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Far pagare gli inquinatori

Far pagare gli inquinatori

Rapporto Eurodad

Ufficio Policy Focsiv  – nel mezzo della guerra, ora in stallo, tra USA e Iran, con tutte le dannose conseguenze soprattutto per i Paesi impoveriti importatori di petrolio e di beni collegati, mentre i grandi produttori di oil&gas aumentano i profitti, riportiamo qui un rapporto di Eurodad che sostiene di tassarli: Make polluters pay: Proposal for a surtax on fossil fuel industries’ profits – Eurodad

Sullo sfondo delle crescenti disuguaglianze e dell’accelerazione della crisi climatica e ambientale, questo rapporto, di Eurodad e della Global Alliance for Tax Justice (GATJ), propone tasse aggiuntive – o sovratasse – sui profitti dell’industria dei combustibili fossili.

Sebbene le politiche fiscali ambientali tradizionali, come la tariffazione del carbonio, comportino spesso un alto rischio di regressività, imponendo direttamente o indirettamente oneri sproporzionati sui consumatori e sui più poveri, tassare i profitti delle aziende inquinanti è una strategia progressiva e basata sull’offerta che allinea la responsabilità economica al danno ambientale. Come dimostra questo rapporto, se fosse stata applicata una sovratassa del 20 per cento sui profitti globali delle 100 più grandi compagnie petrolifere e del gas del mondo dall’adozione dell’Accordo di Parigi, si sarebbe potuto raccogliere un accumulo di 1,08 trilioni di dollari USA di entrate fiscali aggiuntive.

Le aziende dei combustibili fossili stanno ottenendo profitti osceni — che si contano in miliardi — a spese di un pianeta vivibile, a spese di tutti noi, mentre ci spingono più rapidamente verso la catastrofe climatica. Come se non bastasse, ricevono trilioni di sussidi ogni anno dai governi.

Questo documento presenta uno strumento potente per cambiare rotta: la tassazione. L’attuazione della tassa “Polluter Pay Surtax” può dotare i paesi dei miliardi necessari per favorire una transizione giusta — verso un mondo in cui tutti i lavoratori, e tutte le persone, possano vivere in un ambiente sostenibile, senza paura e con dignità.

Raccomandazioni principali

  • Come parte della Convenzione Quadro ONU sulla Cooperazione Fiscale Internazionale, i governi dovrebbero introdurre una tassa “l’inquinatore paga il sovrapprezzo” applicata ai profitti globali delle aziende dei combustibili fossili. Questo rapporto illustra un sovrapprezzo del 20 per cento, che – se fosse stato applicato negli esercizi fiscali 2022, 2023 e 2024 e applicato alle 100 più grandi compagnie petrolifere e del gas del mondo – avrebbe generato rispettivamente 236 miliardi di dollari, 184 miliardi e 147 miliardi di dollari USA. Se la sovratassa del 20 per cento fosse stata applicata dall’adozione dell’Accordo di Parigi nel 2015, si sarebbero potuti raccogliere ulteriori entrate fiscali accumulate 1,08 trilioni di dollari USA. Queste entrate dovrebbero costituire contributi aggiuntivi, a complemento degli impegni internazionali attualmente altamente inadeguati nel finanziamento climatico. Questo rapporto sostiene inoltre che, in linea con l’obiettivo internazionale di abbandonare i combustibili fossili e accelerare l’azione di transizione, la tassa globale dovrebbe essere gradualmente aumentata nel tempo e destinata a raggiungere il 100 per cento entro il 2050.
  • Mentre le regole internazionali sono in fase di negoziazione a livello ONU, i governi di tutto il mondo dovrebbero immediatamente applicare le sovratasse sui profitti alle aziende dei combustibili fossili tassabili nel proprio paese. Queste tasse dovrebbero essere progettate per coesistere con la sovratassa a livello globale, una volta introdotta.
  • A livello regionale, i governi potrebbero determinare un’aliquota minima di sovratassa e coordinarne l’attuazione. Per l’UE, ciò significa continuare il suo ‘contributo alla solidarietà’ con un’aliquota minima del 33 per cento e un design fiscale modificato, integrando al contempo disposizioni per la futura sovratassa a livello globale.

 Il rapporto è qui scaricabile Eurodad-GATJ_Make_polluters_pay_november_2025.pdf