublino e alla creazione di un vero sistema di asilo europeo condiviso e solidale tra i paesi membri;
    • riconsiderare i cosiddetti migration compact o “Patto sulla Migrazione” in modo da condividere di più la solidarietà verso i rifugiati e le persone che soffrono di insicurezza umana, evitando di creare delle zone di cuscinetto ove contenere i migranti, vere forme di nuovo apartheid
    • sostenere di più i salvataggi, i corridoi umanitari, i programmi della società civile di sponsorhip e le operazioni di reinsediamento in tutta Europa
    • evitare la militarizzazione delle frontiere e agire invece con migliori operazioni transnazionali di intelligence sui trafficanti di essere umani
    • prevedere migliori canali regolari per le diverse forme di migrazione, da quelle per motivi di lavoro a quelle per ricongiungimenti familiari
    • moltiplicare le attenzioni e le risorse per i diritti dei minori non accompagnati valorizzando il ruolo della famiglia, non solo in Europa, ma anche nei paesi di transito: la cooperazione ha un ruolo essenziale per tutelare i minori lungo le vie di mobilità, per assicurarne l’accoglienza assolutamente fuori dai centri di detenzione
    • facilitare e sostenere chi offre rifugio in collaborazione stretta tra stati e organizzazioni della società civile
    • investire sui giovani, europei e migranti, per promuovere l’interculturale, l’inclusione sociale ed economica, la loro emancipazione per lo sviluppo sostenibile
    • Tutelare i diritti delle minoranze migranti contro la xenofobia e il razzismo

     

     

  • Progetto senza titolo (9)

    Latte Fonte di vita – Il progetto di Iscos Lombardia per promuovere un’economia più umana

    Secondo i dati dall’ultimo rapporto Oxfam (2017) “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, tra il 1990 e il 2010 il numero di persone che vivono in una condizione di povertà estrema (meno di 1,25$ al giorno secondo i parametri delle Nazioni Unite) si è dimezzato ed è ancora oggi in costante riduzione[1]. Tuttavia, la disuguaglianza all’interno dei Paesi è aumentata, così come anche il numero di persone che restano escluse dai benefici della crescita economica[2].

    Secondo le stime della Banca Mondiale, senza colmare il divario tra ricchi e poveri, la povertà non potrà mai essere eliminata definitivamente. Anche se si riuscisse a ridurre la povertà al 3% entro il 2030 (e non eliminarla definitivamente come invece è indicato dal SDGs n. 1 delle Nazioni Unite), circa 200 milioni di persone continuerebbero a vivere con meno di 1.25 $ al giorno[3].

    Inoltre. anche quando parte della popolazione riesce ad uscire dalla povertà più estrema, molti rimangono spesso soggetti al costante rischio di tornare nella condizione di partenza, a causa di alti debiti contratti e della difficoltà di riuscire a soddisfare il fabbisogno alimentare delle proprie famiglie.

    Queste situazioni sono state spesso aggravate dai moderni sistemi economici, in cui una piccola parte della popolazione mondiale si è arricchita e continua ad arricchirsi a svantaggio della maggioranza povera.

    Il World Inequality Report (2017) mostra che tra il 1980 e il 2016, l’1% più ricco della popolazione ha assorbito il 27% dell’incremento totale del reddito mondiale, mentre al 50% più povero è andata soltanto la metà di tale valore, ossia il 13%[4].

    Se non fosse un panorama già particolarmente negativo, basti pensare anche ai limiti ambientali del nostro pianeta per aggravare la situazione: una crescita economica così squilibrata è insostenibile, in quanto per far sì che ognuno possa disporre di più di 5 dollari al giorno, servirebbe un’economia 175 volte più grande di quella attuale, e questo porterebbe ad una catastrofe ambientale[5].

    Focsiv porta aventi progetti di sviluppo rurale proprio per migliorare le condizioni economiche e lavorative delle popolazioni in alcune aree del Sud e garantire soprattutto ai giovani un futuro lavorativo, così che non siano costretti ad abbandonare la campagna per cercare fortuna nei centri urbani.

    Per esempio, in Perù, il 21 % della popolazione vive sotto la soglia di povertà[6] (1.25 $ al giorno) e non può quindi vivere in condizioni dignitose. Questo sta provocando forti ondate migratorie dalle campagne ai centri urbani, tanto che il processo di urbanizzazione informale in zone come Chimbote, città sulla costa del Perù, costituisce uno dei fenomeni più significativi del XX secolo. In questo paese, la mancanza di risorse economiche sufficienti tra i migranti che si spostano nei centri urbani, porta spesso gli stessi a provvedere in autonomia all’occupazione di un terreno inospitale e all’autocostruzione di unità abitative monofamiliari.

