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    Migranti, Cattai “un punto fermo e una posizione unitaria importante di fronte a disorientamenti crescenti”

    19 luglio 2018 @ 19:13 Agensir

    La Focsiv condivide “con convinzione” la nota della presidenza della Conferenza episcopale italiana ‘Migranti, dalla paura all’accoglienza’. “Di fronte a disorientamenti crescenti avere un punto fermo, una pietra miliare che fa sintesi delle varie posizioni e dichiarazioni del mondo cattolico era auspicabile. In questo momento ce n’era assoluto bisogno e siamo grati alla presidenza Cei che ha assunto questa posizione importante in modo unitario. Mi pare un comunicato non violento, chiaro e rispettoso ma determinato”.

    Lo afferma al Sir Gianfranco Cattai, presidente della Focsiv, la rete di Ong cattoliche. “Ci piace l’espressione usata di sentirsi responsabili di questo esercito di poveri vittime di guerre, povertà e fame – commenta – perché anche noi da tantissimi anni siamo vicini alla gente che vive queste difficoltà e si trova costretta a dover fare la scelta di migrare. Ci convince particolarmente la conclusione della nota, ossia la necessità di salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dall’imbarbarimento per impegnarsi a custodire la vita, ogni vita”.

    Cattai anticipa una proposta che sarà lanciata il 1° ottobre come “Retinopera, intitolata “Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio”. “Si tratta di un seminario per la comunicazione nell’era digitale, che come mondo cattolico abbiamo sottovalutato – spiega -. Bisogna lavorare in rete sulla comunicazione per avere un impatto contro l’odio, altrimenti non diamo un servizio alla verità”.

    Leggi qui l’articolo originale

  • Progetto senza titolo (15)

    Migranti, dalla paura all’accoglienza

    Nota della Presidenza della Cei

     

    Gli occhi sbarrati e lo sguardo vitreo di chi si vede sottratto in extremis all’abisso che ha inghiottito altre vite umane sono solo l’ultima immagine di una tragedia alla quale non ci è dato di assuefarci.

    Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace.

    Come Pastori della Chiesa non pretendiamo di offrire soluzioni a buon mercato. Rispetto a quanto accade non intendiamo, però, né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto.

    Animati dal Vangelo di Gesù Cristo continuiamo a prestare la nostra voce a chi ne è privo. Camminiamo con le nostre comunità cristiane, coinvolgendoci in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità. Guardiamo con gratitudine a quanti – accanto e insieme a noi – con la loro disponibilità sono segno di compassione, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare.

    Avvertiamo in maniera inequivocabile che la via per salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dall’imbarbarimento passa dall’impegno a custodire la vita. Ogni vita. A partire da quella più esposta, umiliata e calpestata.

     

    La Presidenza

    della Conferenza Episcopale Italiana

    Roma, 19 luglio 2018

  • Progetto senza titolo (17)

    Ecuador, Chevron dovrà risarcire 9 miliardi per la deforestazione dell’Amazzonia

    La Corte Costituzionale dell’Ecuador in una decisione unanime 8-0 ha respinto l’appello finale della Chevron, condannando il gigante petrolifero al pagamento di 9,5 miliardi di dollari per compensare gli irreparabili danni causati alla foresta pluviale amazzonica nel corso di decenni di attività (vedi il caso Chevron nel rapporto Focsiv sul landgrabbing).La decisione, emessa con un rapporto di 151 pagine pubblicato lo scorso martedì è stata accolta con grande soddisfazione dai querelanti.“Non c’è dubbio che abbiamo vinto questa lunga battaglia legale” ha detto Pablo Fajardo, rappresentante degli interessi delle comunità indigene. Continua a leggere

  • Progetto senza titolo (13)

    Il rapporto indipendente della società civile: pochi gli sforzi per lo sviluppo sostenibile

    “Gli sforzi globali per il raggiungimento di un modello di sviluppo sostenibile sono ancora troppo deboli, pertanto diventa necessario realizzare delle politiche che siano in grado di liberare il potenziale trasformativo degli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Questo è il messaggio principale del Rapporto Spotlight 2018, la più completa valutazione indipendente dell’attuazione dell’Agenda 2030. Il rapporto è stato lanciato da una coalizione globale di organizzazioni della società civile e sindacati durante la giornata di apertura dell’High Level Political Forum delle Nazioni Unite a New York. Continua a leggere

