Fonte immagine ©Mike Mezeul
Ufficio Policy Focsiv – Nell’ambito dell’interesse di Focsiv per il fenomeno del land grabbing o accaparramento di terre riportiamo qui un articolo apparso recentemente sul del Corriere (Hormuz e il clima impazzito, la tempesta perfetta su agricoltura e materie prime: pomodori, mais, cacao, caffè, plastica e fertilizzanti, l’effetto sui prezzi | Corriere.it) che descrive una “tempesta perfetta” di avvenimenti che intrecciati tra loro generano un’accelerazione dell’accaparramento.
Un contesto caratterizzato da shock climatici, energetici e geopolitici simultanei provocano una forte volatilità dei mercati agricoli e una contrazione delle scorte globali.
Questi elementi, ampiamente documentati nella letteratura (FAO, IFPRI, Land Matrix), costituiscono condizioni strutturali che aumentano la pressione sugli ecosistemi agricoli dei paesi a bassa capacità regolatoria, favorendo l’espansione di pratiche di acquisizione su larga scala di terre (Large-Scale Land Acquisitions – LSLA).
L’articolo del Corriere descrive un contesto di instabilità sistemica – climatica, energetica e geopolitica – che amplifica la volatilità dei mercati agricoli e riduce le scorte globali. Secondo la letteratura, tali condizioni: aumentano la domanda di terre coltivabili, incentivano investimenti fondiari aggressivi, espongono maggiormente i paesi con governance debole e diritti fondiari non formalizzati.
Il 2026–2027 si configura dunque come una fase ad alto rischio di espansione del land grabbing, soprattutto in Africa occidentale e centrale, Sud-est asiatico e America Latina.
Gli shock climatici e lo spostamento geografico delle produzioni
Il peggioramento delle condizioni climatiche descritto nell’articolo – siccità, ondate di calore, El Niño con intensità senza precedenti – riduce la produttività agricola in regioni tradizionalmente esportatrici (UE, India, Brasile).
Secondo la letteratura, quando la produzione cala nei paesi ad alta regolazione della terra, gli investitori si orientano verso regioni dove: la terra è più disponibile, i diritti fondiari sono meno formalizzati, i governi sono più inclini a concedere grandi concessioni.
Questo fenomeno è definito climate-driven land grabbing.
L’aumento dei prezzi agricoli e degli incentivi all’espansione fondiaria
L’articolo documenta aumenti significativi dei prezzi di alcune commodities: cacao +70%, zucchero +30%, mais +17%, caffè +44% rispetto al 2021 . La letteratura economica mostra che ogni fase di rialzo delle commodity agricole (2007–08, 2010–11, 2020–22) è stata seguita da un incremento delle acquisizioni di terra da parte di: imprese agro-industriali, fondi di investimento, governi ricchi importatori di cibo (in particolare i Paesi arabi). L’aumento dei prezzi rende redditizio internalizzare la produzione tramite acquisizioni fondiarie.
Gli shock energetici e la conversione delle colture
L’articolo evidenzia che il mais viene dirottato verso l’etanolo quando il prezzo del petrolio aumenta. Questo fenomeno, noto come biofuel land grabbing, genera: competizione tra colture alimentari ed energetiche, espansione di piantagioni di canna da zucchero, palma da olio, mais, pressione su terre comunitarie e foreste.
Le scorte globali ai minimi e le vulnerabilità dei mercati
Le scorte di caffè e cacao sono ai minimi dagli anni ’90 . La scarsità aumenta la propensione degli investitori a: assicurarsi terre per stabilizzare la produzione, e ad acquisire asset agricoli in paesi con bassi costi di transazione.
I Paesi più esposti al land grabbing nel 2026–2027
La vulnerabilità dipende da tre fattori: debolezza dei diritti fondiari, attrattività agro-climatica, pressione delle commodity in deficit (cacao, zucchero, mais, caffè)
In Africa Occidentale i Paesi più esposti sono: il Ghana – forte pressione sul cacao; espansione di piantagioni industriali; la Costa d’Avorio – primo produttore mondiale di cacao; deforestazione e concessioni su larga scala; la Nigeria – investimenti in riso, cassava, palma da olio; governance fondiaria debole; il Senegal – espansione di agribusiness (riso, orticoltura); casi documentati da Land Matrix.
In Africa Centrale i Paesi target sono: la Repubblica Democratica del Congo (RDC) – vastità territoriale, governance fragile, investimenti agro-industriali emergenti; la Repubblica del Congo (Brazzaville) – concessioni agricole e forestali; rischio elevato in contesti di partenariati pubblico-privati; il Camerun – piantagioni di palma da olio e gomma.
In Africa Orientale i Paesi sono: l’Etiopia – storicamente uno dei paesi con più LSLA; pressioni su terre pastorali; la Tanzania – investimenti in riso, sisal, palma; tensioni comunitarie; il Mozambico – progetti agro-industriali e biofuel.
In Asia i Paesi oggetto di accaparramento son: Indonesia – espansione della palma da olio; Filippine – investimenti agro-industriali e concessioni per il mais; Laos e Cambogia – concessioni economiche su larga scala.
In America Latina troviamo il Brasile – espansione di canna da zucchero e soia; rischio di land concentration; il Paraguay – pressione su comunità indigene per soia e allevamento; e la Colombia – investimenti agro-industriali in cacao e palma.