    L’acquisizione della proprietà di un terreno in Perù richiede procedure burocratiche lunghe (l’appropriazione di un lotto può durare anche 20 anni), e le popolazioni rurali, spinte da esigenze urgenti di tipo economico e sociale, ricorrono per tanto a vie extra-legali di appropriazione dei terreni, dando origine al fenomeno delle così dette “invasiones”,  che di fatto consistono nell’occupazione indebita di terreni e la creazione di quartieri informali.

    L’obiettivo del progetto “Perù: Latte Fonte di Vita” di Iscos Lombardia, realizzato in Perù, nell’area di Pucayacu, punta a promuovere la nascita di una rete di “stalle familiari”, ossia piccoli allevamenti bovini a conduzione familiare o vicinale che sappiano auto-sostenersi economicamente e migliorare così le condizioni di vita della popolazione locale.  Tra le attività realizzate nell’ambito del progetto vi sono corsi di formazione biennali per ragazzi su allevamento, coltivazione dei terreni; acquisto di mucche d’alta quota per i ragazzi che hanno completato la formazione;sistemazione dei terreni;produzione di formaggio e vendita nei mercati locali.

    Si tratta di un progetto ambizioso, che ha incontrato a volte l’opposizione da parte di gruppi locali, interessati ai terreni fertili sui quali si concretizzano le iniziative di Iscos. In particolare, nel 2013, la comunità di Pucayacu è stata minacciata con una lettera anonima indirizzata al Seminario di Pomallucay dove risiede Padre Giorgio Barbetta, il coordinatore delle attività del progetto in loco. Nella lettera si intimava di abbandonare i terreni adibiti al progetto e di consegnare in un posto isolato una cospicua somma di denaro. Tuttavia, grazie all’intervento tempestivo delle autorità locali e alla tenace resistenza degli abitanti locali che hanno difeso il Seminario perchè riconosciuto come luogo d’aiuto e sostegno ai più poveri e come centro dell’attività educativa e formativa per la comunità locale, è stato scongiurato il peggio.

    Il modello costruito da Iscos Lombardia vuole proporre un sistema economico alternativo, che miri ad una economia più umana che mette al centro gli interessi dei più deboli, dei lavoratori comuni e dei piccoli agricoltori, spesso sfruttati e retribuiti con paghe irrisorie. Un’economia che tenga conto di uno “sviluppo umano integrale” come ricorda Papa Francesco può porre fine alla povertà, alle disuguaglianze e contribuire allo stesso tempo, ad un futuro più sostenibile per il pianeta.

    Uno sforzo globale per promuovere modelli economici inclusivi è l’unica strada per sradicare la povertà, realizzando entro il 2030 l’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

     

     

    [1]D. Hardoon e J. Slater, Inequality and the end of extreme poverty, Oxfam GB, 2015. https://policy-practice.oxfam.org.uk/publications/inequality-and-the-end-of-extreme-poverty577506

    [2]D. Hardoon e J. Slater, Inequality and the end of extreme poverty, Oxfam GB, 2015. https://policy-practice.oxfam.org.uk/publications/inequality-and-the-end-of-extreme-poverty577506

    [3]M. Cruz, J. Foster, B. Quillan e P. Shellekens, Ending Extreme Poverty and Sharing Prosperity: Progress and Policies, Banca Mondiale, 2015. http://pubdocs.worldbank.org/en/109701443800596288/PRN03Oct2015TwinGoals.pdf

    [4]F. Alvaredo, L. Chancel, T. Piketty, E. Saez e G. Zucman, Rapporto sulla Disuguaglianza Mondiale 2018, World Inequality Lab, 2017. http://wir2018.wid.world/

    [5] D. Woodward, Incrementum ad Absurdum: Global Growth, Inequality and Poverty Eradication in a Carbon-Constrained World. World Social and Economic Review. No. 4, 2015.

    [6]https://www.economist.com/the-americas/2018/05/12/a-warning-on-poverty-from-peru

  • Easy test

    Progetto EaSY: iniziata la fase di sperimentazione

    Nei primi giorni di aprile è iniziata la fase di sperimentazione (field test) del progetto “EaSY – Evaluate Soft skills in international youth volunteering”, un progetto di due anni finanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani all’interno del programma Erasmus Plus, coordinato da FOCSIV in collaborazione con FEC (Portogallo), LA GUILDE (Francia) , organizzazioni con grande esperienza nel volontariato internazionale e Elidea (Italia), psicologi delle risorse umane e del lavoro.

