Ufficio Policy Focsiv – In occasione della Giornata Internazionale per l’Eradicazione della Povertà del 17 ottobre scorso, la rete globale della società civile Global Call to Action Against Poverty (GCAP), di cui Focsiv fa parte, ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale (FMI) affinché vengano abbandonate le politiche di austerità che stanno aggravando la crisi del costo della vita e alimentando povertà e disuguaglianze nel mondo.
Secondo il GCAP Statement, il contesto globale è segnato da guerre e conflitti persistenti, impatti sempre più gravi della crisi climatica, restrizioni degli spazi democratici, violazioni dei diritti umani e crescente erosione del multilateralismo. Questi fattori stanno contribuendo a un aumento dei prezzi dei beni essenziali e dell’energia, spingendo milioni di persone verso fame, precarietà e privazione.
GCAP ricorda che circa 700 milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema e che oltre 1,1 miliardi sperimentano forme multidimensionali di povertà. Complessivamente, si stima che circa 3,5 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione mondiale, vivano in condizioni di povertà e siano particolarmente esposte all’aumento del costo della vita.
Nel mirino della rete vi sono le politiche promosse da Banca Mondiale e FMI, accusate di imporre programmi di austerità che riducono la spesa pubblica per sanità, istruzione e protezione sociale proprio nei momenti di maggiore bisogno. Molti Paesi sono costretti a dare priorità al servizio del debito rispetto agli investimenti sociali, con conseguenze negative sui diritti fondamentali delle persone.
Parallelamente, il documento denuncia l’aumento senza precedenti della concentrazione della ricchezza. Citando uno studio di Oxfam, GCAP sottolinea come il numero dei miliardari abbia superato quota 3.000 e come la crescente influenza economica e politica delle grandi fortune e delle grandi imprese contribuisca ad ampliare le disparità sociali.
La dichiarazione evidenzia inoltre il ritardo nell’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): soltanto il 19% dei target sarebbe sulla buona strada per essere raggiunto. Alla base di questo fallimento vi sarebbero mancanza di responsabilità politica, persistenti ingiustizie sociali e disuguaglianze strutturali.
Ampio spazio viene dedicato anche alla crisi climatica, che colpisce in particolare i Paesi a basso reddito ma produce effetti in tutto il mondo, dall’innalzamento del livello dei mari all’aumento di eventi meteorologici estremi. Il documento richiama inoltre l’impatto devastante dei conflitti armati, che provocano vittime civili, distruzione delle infrastrutture, sfollamenti forzati e nuove emergenze umanitarie.
Un’ulteriore preoccupazione riguarda il restringimento dello spazio civico. GCAP denuncia che oltre il 72% della popolazione mondiale vive in Paesi in cui le libertà civili risultano represse o fortemente limitate, con crescenti ostacoli all’azione delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani.
Di fronte a questo scenario, la rete internazionale chiede l’adozione di politiche capaci di contrastare la crisi del costo della vita attraverso la fine dell’austerità, il finanziamento universale della protezione sociale, della sanità e dell’istruzione pubblica, la giustizia fiscale e la cancellazione o ristrutturazione dei debiti insostenibili. La dichiarazione invoca inoltre una profonda riforma dell’architettura finanziaria internazionale, la fine dei conflitti armati e una maggiore tutela dei diritti umani e degli attivisti che lottano per la giustizia sociale.
GCAP è una rete globale che riunisce circa 18.400 organizzazioni della società civile in 66 coalizioni nazionali, tra cui Homepage – GCAP ITALIA (di cui Focsiv è membra) con una particolare attenzione alla partecipazione di donne, giovani e gruppi socialmente esclusi.








