Federazione degli organismi di volontariato
internazionale di ispirazione cristiana

La comunicazione organizzativa, oltre la buona causa

La comunicazione organizzativa, oltre la buona causa

Assicurare la circolazione dei flussi di informazione all’interno di una organizzazione, anche piccola, è

un elemento imprescindibile per il funzionamento dell’organizzazione stessa e per il raggiungimento di

qualunque obiettivo. Non basta che la causa sia buona, bisogna anche saper far funzionare

l’organizzazione.

di Silvia Pochettino

Nell’era della comunicazione digitale e dei social media, come ben si sa, le distanze si accorciano,

tutti comunicano, tutti creano contenuti, tutti si interfacciano con realtà anche molto distanti dal proprio

luogo di lavoro, arrivando a promuovere la propria causa talvolta fin dall’altra parte del mondo.

Molti molti meno – però – si preoccupano di tenere aggiornati sul proprio lavoro il vicino di scrivania,

gli altri settori della propria organizzazione o i lavoratori della propria azienda.

Insomma l’enorme crescita dei flussi di comunicazione non riguarda se non in minima parte la

comunicazione interna delle associazioni (ma anche delle organizzazioni e delle aziende), ovvero la

cosiddetta comunicazione organizzativa.

Ed è proprio la mancanza di comunicazione interna, spesso, ad essere alla base di problemi molto

seri nell’identità di una organizzazione, nella sua efficacia ed efficienza e anche nella sua capacità di

comunicare all’esterno in modo coerente.

“Ogni dipendente è ambasciatore del proprio brand, anche verso i fornitori e tutti gli stakeholders di

un’attività” sostiene Elena Piani, esperta di comunicazione organizzativa, con un passato nella

General Electric, ora impegnata a servizio del sociale e docente del prossimo corso di Ong 2.0

dedicato proprio alla comunicazione organizzativa “Per le associazioni non profit il problema a volte è

che nascono per una buona causa e pensano che la causa basti a se stessa, sottovalutando

l’importanza di curare le persone, l’engagement e il benessere all’interno dell’associazione stessa”

Ma perché in molti enti la comunicazione interna resta la cenerentola delle comunicazioni?

Secondo Elena “perché se ci sono delle risorse da investire vengono spese per promuovere la causa

verso i donatori e non per comunicare con i soci, collaboratori, volontari, dipendenti.

La comunicazione interna non ha risultati immediati è un investimento il cui ritorno si traduce in

ottimizzazione delle risorse e dei processi, chiarezza sulla visione strategica e piano operativo.”

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