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  • AOFEP, Marocco Errachidia _ oasi

    FOCSIV per la resilienza climatica: il progetto TERO

    Lo scorso 1 marzo si è avviato il progetto TEROTerritoires Engagés pour la Résilience des Oasis, che si propone di rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici delle comunità delle oasi in Marocco, Mauritania e Tunisia, attraverso il coinvolgimento di giovani volontari locali.

    Un impegno, quello dei volontari locali, che potrà essere rafforzato in futuro dal supporto di volontari internazionali, ospitati presso le organizzazioni partner.

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    IL PARTENARIATO NELLA STRATEGIA NAZIONALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE (SNSVS)

    Mercoledì 30 maggio, presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, si terrà la conferenza “IL PARTENARIATO NELLA STRATEGIA NAZIONALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE (SNSVS)” promossa da Asvis e coordinata dall’AOI.

    La SNSVS, presentata al Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2017 e approvata dal CIPE il 22 dicembre 2017, è strutturata in cinque aree, corrispondenti alle cosiddette “5P” dello sviluppo sostenibile proposte dall’Agenda 2030: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership.

    Ciascuna area contiene scelte strategiche e obiettivi strategici per l’Italia, correlati agli SDGs globali dell’Agenda 2030. L’area Partnership, in particolare, riprendendo anche i contenuti del Documento Triennale di programmazione ed indirizzo per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, comprende il goal 17 nella sua dimensione “interna”, in Italia, ed “esterna”, con i Paesi partner.

    Le aree di intervento che la SNSvS individua come articolazioni in cui si realizza la Partnership – nazionale e internazionale – sono:

    • Governance, diritti e lotta alle disuguaglianze
    • Migrazione e Sviluppo
    • Salute
    • Istruzione
    • Agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare
    • Ambiente, cambiamenti climatici ed energia per lo sviluppo
    • La salvaguardia del patrimonio culturale e naturale
    • Il settore privato

    Il goal 17 è “il Goal dei grandi partenariati”, e questo evento fa dialogare soggetti diversi (società civile, enti locali, istituzioni, imprese, fondazioni) che partendo da esempi concreti di partenariato delle aree di intervento della SNSVS, metteranno a fuoco i punti di forza e le criticità che il partenariato nella diversità comporta, e la coerenza necessaria per un impatto positivo, per arrivare a individuare alcuni punti/raccomandazioni ai diversi soggetti della partnership.

    Clicca qui per scaricare il programma dell’evento.

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    Le criticità del finanziamento allo sviluppo dell’Unione Europea

    Lo scorso 23 aprile l’Unione Europea ha presentato al Vertice delle Nazioni Unite su finanza per lo sviluppo  a New York il primo rapporto sul suo impegno. Focsiv e Concord accolgono con favore il tentativo di garantire maggiore trasparenza agli sforzi dell’Unione per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma rilevano diverse criticità.

    Il rapporto dal titolo “Investing in Sustainable Development” si occupa di monitorare l’implementazione dell’Agenda di Addis Ababa (con cui le Nazioni unite nel 2015 hanno orientato  le iniziative di finanziamento allo sviluppo con riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile). Come accennato prima, si tratta della prima edizione del rapporto, in cui vengono aggregati i dati provenienti dai Paesi membri dell’Unione e dalle istituzioni europee. Diversi membri di Concord hanno preso parte all’evento di presentazione del rapporto e ad un incontro organizzato il giorno successivo dalla Commissione per presentare il contributo dell’UE all’attuazione dell’ambiziosa agenda di finanziamento per lo sviluppo.

    Nel presentare i principali risultati della relazione, il commissario UE, Neven Mimica, ha evidenziato alcuni elementi importanti: il recente consenso dell’UE allo sviluppo, il quadro di riferimento per l’impegno dell’UE in materia di cooperazione allo sviluppo e il ruolo dell’UE come principale donatore a livello internazionale. Il rapporto mette in evidenza come il finanziamento degli Stati membri rappresenti la metà degli aiuti a livello globale, per un valore di più di 75 miliardi di euro. Il target dello 0.7% del Reddito Lordo Nazionale fissato dai Paesi più ricchi dell’Unione, è stato attualmente raggiunto solo da quattro.

