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internazionale di ispirazione cristiana

L’economia della cura

L’economia della cura

Fonte immagini: https://www.itcilo.org/it/courses/knowledge-sharing-ils-policies-and-case-law-care-work

Ufficio Policy Focsiv – Una delle più grandi disuguaglianze economiche, sociali e di genere è il mancato riconoscimento del lavoro di cura, un lavoro essenziale per il benessere umano, per le relazioni di solidarietà fondamentali.  Se da un lato il riconoscimento del lavoro di cura e la sua giusta retribuzione è necessario per superare le attuali disuguaglianze, dall’altro occorre fare attenzione alla sua mercificazione, alla sua riduzione a mero valore economico da sfruttare. La sua valenza umana e sociale è da salvaguardare, da proteggere e valorizzare adeguatamente.

Con 160 voti a favore e 2 contrari, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione sul “Contributo dell’economia dell’assistenza allo sviluppo sostenibile” (vedi allegato), inserendo formalmente il tema della cura nell’agenda degli sforzi internazionali per sradicare la povertà.

Solo gli Stati Uniti e l’Argentina hanno votato contro la risoluzione, sponsorizzata da Armenia, Brasile, Cabo Verde, Cile, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Finlandia, Irlanda, Libano, Lussemburgo, Messico, Marocco, Paesi Bassi, Spagna, Suriname e Uruguay. Cina, Egitto, Iran, Iraq, Nigeria, Pakistan, Paraguay e Uganda si sono astenuti.

La risoluzione riconosce “che il lavoro di cura, retribuito e non retribuito, svolto in modo sproporzionato dalle donne, è essenziale per tutti gli altri lavori” e riconosce che “l’economia della cura contribuisce in modo sostanziale al reddito nazionale, alla creazione di occupazione, alle capacità umane e alla produttività”. L’Assemblea Generale osserva “che il lavoro domestico e di cura non retribuito è stimato tra il 10 e il 39% del prodotto interno lordo, se valutato al salario minimo orario, e può superare quello della manifattura, del commercio, dei trasporti e di altri settori produttivi chiave, sottolineando la sua rilevanza macroeconomica”.

La risoluzione raccomanda di “adottare misure per riconoscere il lavoro di cura non retribuito e retribuito e ridurre, ridistribuire e valorizzare il lavoro di cura non retribuito, promuovendo l’equa condivisione delle responsabilità tra donne e uomini, all’interno del nucleo familiare e dando priorità, tra l’altro, a infrastrutture sostenibili, a politiche di protezione sociale e a servizi di assistenza e sostegno accessibili, economici e di qualità, a congedi di maternità, paternità e parentali adeguati e retribuiti, nonché alla protezione dalla discriminazione della maternità nel mercato del lavoro”.

Queste misure “potrebbero generare quasi 300 milioni di posti di lavoro a livello globale entro il 2035, aumentare i tassi di occupazione globale di oltre sei punti percentuali e ridurre il divario occupazionale di genere di circa sette punti percentuali”, poiché “ogni dollaro statunitense investito per colmare le lacune in materia di assistenza all’infanzia potrebbe produrre un aumento medio di 3,76 dollari del prodotto interno lordo entro il 2035”.