  • Progetto senza titolo (12)

    SDG Watch Europe e MESA chiedono alla Commissione di riferire sui progressi degli SDG nel 2019

    SDG Watch Europe, la coalizione intersettoriale di oltre 100 organizzazioni della società civile, insieme con i partner della campagna Make Europe Sustainable for All (MESA), comprendente 25 organizzazioni provenienti da 15 Paesi europei, chiedono ai responsabili politici e ai cittadini di sostenere l’ambiziosa attuazione  degli obiettivi di sviluppo sostenibile in tutta l’UE e all’UE di diventare un vero leader dello sviluppo sostenibile.

    In particolare le organizzazioni firmatarie hanno rivolto il proprio appello a Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, chiedendo, tra gli altri:

    – che il documento della Commissione “Towards a sustainable Europe by 2030″ chiarisca le modalità con cui l’Unione intende monitorare e riferire sui progressi e le lacune nel conseguimento dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile;

    -che l’Unione sviluppi dei metodi per differenziare le responsabilità dei diversi Paesi nella realizzazione dell’Agenda 2030;

    – che l’UE riferisca in occasione dell’ HLPF del 2019 sulle sue politiche interne ed esterne e su come queste possono contribuire o ostacolare il conseguimento dell’agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile in Europa e globalmente.

    Leggi qui la lettera al Primo Viceministro Frans Timmermans

  • Progetto senza titolo (11)

    RAPPORTO DELLE NAZIONI UNITE SULLO STATO DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI SDG

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    DONNE E SVILUPPO NEI PROGETTI SC ALL’ESTERO

    Nella cooperazione internazionale sono numerosi i progetti di sviluppo che hanno particolare focus le donne, interpretandone il ruolo come pilastro fondamentale della famiglia e della comunità. Operare per il pieno sviluppo della donna significa migliorare le condizioni di vita dell’intera popolazione locale. A tal fine si elaborano iniziative e attività per offrire opportunità alle donne  di crescita, educazione, formazione e realizzazione professionale, promuovendo la difesa dei loro diritti e l’uguaglianza di genere (Obiettivo n° 5 di Sviluppo Sostenibile 2030)

    Anche nell’esperienza di Servizio Civile Nazionale, tra i 31 progetti di impiego all’estero per 362 volontari che FOCSIV e i suoi Soci promuovono in occasione del prossimo Bando di Servizio Civile, alcuni si sviluppano proprio nel settore di intervento “donne e sviluppo”.

    Di seguito proponiamo la lista di queste progettualità SC, per facilitarne l’individuazione tra le tante proposte, invitando alla lettura delle relative schede sintetiche progetto.

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    Per individuare quali progetti richiedono specifiche competenze o conoscenze, suggeriamo inoltre di consultare le aree di competenza.

  • Progetto senza titolo (15)

    Aperta la call CoopUp Roma – Summer Edition!

  • Easy-test

    Progetto EaSY: terminato il field test

    E’ terminata il 6 luglio la fase di sperimentazione (field test) del progetto EaSY in cui circa 400 giovani volontari internazionali hanno utilizzato nelle loro attività gli strumenti ideati dal progetto : una guida pre- partenza, una guida di orientamento post-rientro e un test di autovalutazione.

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  • chiudiamo la forbice

    Ascoltare e vedere la catastrofe ambientale e le crescenti diseguaglianze. Agire per il bene comune

    Non ascoltate, non vedete. Come possiamo lottare contro le diseguaglianze e il cambiamento climatico che le accelera ed accentua, se continuate a guardare i vostri cellulari?In quale realtà vivete? Questa è stata la provocazione di un rappresentante della popolazione indigena della Groenlandia alla Conferenza sulla Laudato Sì a tre anni dalla sua pubblicazione (vedi il sito: http://laudato-si-conference.com/)

    La moltiplicazione dell’informazione, la manipolazione della comunicazione da parte degli interessi economici, ci assuefanno e depotenziano le nostre aspirazioni al cambiamento, ad una vita più piena e felice. In relazione con Dio, i fratelli e il creato. Continua a leggere