Ufficio Policy Focsiv – Focsiv ha accompagnato una delegazione di ricercatori e attivisti per denunciare come l’estrazione di oro inquini l’Amazzonia a causa dell’uso di mercurio. Qui il rapporto presentato, e una sintesi in italiano
Riprendiamo il comunicato dell’Agenzia DIRE con cui abbiamo collaborato.
La febbre dell’oro ha contagiato l’Amazzonia con il mercurio, avvelenando i fiumi e minacciando gli esseri umani: a denunciarlo è un rapporto che raccoglie dieci anni di ricerche, concentrate sulla regione peruviana di Madre de Dios e focalizzate sulle tracce del metallo nei fiumi e nelle persone.
“La gran parte dell’attività estrattiva è illegale, come illegale è l’utilizzo di mercurio (The Poisonous Mercury Trade | Climate-Diplomacy), come stabilito dalla Convenzione di Minamata”, sottolinea Claudia Vega Ruiz, una delle autrici dello studio, intervistata dall’agenzia Dire. La ricerca è stata firmata dal Centro de innovación científica amazónica (Cincia), istituto che ha sede a Puerto Maldonado, il capoluogo della regione di Madre de Dios.
“Si calcola”, evidenzia Vega, “che solo in quest’area del Paese vengano rilasciate nell’ambiente circa 180 tonnellate di mercurio l’anno”. Vega menziona anche la regione di Loreto (L’inquinamento dell’estrattivismo in Perù – Focsiv), confinante con la Colombia: “Uno studio realizzato nel 2024 nei bacini del Nanay-Pintuyacu e del Basso Putumayo ha preso in esame 439 persone, rilevando che il 97% presentava livelli di mercurio superiori al limite di sicurezza”.
Nella zona, secondo il rapporto, una preoccupazione particolare riguarda le donne in età fertile.
“Il mercurio è nell’aria, nei pesci, nei pipistrelli, negli uccelli, nelle persone“, denuncia Vega: “E’ dappertutto”. La ricercatrice è arrivata a Roma questa settimana insieme ad altri esperti e attivisti sudamericani.
Ieri è stata ricevuta da papa Leone XIV, al termine dell’udienza generale in piazza San
Pietro. Con lei, Jesús Olivero-Verbel, professore all’Università di Cartagena, in Colombia, e Oscar Campanini Gonzales, del Centro de documentación e información Bolivia (Cedib). Insieme hanno presentato al pontefice il rapporto, intitolato ‘Estrazione dell’oro e mercurio: una crisi ambientale e sanitaria che ci chiama ad agire’.
L’obiettivo è stato portare all’attenzione di Leone XIV l’urgenza e la gravità del tema, a poche settimane dal suo viaggio apostolico in America Latina, in programma dal 6 al 17 novembre. “Mentre chi acquista, raffina e commercializza l’oro nei Paesi di destinazione ottiene profitti ingenti”, sottolinea Olivero-Verbel, “molte comunità amazzoniche subiscono abbandono, contaminazione e una profonda povertà”. L’allarme riguarda anche gli ecosistemi e la biodiversità.
Secondo Campanini: “gli accordi e le convenzioni internazionali, i programmi e i progetti, lo sviluppo tecnologico e gli strumenti messi in campo per ridurre e mitigare questi impatti procedono a un ritmo molto più lento di quello richiesto dall’Amazzonia”. L’esperto aggiunge: “Contiamo sul fatto che la Santa Sede possa promuovere il dialogo e azioni globali da parte delle autorità e dei responsabili, per la tutela della vita, della dignità, dei fiumi e delle foreste amazzoniche“.
La Convenzione di Minamata, promossa dalle Nazioni Unite, è in vigore dal 2017. Il mercurio è una sostanza altamente tossica, che può causare danni alla salute, con effetti particolarmente rilevanti sul sistema nervoso e sui bambini durante la gestazione e nei primi anni di vita.
Secondo Olivero-Verbel, però, vincoli e divieti sono aggirati dalle reti di contrabbando. “In una fase segnata da tensioni geopolitiche e conflitti, l’oro è sempre più un bene-rifugio“, evidenzia il professore. “L’opacità della filiera, con la difficoltà di risalire tutti gli anelli della catena di produzione, favorisce chi fa affari”.
Le responsabilità, che riguardano il contrabbando del mercurio ma anche gli acquisti dell’oro, attraversano i continenti. “Il nostro appello riguarda i Paesi ricchi del mondo“: dice Olivero-Verbel: “Dalla Cina agli Stati Uniti passando per l’Europa e le monarchie del Golfo”.
L’allarme mercurio fu lanciato già da papa Francesco, proprio a Puerto Maldonado, nel 2018. Leone XIV tornerà nell’Amazzonia peruviana, ma più a nord, a Pucallpa, nella regione di Ucayali: incontrerà i missionari, le comunità locali e i rappresentanti dei popoli indigeni.