    All’evento, la dottoressa Vera Songwe, segretaria esecutiva della Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite, ha sottolineato che mentre è importante garantire la mobilitazione delle risorse locali, la maggior parte dei Paesi africani non è in grado di mobilitare risorse aggiuntive su larga scala. Altrettanto importante, quindi, è che le risorse strategiche rimangano nel Paese. Ci si riferisce ad per esempio alle molte preziose materie prime che dovrebbero contribuire alla creazione di valore nel Paese di origine anche attraverso opportune strategie di industrializzazione. Attualmente, molti paesi ricchi di materie prime sono dai regimi commerciali imposti dagli esportatori di questi prodotti.

    Nell’ambito della cooperazione allo sviluppo viene garantita grande attenzione agli investimenti per il settore privato o le politiche commerciali, che continuano a concentrarsi però sugli interessi di internazionalizzazione dell’UE. In diversi punti il report afferma che i nuovi strumenti UE, come l’utilizzo dell’aiuto per mobilitare gli investimenti privati,  possono contribuire alle strategie commerciali e di industrializzazione definite dagli stessi governi africani, dove però le grandi imprese europee giocano un ruolo preponderante.

    Vengono inoltre riportati gli ambiziosi piani dell’UE sul blending, ovvero la miscelatura tra doni, prestiti e nuovi strumenti come le garanzie. A tal proposito, Concord e Focisv chiedono una valutazione più completa dei potenziali rischi e benefici di queste politiche.

    Al termine del Forum, restano alcune perplessità espresse dalla società civile in riferimento agli sforzi dell’Unione, ancora notevolmente insufficienti per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e che spesso lasciano da parte i più deboli e vulnerabili. La società civile ha riportato 3 principali livelli di dissonanza emersi durante le discussioni e le conclusioni del Forum.In primo luogo, lo squilibrio tra la portata e l’urgenza posta dalle molteplici sfide del mondo e il livello troppo timido di ambizione in termini di politiche pubbliche e investimenti. In secondo luogo, la dissonanza tra l’impulso di utilizzare i fondi pubblici per ridurre l’esposizione al rischio degli investimenti privati​, senza preoccuparsi allo stesso tempo dell’incombente crisi del debito, e quindi riconoscere che queste sono le due facce della stessa medaglia. E, infine, l’asincronia tra l’impegno a porre le persone e il pianeta al centro delle sue priorità e la riluttanza a trasformare profondamente  i quadri economici, monetari e finanziari.La società civile ha evidenziato come sia necessario: “Riallineare i modelli di business agli imperativi dello sviluppo sostenibile non dovrebbe essere visto come un atto di seduzione e di facciata; richiede norme, politiche e investimenti pubblici ambiziosi. Richiede la riaffermazione, piuttosto che l’abdicazione, del ruolo dello Stato nel definire un nuovo insieme di regole globali per la convivenza pacifica e sostenibile delle persone su questo piccolo pianeta. Richiede il coraggio di fermare investimenti insostenibili e pratiche predatorie. Chiede di sostenere la centralità dei diritti umani – le basi delle Nazioni Unite – come la cornice dominante della nostra azione comune”.

  • clean seas

    43 Governi e migliaia di persone promuovono azioni contro l’inquinamento della plastica nei mari

    30 aprile 2018: il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) in riferimento alla lotta ai materiali plastici monouso e alla riduzione delle microplastiche nei cosmetici ha dichiarato che “la marea sta già iniziando a cambiare”, grazie, in parte, agli sforzi della campagna CleanSeas. Nel mondo, e anche in Italia, si sta diffondendo sempre di più l’informazione e la sensibilità sull’inquinamento delle plastiche e sulla necessità di cambiare i nostri stili di vita e modelli di produzione e consumo.

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  • DcXXV7IW0AEw5oz

    Solidarity with Hungarian civil society | #dropLexNGO2018

    Il nuovo parlamento ungherese, che si riunirà per la prima volta l’8 maggio, voterà una legislazione  regressiva che potrebbe limitare arbitrariamente i diritti e le libertà fondamentali della società civile. FOCSIV ha firmato questa dichiarazione.

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  • shaping our future

    La proposta della Commissione Europea del piano finanziario pluriennale: luci ed ombre per la cooperazione allo sviluppo

    Il multiannual financial framework (Piano finanziario pluriennale) rappresenta il bilancio comunitario dell’Unione Europea per un periodo di sette anni.

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